mercoledì 19 giugno 2013 

CASSA MALATI

Il rovescio della padella - Agosto 2012

Bisogna rovinarsi per cucinare un uovo al tegamino? Nel test pubblicato sulla BdS di agosto, sono state esaminate 9 padelle; la più cara costa ben 21 volte di più della meno cara. Ma per quale differenza di qualità? Qualità del rivestimento, peso, equilibrio, sicurezza termica e via dicendo: la scelta di una padella può rivelarsi un vero rompicapo. Il laboratorio ha analizzato nove modelli da 28 centimetri di diametro, per valutare, tra le altre cose, l’antiaderenza e la maneggevolezza di questi articoli indispensabili in cucina. Conclusione: le padelle più leggere e meno care sono lungi dall’essere le migliori. Ma non è neppure necessario investire un capitale nei modelli di alta gamma. Infatti, una buona padella per friggere deve soddisfare tre criteri. Anzitutto, distribuire il calore in modo uniforme per una cottura omogenea degli alimenti, e qui tutti i modelli ne escono con onore. Poi, il manico non deve scaldarsi, pena scottature alle mani: ancora una volta, tutto è andato bene... Infine, il fondo della padella deve restare stabile anche in caso di choc termico. In linea di principio, non si dovrebbe mai raffreddare in modo brusco una pentola bollente ma, nei fatti, questo avviene molto spesso. Il laboratorio ha quindi sottoposto le padelle a molteplici raffreddamenti improvvisi, con risultati poco edificanti per le marche "Casino Tous les jours" e "Kavalkad" di Ikea, i cui fondi si deformano in modo significativo. Nulla di troppo problematico, se si cucina con i fornelli a gas, ma se si usano piastre o piani di cottura in vetroceramica, questi modelli sono davvero poco pratici.

 

9 agosto 2012

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