Gli assicurati sono chiamati a sborsare in futuro ancora più denaro di tasca propria per coprire le spese sanitarie. Il Consiglio federale prevede infatti un aumento da 300 a 400 franchi della franchigia minima nel 2029, seguito da ulteriori incrementi negli anni successivi secondo un meccanismo prestabilito in base all’andamento dei costi sanitari.
Anziché ridurre i costi, questa riforma colpisce i malati cronici trasferendone una percentuale maggiore su di loro. Eppure queste persone non hanno scelta: dovranno comunque recarsi dai professionisti della salute. Se qualcuno deciderà di rinunciare a cure necessarie, questo non farà che aumentare la spesa sanitaria in seguito. Le malattie la cui diagnosi o trattamento vengono rimandati, portano generalmente a procedure più costose e complesse in un secondo momento.
Per contenere gli aumenti dei costi della sanità, occorre aggredire con decisione i problemi profondi: prezzi dei farmaci troppo elevati, tariffe ingiustificate, trattamenti inadeguati o inutili, mancato coordinamento delle cure, sovrabbondanza di assicuratori malattia. Il problema è che ogni attore del settore difende strenuamente i propri interessi. La politica, per accontentare le differenti lobby, non prende da anni decisioni incisive ma si limita a proporre cerotti o trasferimenti di costi sui pazienti.
Il Ticino vive una situazione particolarmente critica dal punto di vista dei costi sanitari, con aumenti dei premi di cassa malati superiori alla media nazionale dovuti anche a un problema di sovraofferta, che genera sovraconsumo, come a fattori strutturali, tra i quali una popolazione più anziana. Questa riforma andrà a gravare in modo insostenibile sugli assicurati che sono già al limite delle loro possibilità: più di un ticinese su tre oggi deve fare ricorso alla RIPAM, strumento che sarà messo ancor più sotto pressione dall’aumento della franchigia.
L’ACSI esorta quindi il Consiglio federale ad abbandonare questa riforma, bloccando l’aumento della franchigia minima ed eliminando il meccanismo di adeguamento automatico, come oltre 17’000 persone hanno richiesto firmando la petizione lanciata dalla Konsumentenschuzt, tra le quali oltre 1’000 assicurati della Svizzera italiana.
In occasione della campagna “Scegliere con cura”, l’ACSI ricorda le cinque buone domande da porre al proprio medico. Perché per migliorare la qualità delle cure, è fondamentale una buona comunicazione medico-paziente.
Ci sono alternative più semplici e sicure rispetto al trattamento che viene proposto?
Quali sono i rischi e i benefici della cura che mi viene proposta?
Quale è la probabilità che questi rischi si verifichino?
Che cosa succede se non faccio nulla?
Che cosa posso fare io per la mia salute?
Queste domande consentono al paziente di prendere decisioni informate, basate sulla consapevolezza dei rischi e dei benefici. L’importanza della quarta domanda non va sottovalutata: raramente la fretta è una buona consigliera, quindi se la situazione lo consente, prendersi del tempo in più può essere una scelta determinante. Anche l’ultima domanda riveste un’importanza centrale: se da un lato c’è la cura, dall’altro c’è il/la paziente, con una propria vita e delle proprie specificità. Si tratta dunque anche di capire se il percorso di cura proposto è davvero adeguato: ciò che è appropriato per una persona, potrebbe non esserlo per un’altra.
Smarter Medicine mette il paziente al centro, cercando di evitare quei trattamenti inutili che vanno ad impattare negativamente la qualità di vita del paziente o che comportano dei rischi eccessivi in rapporto ai benefici.
L’ACSI è fra i fondatori dell’associazione Smarter Medicine – Chosing Wisely Switzerland. Maggiori informazioni QUI.
