Sconti sui medicamenti, ma non per i pazienti
I produttori di farmaci concedono in alcuni casi degli sconti ai fornitori di prestazioni (medici, ospedali, farmacie). Tuttavia, gli assicurati non ne approfittano, malgrado la legge lo preveda.
“La legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal) stabilisce che il fornitore di prestazioni che ottiene sconti nell’acquisto di medicamenti deve farne usufruire l’assicuratore e gli assicurati”, ha spiegato il Controllo federale delle finanze (CDF) nel suo rapporto.
Chi dovrebbe vigilare? L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Che secondo il CDF, non lo fa in maniera adeguata: “Il CDF ha esaminato l’attività di vigilanza dell’UFSP nell’ambito e ha concluso che è ancora poco efficace”. Insomma, quello che emerge dall’audit, è che l’UFSP non fa uso di tutti gli strumenti a disposizione per la sorveglianza del mercato dei farmaci. Questo è in larga parte dovuto a una carenza di mezzi dell’UFSP, che peraltro è destinato a subire nuovi tagli.
Viene altresì alla luce che siamo di fronte ad un mercato dei prezzi opaco e complesso, che non permette un contenimento sufficiente dei costi. Ricordiamo che in Svizzera, pur essendo produttori di farmaci, li paghiamo di più che nella maggior parte degli altri paesi europei. I farmaci sono circa un quarto della spesa sanitaria totale.
“Chiediamo basi legali più severe e più risorse per i controlli. E anche più trasparenza. Ci preoccupa molto che il Consiglio federale voglia effettuare ulteriori tagli all’UFSP, che secondo quanto emerso dal rapporto, ha già risorse troppo limitate per svolgere la sua attività di controllo” ha reagito la presidente ACSI Angelica Jäggli.
“Tutte queste misure di risparmio colpiscono indirettamente pazienti e assicurati, che beneficiano dell’attività di controllo dell’UFSP” ha continuato Angelica Jäggli. “È inoltre difficile parlare di lotta alla sovramedicalizzazione in un sistema poco trasparente che può creare incentivi sbagliati. Occorre agire sul prezzo dei farmaci, ma anche sulla quantità di farmaci prescritti. In sintesi chiediamo controlli rigorosi e che si ponga un quadro giuridico che metta fine a queste trattative opache e a questi sconti che vanno unicamente a vantaggio dei fornitori di prestazioni, e che si proceda invece con riduzioni generalizzate del prezzo dei medicamenti”.



















