mercoledì 19 giugno 2013 

Se sei interessato a partecipare alle bancarelle informative, puoi annunciarti mediante il link a Corrente senza nucleare che trovi in fondo alla pagina

SÌ alle due iniziative contro il nucleare

L’ACSI sta lavorando attivamente in vista della votazione del 18 maggio a favore delle due iniziative "Corrente senza nucleare" e "Moratoria più" per le quali invita consumatrici e consumatori a votare due convinti sì.
La prima chiede l’abbandono progressivo dell’energia nucleare entro il 2014 e l’orientamento dell’approvvigionamento elettrico verso fonti energetiche rispettose dell’ambiente.
La seconda, il prolungamento del blocco, sin qui sperimentato, della costruzione di nuove centrali nucleari e più democrazia in relazione ai rischi nucleari.

L’ ACSI si è sempre dimostrata contraria all’uso del nucleare per l’approvvigionamento energetico e ha già preso anche in passato posizioni coraggiose. Pubblichiamo qui di seguito l’intervento della pesidente dell’ACSI Fiamma Pelossi in occasione della conferenza stampa di presentazione delle iniziative che si è svolta il 18 febbraio 03 a Bellinzona.

Il futuro energetico per i consumatori
È sempre più frequente la pubblicazione di grafici e cifre che dimostrano come sia necessario un cambiamento di rotta a livello di consumi energetici, e questo non solo per ragioni ecologiche, ma anche per ragioni economiche. Le attuali riserve di combustibili fossili garantiscono un approvvigionamento per al massimo 50 anni. Le centrali nucleari sono pericolose: i depositi di scorie sono bombe ad orologeria che lasciamo alle future generazioni per i prossimi 100.000 anni. Rivedere la politica di approvvigionamento energetico, applicando in misura maggiore le fonti energetiche rinnovabili, è diventata una sfida e una condizione indispensabile per rispondere ai fabbisogni energetici del pianeta, rispettando nel contempo gli obiettivi posti dal trattato di Kyoto (riduzione del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di CO2) ratificato dalla totalità dei paesi industrializzati ad eccezione degli USA. È del mese di marzo dello scorso anno il grido d’allarme del Fondo nazionale per la ricerca scientifica che afferma che la Svizzera non sta seguendo la via dello sviluppo sostenibile.
Secondo il direttore di questo programma “oggi viene applicato ciò che è possibile dal punto di vista economico e sociale e non quanto ecologicamente necessario”; secondo noi, molto spesso, neppure quello. Infatti, per quanto riguarda il nucleare i costi indiretti sono talmente elevati che non si può nemmeno parlare di vantaggio economico.
Un approvvigionamento energetico basato in larga misura su fonti rinnovabili e rispettose dell’ambiente rappresenta uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile.

Le alternative all’energia nucleare e fossile sono disponibili e immediatamente utilizzabili
Da quando si è iniziato a costruire le centrali nucleari svizzere, gli elettrodomestici, che sono i maggiori divoratori di energia elettrica, sono diventati molto più efficienti. In altre parole: un frigorifero, una lavatrice, un qualsiasi elettrodomestico di oggi consuma la metà di quanto non consumasse 20 anni fa.
Oggi in commercio ognuno di noi trova a prezzi concorrenziali lampadine risparmia energia e dallo scorso anno tutti gli elettrodomestici hanno l’etichetta indicante il consumo di energia: da A a G e meno consumano, meno il consumatore pagherà di bolletta elettrica.
Il Ticino, che vive una situazione molto particolare in materia energetica ( ma su questo torneremo dopo) ha votato recentemente due crediti per sussidi a favore del fotovoltaico ( 1,3 mio) e della legna( 4 mio) . Il credito relativo agli impianti a legna ha avuto un tale successo che , pur essendo previsto per una durata di 4 anni si è esaurito in pochi mesi e in questi giorni il GC ha votato un ulteriore credito di quasi 1 mio per richieste entrate con il primo credito ma che non hanno più potuto essere evase per mancanza di soldi.
Insomma: oggi i cittadini abitanti nel nostro Cantone sono molto sensibili alla necessità di diversificare le fonti energetiche, favorendo quelle rinnovabili.

