domenica 26 maggio 2013 

Risparmiare sugli occhiali dei bambini: è troppo!

Si chiede al Consiglio federale di mantenere la presa a carico del forfait annuale massimo di 180 franchi per gli occhiali o le lenti a contatto, prescritti da un oftalmologo, per bambini e giovani fino a 18 anni. È questo l’oggetto della petizione che ha raccolto in breve tempo oltre 38’000 firme consegnata a Palazzo lunedì 30 maggio dalla Società Svizzera di Oftalmologia, dalla Società Svizzera di Pediatria (SSP), dalla Federazione dei medici pediatrici svizzeri (fPmh), dall’Organizzazione svizzera dei pazienti (OSP)e dalle tre organizzazioni dell’Alleanza dei consumatori (FRC, ACSI, SKS). La sola FRC ha raccolto 20’000 sottoscrizioni !
Fino al 13 dicembre 2010, le assicurazioni malattia di base dovevano rimborsare 180 franchi all’anno. Questa disposizione è stata soppressa. Se la soppressione di questa prestazione può essere accettabile per gli adulti, è invece ritenuta irresponsabile per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti. I bambini che hanno difetti visivi hanno bisogno di rinnovare frequentemente gli occhiali, mediamente ogni 6-12 mesi prima della pubertà. I difetti della vista nei bambini sono quasi sempre patologici e toccano spesso diversi membri della famiglia : i costi che ne derivano rappresentano quindi un carico finanziario notevole per le famiglie numerose. Tre bambini o adolescenti che devono correggere problemi di vista provocano per la famiglia una spesa annuale di almeno 1’000 franchi.
Se si economizza sulle spese per gli occhiali dei bambini, è possibile che i difetti visivi progrediscano verso disturbi permanenti di cui il giovane, superata la pubertà soffrirà per tutta la vita (come per esempio l’anisometropia e lo strabismo latente). La presa a carico degli occhiali per i bambini su prescrizione medica è il solo modo efficace per evitare che i piccoli con problemi di vista subiscano limitazioni nella vita professionale. Questi bambini sono sfavoriti del periodo scolare e rischiano di essere penalizzati successivamente nella scelta di una professione. I danni provocati ai giovani da queste nuove disposizioni sono di gran lunga più importanti delle economie sui costi della salute.

31 maggio 2011

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