Il 14 giugno 2026 la popolazione ticinese sarà chiamata a esprimersi sull’iniziativa popolare “Per il rimborso delle cure dentarie”. Si tratta di una proposta che mira a introdurre un sistema di copertura pubblica per le cure dentarie di base, integrandole in modo più strutturale nel sistema sanitario e superando l’attuale situazione in cui la salute orale è, nella maggior parte dei casi, esclusa dalla LAMal e interamente a carico dei pazienti. L’iniziativa nasce da una constatazione ormai diffusa: la salute dentale continua a essere una delle principali “lacune” del sistema sanitario svizzero. Nonostante premi di cassa malati tra i più elevati al mondo, le cure dentarie di base restano in gran parte non coperte, creando una forte disuguaglianza nell’accesso alle prestazioni. In Ticino, come in altre regioni della Svizzera, una parte della popolazione rinuncia a visite e trattamenti per ragioni economiche. Questo fenomeno è particolarmente marcato rispetto alla media nazionale e riguarda soprattutto i redditi medio-bassi. Le conseguenze non si limitano al disagio individuale. La rinuncia alle cure preventive porta spesso a situazioni più gravi, con infezioni, complicazioni e patologie che richiedono interventi urgenti e più invasivi. In questi casi, il costo complessivo per il sistema sanitario aumenta, mentre la qualità di vita delle persone peggiora. Il modello proposto si basa su un principio di solidarietà: il finanziamento delle cure dentarie verrebbe garantito attraverso contributi proporzionali al reddito, condivisi tra lavoratori, datori di lavoro e settore pubblico. L’obiettivo è rendere le cure più accessibili, rafforzare la prevenzione e ridurre le rinunce dovute a motivi economici.
Perché l’ACSI sostiene l’iniziativa L’ACSI ha sempre promosso trasparenza, equità di trattamento e accesso alle cure. Il sostegno all’iniziativa è innanzitutto una questione di principio: la salute dentale non può continuare ad essere considerata un ambito separato rispetto al resto delle cure mediche. Molte segnalazioni da parte di consumatrici e consumatori mostrano che questa lacuna resta ancora oggi una realtà concreta e percepita come ingiusta. Rendere le cure dentarie e la prevenzione più accessibili significa intervenire prima che i problemi si aggravino. La prevenzione non è solo una questione sanitaria, ma anche economica: evitare complicazioni significa ridurre interventi d’urgenza, ospedalizzazioni e costi indiretti che ricadono sull’intera collettività.
Un sistema più orientato alla prevenzione favorirebbe anche il ricorso alle strutture e ai professionisti presenti sul territorio, con ricadute positive in termini di qualità, trasparenza e controllo. Questo ridurrebbe inoltre il fenomeno delle cure effettuate all’estero, che può creare difficoltà sia sul piano della continuità della terapia sia nella risoluzione di eventuali controversie tra pazienti e professionisti del settore.
Un altro aspetto centrale riguarda l’evoluzione dei costi delle cure dentarie. Negli ultimi anni, le prestazioni odontoiatriche di base hanno conosciuto aumenti significativi, che non sempre vengono percepiti come pienamente giustificati dai pazienti. L’ACSI ritiene quindi importante aprire una riflessione anche sul tema della trasparenza e della regolazione dei prezzi, affinché il sistema resti sostenibile.
Particolarmente innovativo è il modello di finanziamento proposto dall’Iniziativa, che prevede contributi proporzionali al reddito. Questo approccio rafforza il principio di solidarietà sociale e mira a distribuire in modo più equo il peso delle cure, alleggerendo in particolare il ceto medio-basso. Secondo l’ACSI, si tratta di un elemento potenzialmente significativo anche in prospettiva futura, perché potrebbe offrire spunti interessanti per eventuali riforme più ampie del sistema sanitario, inclusa la LAMal.
I costi della sanità rappresentano un onere importante e crescente per la popolazione. I premi di cassa malati sono in costante aumento. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di aumentare la franchigia minima e scaricare ulteriori costi sui pazienti.
Questa decisione comporterà costi ancora maggiori per i malati cronici e gli anziani. Queste persone hanno bisogno di visite mediche regolari e perciò scelgono la franchigia minima. Con una franchigia più alta, non potranno comunque ridurre gli esami e i trattamenti. Dovranno piuttosto sostenere una quota maggiore dei costi.
Anziché gravare ulteriormente sulla popolazione, occorre intervenire sulle cause profonde dell’aumento dei costi del sistema sanitario. Gli interessi dei differenti attori del settore non possono essere sempre messi davanti a quelli di pazienti e assicurati.
Firma la petizione per chiedere che non venga aumentata la franchigia minima e che venga bloccato il meccanismo di adeguamento.
Questa mattina a Modem la presidente ACSI Angelica Jäggli è intervenuta per ricordare quali sono i diritti dei pazienti ai quali viene proposto di partecipare ad una sperimentazione medica.
