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sabato 23 settembre 2017 

Alleanza contro la sovramedicalizzazione

Il sistema sanitario svizzero è tra i più costosi al mondo ma gode pure di una fama di efficacia ed efficienza, anche se queste ultime sono raramente state documentate scientificamente. È opinione comune che si potrebbe fare non solo bene ma pure meglio, magari spendendo meno. Anche in Ticino. Da tempo è stato evidenziato che molti esami e molti trattamenti chirurgici e farmacologici largamente diffusi non apportano benefici per i pazienti e anzi rischiano di essere dannosi (BRODY H. 2012). Si tratta di esami e trattamenti non supportati da prove di efficacia, che continuano ad essere prescritti ed effettuati per molteplici ragioni: per abitudine, per soddisfare pressanti richieste dei pazienti, per timore di sequele medico legali, perché spiegare al paziente che non sono necessari richiede più tempo, per interessi economici, perché nelle organizzazioni sanitarie viene premiata la quantità delle prestazioni più della loro qualità e appropriatezza, per dimostrare al paziente di avere una vasta cultura scientifica o per applicare in modo acritico il concetto del “fare tutto il possibile”.

Questi esami e trattamenti rappresentano un vero e proprio spreco di risorse e possono sottoporre i pazienti a rischi supplementari. Il peso economico delle prestazioni evitabili, quelle cioè che non danno nessun beneficio ai pazienti, rappresenta secondo l’OMS tra il 20 e il 40% della spesa sanitaria (WHO 2010). 

L'Alleanza delle associazioni dei consumatori ha deciso di dedicare particolare attenzione a questo tema importante e delicato, pubblicando regolarmente informazioni sui rispettivi periodici.
Qui trovate le Schede e gli articoli pubblicati su La borsa della spesa.

Troppo spesso analisi e cure sono applicate in eccesso. Uno spreco di tempo e denaro. Per non parlare dei danni che alcuni esami, se inappropriati, possono provocare alla salute. Il dibattito dell'assemblea ACSI (25 aprile 2015) è stato dedicato a questo argomento. Sono intervenuti:

  • Gianfranco Domenighetti, economista e sociologo della salute, già docente all’Università di Losanna e Lugano (relazione
  • Sandra Vernero, medico, co-fondatrice e vicepresidente di Slow Medicine (relazione)
  • Fabrizio Barazzoni, capo area medica EOC (relazione)

Su questo importante argomento – che si sta sviluppando ampiamente e rapidamente anche a livello internazionale – l'ACSI ha trovato un'intesa di collaborazione con ALTROCONSUMO, uno dei principali movimenti di difesa dei consumatori in Italia, editore dell'omonima rivista. Vi segnaliamo la loro pagina web "Esami inutili: ecco quali evitare".


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