Prudenza con i piccolo credito
Facciamo un esempio: per acquistare un’automobile Romeo Rossi non dispone di sufficiente denaro in contanti e decide di ricorrere a un piccolo credito. Dopo aver fatto bene i conti si rende però conto di aver agito con troppa precipitazione. Può ancora rimediare? A questa domanda l’ACSI risponde quanto segue.
Anche il piccolo credito può costare caro: le banche possono infatti chiedere interessi fino a un massimo del 15%. Se si hanno entrate limitate e pochi risparmi, si rischia in breve tempo di accumulare un grosso debito che non si riesce più a rimborsare. Basta una situazione imprevista, per esempio una gravidanza o la perdita del posto di lavoro, per ritrovarsi nella condizione di non poter più pagare le rate e gli interessi.
Occorre essere molto prudenti. Prima di sottoscrivere un contratto di piccolo credito:
- valutate attentamente la vostra situazione professionale, personale e finanziaria;
- non firmate mai un contratto di piccolo credito se avete già altri debiti perché rischiate di sovraindebitarvi;
- valutate eventualmente altre possibilità più convenienti per superare un momento difficile. Per esempio un credito a tasso d’interesse agevolato concesso da parenti o dal datore di lavoro;
- confrontate le offerte di diverse banche perché i tassi d’interesse variano da un istituto all’altro;
- non firmate alcun contratto di piccolo credito a lunga durata. La situazione personale professionale o finanziaria potrebbe cambiare di molto col passare del tempo;
- non ricorrete mai al piccolo credito per pagare le tasse. Gli interessi di mora, conteggiati in caso di ritardo nel pagamento, sono più bassi degli interessi del piccolo credito;
- se non riuscite a far quadrare il bilancio rivolgetevi all’ACSI che ha un servizio di consulenza sulla contabilità domestica.
31 agosto 2010