La puntata è tornata sulla vicenda che ha coinvolto il reparto di cardiochirurgia di Zurigo dal 2014 al 2020, con decessi evitabili risultati da ricerche e sperimentazioni forse viziate da conflitti di interesse. A tal riguardo, il dottor Franco Cavalli ha ricordato che la sperimentazione di nuove terapie non può creare un pericolo irragionevole per i pazienti. Giovan Maria Zanini, presidente del Comitato etico cantonale, ha sottolineato che la competizione che regna nel mondo accademico comporta svariati rischi. In particolare, che vengano condotte ricerche non necessarie soltanto per aumentare il numero di pubblicazioni, oppure che le ricerche vengano condotte con eccessiva fretta, o ancora che i risultati finali delle ricerche vengano “addomesticati” per farli sembrare meglio di quello che sono.
Angelica Jäggli ha sottolineato che affinché i pazienti possano fidarsi del sistema, occorre vigilare sui paletti che mirano a prevenire situazioni problematiche di questo tipo. Ma è anche importante ciò che avviene al livello individuale del singolo paziente: il consenso deve essere chiesto al paziente in maniera chiara e con calma, senza pressioni. Deve essere spiegato cosa comporta la partecipazione alla ricerca, ma anche cosa comporta una mancata partecipazione: quali sono le alternative? La partecipazione ad una ricerca medica può in ogni caso essere interrotta in qualsiasi momento. Un nodo spinoso rimane quello delle competenze: trattandosi di temi complessi, deve essere fatto uno sforzo da parte degli operatori sanitari per tradurli in un linguaggio più comprensibile possibile per il paziente. È altrettanto importante che il paziente si senta legittimato a porre tutte le domande che desidera e che gli operatori si prendano il tempo di rispondere ai suoi quesiti.
Nessuna ratifica della Convenzione quadro dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) per la lotta al tabacco. Ignorando la raccomandazione del Consiglio federale e le voci provenienti da tutto il mondo della sanità, il Consiglio nazionale ha deciso lo scorso 18 marzo di tutelare una volta di più l’industria del tabacco. La Svizzera rimane così uno dei pochissimi paesi che, pur avendo firmato la convenzione, non l’ha mai ratificata.
La lobby del tabacco ha saputo mobilitare i suoi contatti in Parlamento. Il suo obiettivo è impedire qualsiasi restrizione sui suoi prodotti, malgrado essi siano fra i più pericolosi per la salute. Nei 183 paesi che hanno già messo in pratica la convenzione, sono state messe in atto misure come restrizioni alla pubblicità, aumenti delle tasse e protezione dal fumo passivo. Si tratta di provvedimenti basati su rigorose evidenze scientifiche. I professionisti della salute cercano di farsi sentire da molti anni anche in Svizzera, restando poco ascoltati, in particolare sull’importanza di proteggere i giovani.
La politica svizzera continuerà dunque a non allinearsi agli standard internazionali e alle raccomandazioni dell’OMS. Visto che dopo più di 20 anni la Svizzera non ha ancora ratificato la convenzione, sarebbe a questo punto più coerente abbandonarla del tutto, rendendo evidente che il Parlamento rimane incapace di opporsi all’industria del tabacco.
Fra i 107 consiglieri nazionali che hanno votato contro, anche i ticinesi Alex Farinelli, Simone Gianini, Piero Marchesi, Paolo Pamini e Lorenzo Quadri. Bruno Storni e Giorgio Fonio hanno invece votato a favore della Convenzione. Greta Gysin non ha preso parte al voto. Tra i grigionesi invece solo Jon Pult ha approvato la ratifica. L’hanno respinta Anna Giacometti, Martin Candinas e Roman Hug. Magdalena Martullo-Blocher non ha partecipato al voto.
Il Consiglio federale ha posto in consultazione un aumento della franchigia minima per la LAMal da 300 a 400 franchi a partire dal 2029. Presentata come una maniera per contenere l’aumento dei costi sanitari, questa misura peserà in particolare sugli assicurati più vulnerabili: i malati cronici, gli anziani e le persone a basso reddito.
Già oggi 1 persona su 5 in Svizzera rinuncia alle cure mediche per motivi finanziari. Il rischio che questa percentuale cresca è alto e oltre a compromettere la salute di queste persone, farebbe lievitare i costi per la collettività.
Da notare che nel Canton Grigioni e in Ticino più della metà degli adulti ha scelto attualmente la franchigia minima.