Il risparmio è possibile e necessario
Nonostante gli apparecchi di uso domestico di oggi siano molto meno divoratori di energia elettrica , spesso un loro uso non corretto fa sì che comunque ci siano ancora grandi margini di risparmio:

  • non lasciare gli apparecchi in stand by
  • regolare il boiler a temperature moderate
  • lampadari con una lampadina anziché con 5 o 6 ( il tavolo da pranzo non è un tavolo operatorio, non abbiamo bisogno di essere accecati dalla luce quando mangiamo: è sufficiente vederci bene).

Anche i nostri gesti quotidiani possono ridurre i consumi energetici:
  • privilegiare la doccia anziché il bagno
  • usare utensili manuali per spremere agrumi e affettare carni, anziché spremiagrumi elettrici e coltelli elettrici
  • privilegiare spazzolini da denti manuali anziché elettrici, magari con testine sostituibili che ci permettono anche di ridurre la massa di rifiuti.

Ognuno di noi, se si ferma un attimo a riflettere, si rende conto di quanti risparmi si possono fare con piccoli gesti quotidiani che non implicano sacrificio alcuno. Per facilitare ciò ogni numero della Borsa della Spesa, a partire da questo 2003, contiene una scheda con consigli utili per risparmiare energia ogni giorno.
Il futuro dipende da ognuno di noi: dobbiamo essere consapevoli di questo concetto.

La particolare situazione del Canton Ticino
Il nostro Cantone vive una situazione molto particolare.
Siamo il terzo Cantone per potenza idroelettrica istallata. Produciamo il 12% dell’energia prodotta in Svizzera, più di quanto sia necessario al nostro fabbisogno. Consumiamo il 5% di quanto si consuma in tutta la Confederazione. Occorre poi aggiungere che produciamo energia pulita (idroelettrica) e consumiamo energie inquinanti, fossili e nucleari, in quanto stiamo subendo delle concessioni stipulate parecchi decenni or sono che fanno sì che l’energia prodotta dalle nostre acque vada a rifornire i consumatori d’Oltralpe.
Per produrre questa energia pulita, le nostre valli hanno pagato e stanno pagando un caro prezzo, penso alla distruzione di importanti ambienti naturali, alla messa sott’acqua di parte di paesi e abitazioni, penso al problema dei deflussi minimi nei nostri fiumi.

L’Europa abbandona il nucleare
Danimarca, Grecia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo hanno rinunciato sin dal principio all’elettricità nucleare. In Austria vige dal 1978 una legge sul divieto atomico. L’Italia ha rinunciato all’energia atomica dal 1990, disponendo lo smantella mento delle 3 centrali in esercizio e delle 4 in costruzione. L’Olanda ha cessato ogni ampliamento nel 1987 e nel 1997 ha optato per l’abbandono dell’atomo. In Spagna dal 1994 sono state fermate definitivamente le costrizioni di centrali. In Svezia l’abbandono è stato sancito nel 1980 dalla popolazione. Entro il 2025 anche il Belgio chiuderà le sue centrali atomiche. Nel 2001 anche la Germania ha decretato l’abbandono del nucleare.
Insomma : vogliamo proprio restare un’isola infelice nell’Europa? Inoltre la cosa è particolarmente assurda essendo il nostro un paese con grande produzione idroelettrica.

Energia pulita o pericolosa? Il futuro dipende da ognuno di noi. Votiamo 2 sì il prossimo 18 maggio
L’elenco degli incidenti a centrali nucleari è molto lungo.
Credo d’aver dimostrato come sia possibile da un lato ridurre i consumi senza peggiorare la nostra qualità di vita, e dall’altro quanto sia auspicabile utilizzare fonti rinnovabili: legna, sole, vento.
Ora sta a ognuno di noi fare la propria scelta.

Fiamma Pelossi, presidente acsi

Se desidera avere maggiori informazioni su queste iniziative popolari o intende partecipare attivamente alla campagna per l’abbandono dell’energia nucleare, visiti i siti Internet:

wwf

Corrente senza nucleare-SOA

14 marzo 2003

Condividi questa pagina su Facebook

 

ACSI, Via Polar 46, c.p. 165, 6932 Lugano-Breganzona - tel. 091 922 97 55, fax 091 922 04 71 - email: acsi@a*TOGLIEREQUESTO*csi.ch