Intesa per “rafforzare la responsabilità individuale degli assicurati” la proposta non contempla un ritocco una tantum della franchigia, bensì un meccanismo di adeguamento periodico. Gli effetti previsti nel rapporto esplicativo sono negativi anche per altri motivi: l’aumento della franchigia minima si stima che comporterà una leggera diminuzione dello sconto sulle franchigie opzionali, farà aumentare le spese nel settore dell’aiuto sociale, obbligherà le casse malati ad adeguare periodicamente i propri sistemi informatici. L’impatto sui premi invece è difficile da calcolare, l’Ufficio federale della sanità pubblica ipotizza una diminuzione media dello 0,8%.
Questo provvedimento va a pesare ancora una volta sulle spalle degli assicurati, senza garantire risultati certi e senza responsabilizzare il settore sanitario. Finché non saranno affrontati i problemi di fondo, l’evoluzione dei costi della sanità in Svizzera resterà insostenibile.
Il nuovo modello assicurativo LAMal “Pensato per le donne e per ogni fase della loro vita” introdotto lo scorso anno da Assura ha fin da subito destato qualche perplessità alle organizzazioni dei consumatori. Il modello afferma di proporre vantaggi e prestazioni aggiuntive sulla base del genere. Ma l’assicurazione malattia di base (LAMal), non prevede alcun tipo di discriminazione e qualsiasi assicurata o assicurato può aderire al modello che desidera e la legge le/gli consente di ottenere le medesime prestazioni.
Dopo aver cercato di confrontarsi con Assura senza ottenere risposta, la Konsumentenschutz ha deciso di presentare un reclamo alla Commissione Svizzera per la Lealtà, ritenendo che siamo di fronte ad una pubblicità fuorviante. L’ACSI concorda con le preoccupazioni dei nostri colleghi d’Oltralpe.
Il modello di Assura si presenta sottolineando che “Le donne beneficiano di un’assunzione dei costi non soggetta a franchigia degli esami ginecologici e di prevenzione del cancro al seno.” Tuttavia, questi servizi sono offerti anche dagli altri assicuratori e disciplinati dalla LAMal.
Assura cerca quindi di attrarre delle assicurate con un marketing che crea confusione.
Ricordiamo infine che tutte le persone devono essere assicurate presso l’assicurazione malattia di base e che le compagnie assicurative non possono rifiutare richieste di adesione sulla base di età, genere o stato di salute. Questo significa che, paradossalmente, un uomo può aderire a FeminaVita se lo desidera.
L’ACSI osserva con acuta preoccupazione la situazione finanziaria estremamente precaria nella quale versa una parte sempre più consistente delle consumatrici e dei consumatori ticinesi, il cui reddito disponibile è stato eroso negli ultimi anni dai pesanti aumenti dei premi della cassa malati obbligatoria.
Dal 1. gennaio 2026 i premi della cassa malati obbligatoria saranno in Ticino i più cari di tutta la Svizzera, con un aumento medio del 7,1%. In termini di spesa, gli assicurati ticinesi pagheranno un premio che si situa per gli adulti tra il meno caro, di 401.75 Fr. al mese (Regione 2, franchigia 2’500 Fr, senza infortunio, Helsana modello BeneFit PLUS Medico di famiglia R1) e il più caro in assoluto, di 821.35 Fr. (Regione 1, franchigia 300 Fr, con infortunio, Swica modello di base).
Chi nel tempo ha cercato di ottimizzare il proprio premio agendo sulle uniche leve disponibili quali il cambiamento del modello, della franchigia o della cassa malati, ha potuto certamente risparmiare, ma si trova comunque confrontato con un premio mensile che è spesso troppo elevato rispetto alle proprie entrate.
Questo a causa di salari stagnanti, affitti che hanno subito forti aumenti negli anni, rincari sui trasporti e numerose speculazioni di cui sono vittime i consumatori svizzeri e contro le quali l’ACSI si batte regolarmente per contrastare “l’isola dei prezzi alti”. I premi di cassa malati sono ormai da tempo la seconda causa di indebitamento nella popolazione ticinese.
A ciò si aggiunge una situazione particolarmente allarmante: numerosi assicurati segnalano di aver ricevuto la comunicazione da parte dell’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) di un sussidio di cassa malati per il 2026 inferiore a quello attuale. Ricordiamo che è possibile far ricorso entro 30 giorni dalla decisione, sebbene difficilmente ciò potrà cambiare l’esito che dipende dalle scelte finanziarie del Cantone.
L’ACSI chiede quindi al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio del Canton Ticino l’applicazione urgente dell’iniziativa per il 10%, largamente approvata alle urne lo scorso 28 settembre. Inoltre, essendo cresciuto il numero delle persone che ha diritto al sussidio di cassa malati e ne ha fatto richiesta, l’ACSI ritiene inaccettabile una riduzione dell’ammontare dei sussidi disponibili, che andrebbero semmai estesi.
Le consumatrici ed i consumatori ticinesi sono il motore dell’economia locale. Non chiedono la carità, ma una difesa del loro potere d’acquisto.
La Cartella informatizzata del paziente (CIP) non sta funzionando come dovrebbe. Dopo circa 10 anni, ancora stenta a prendere piede fra problemi legati a costi imprevisti e ad una gestione troppo complessa per studi medici e ospedali. Solo una minoranza della popolazione svizzera ne usufruisce.
Il reset voluto dal Consiglio federale con la nuova CSE (Cartella Sanitaria Elettronica) pare dunque un passo necessario. L’ACSI vede con favore una maggior centralizzazione e semplificazione, con lo Stato che si prenderà maggiori responsabilità anziché affidarsi a differenti fornitori privati in concorrenza fra loro. Un altro cambiamento positivo è rappresentato dalla semplificazione dell’adesione al sistema per i pazienti. La CSE verrà automaticamente aperta per ogni cittadino dai 14 anni in sù. Sarà sempre possibile opporsi e chiedere di chiudere la propria CSE e cambiare idea quando si vuole, riaprendola o richiudendola. Attualmente invece aprire la CIP richiede una procedura relativamente complessa. Da notare che al momento del lancio della CSE, attualmente previsto fra il 2029 e il 2030, tutti coloro che hanno una CIP se la vedranno convertire in automatico al nuovo sistema.
Per l’ACSI la creazione di uno strumento efficace di questo tipo è importante. Uno dei diritti fondamentali dei pazienti è infatti quello di poter accedere alle proprie cartelle mediche. Questi documenti sono tuttavia conservati dagli operatori sanitari (ospedali, medici, farmacisti,…). Per accedere alle informazioni il paziente deve fare esplicita richiesta scritta e non sono purtroppo rari i casi in cui il diritto di accesso ai propri dati è reso difficoltoso.
Un sistema come la CSE permetterà anche il miglioramento della qualità dei processi di cura e una maggiore sicurezza dei pazienti. I professionisti della salute potranno accedere facilmente ai documenti trovando rapidamente informazioni importanti. Crescerà così la certezza di una diagnosi e di una terapia corrette e si ridurrà il rischio di decisioni sbagliate. L’accesso facilitato alle informazioni dovrebbe anche permettere di evitare trattamenti inutili o ridondanti, contribuendo anche al contenimento dei costi sanitari.
L’infrastruttura tecnica della CSE sarà gestita dalla Confederazione, così come il registro con i nomi delle persone che hanno deciso di non partecipare. Ma saranno i Cantoni a gestire l’apertura delle cartelle e a rilevare le opposizioni. Spetterà a ospedali, medici, farmacisti e altri professionisti fungere da punto di contatto e fornire supporto e servizi di assistenza.
L’efficacia del nuovo sistema dipenderà però concretamente da come verrà progettato e messo in atto. Visto che si tratta di una necessità per i pazienti e che questo dossier procede piuttosto a rilento da molti anni, l’ACSI spera che la nuova svolta decisa dal governo permetta un cambio di passo e la creazione di una soluzione davvero efficace.
Ti è già capitato di ricevere delle fatture mediche errate? Cosa ne pensi del ruolo dei pazienti nel verificare le fatture mediche? Trovi che la trasparenza in ambito di fatturazione medica sia sufficientemente garantita? Le fatture sono fatte in un linguaggio comprensibile? Partecipa al nostro sondaggio!
Sabato 18 ottobre a Lugano (Pregassona), dalle 10.00 alle 13.00 presso il Capannone di Pregassona, Via Ceresio 25.
Mercoledì 22 ottobre a Mendrisio, dalle 16:00 alle 20:00 presso La Filanda, Via Industria 5.
Giovedì 23 ottobre a Biasca, dalle 18:30 alle 21:30 presso la Bibliomedia, Via G. Lepori 9.
Lunedì 27 ottobre a Lugano (Porza), dalle 14:00 alle 17:00 al Centro Bethlehem, Via Trevano 2.
Giovedì 30 ottobre a Locarno, dalle 18:30 alle 21:30 alla Casa Martini, Via Vallemaggia 26.
Mercoledì 12 novembre a Bellinzona, dalle 18:30 alle 21:30 presso la Casa del Popolo, Viale Stazione 31.
Le consulenze sono aperte a tutti. Per favorire la qualità della consulenza si prega di avere con sé la propria polizza assicurativa.
In alternativa, ricordiamo che è possibile richiedere una consulenza telefonica o via e-mail contattandoci allo 091 922 97 55 o scrivendo ad acsi@acsi.ch.
Si intitola “Non si lasci sfuggire questa opportunità esclusiva” la missiva mandata da Helsana a molti suoi assicurati che stanno entrando in età pensionabile.
Nella lettera, si può leggere: “Sta per raggiungere l’età AVS. Come parte integrante della sua assicurazione ospedaliera integrativa HOSPITAL ECO, ha l’opportunità unica ed esclusiva di beneficiare di un’ulteriore assicurazione per cure e assistenza di lunga durata CURA senza bisogno di effettuare l’esame sullo stato di salute”.
Dopo la spiegazione del funzionamento di CURA, in conclusione viene specificato: “Desidera rinunciare a questa copertura? In tal caso è sufficiente compilare il tagliando di risposta allegato e rispedircelo entro il 31 dicembre 2025”.
Insomma: se non dici niente, ti appioppiamo una nuova polizza. Non richiesta.
L’ACSI condivide il malcontento delle socie e dei soci che ci hanno scritto. Abbiamo pertanto inviato una nostra missiva ad Helsana per contestare questa pratica, chiedendo in particolare di fare un passo indietro in merito all’obbligatorietà di ritornare il tagliando per evitare l’entrata in vigore della nuova polizza.
Al di là del fatto che l’ACSI trova sbagliata l’idea dell’accettazione tacita (se non dici di no, vuol dire che dici di sì), purtroppo però utilizzata in Svizzera, nel caso specifico ci sono diversi problemi legali.
Innanzitutto Helsana induce l’assicurato in confusione affermando che la nuova polizza CURA sia da considerarsi “parte integrante” di HOSPITAL ECO, quando invece a nostro modo di vedere CURA è una nuova polizza da considerarsi a sè stante. In secondo luogo, il premio mensile del 2026 indicato nella lettera deve ancora essere approvato dalla FINMA: i destinatari dovrebbero quindi accettare entro il 31 dicembre una nuova polizza della quale non conoscono neppure il premio effettivo. Un terzo problema è dato dal fatto che le condizioni generali non sono allegate né menzionate nella lettera di offerta.
Per questi motivi a nostro modo di vedere è necessaria in questo caso un’accettazione espressa da parte di chi riceve l’offerta. Riteniamo che l’obbligo di inviare il tagliando per rinunciare all’offerta violi l’articolo 6 del Codice delle obbligazioni.
Ci auguriamo che Helsana faccia un passo indietro rispetto a questa richiesta.
I costi della sanità continuano a salire e di riflesso anche i premi, benché vi sia una sproporzione criticabile: i premi aumentano più dei costi. In Ticino il cocktail esplosivo dato dalla popolazione over 65 più elevata della Svizzera e da un’eccezionale densità di fornitori di prestazioni continua a produrre di anno in anno aumenti molto superiori alla media nazionale. L’anno prossimo sarà superata la soglia dei 500 Fr. di premio medio mensile, il che significa che alcune casse avranno premi ancora più cari. Il sussidio cantonale (RIPAM), del quale beneficia già un/una ticinese su tre, non basta più nella sua forma attuale. Di fronte a quella che è ormai una vera e propria emergenza, l’ACSI auspica il potenziamento di questo strumento, attraverso l’Iniziativa per il 10%.
Oltre a rispondere all’emergenza contingente, è necessario intervenire a livello cantonale e federale per un contenimento dei costi della sanità sul lungo periodo. Le strade da percorrere sono note e molteplici: occorre controllare l’offerta, rimuovendo gli incentivi sbagliati che spingono i fornitori di prestazioni a fare sempre di più e per prezzi sempre più alti, favorire il coordinamento delle cure e responsabilizzare i pazienti informandoli e sensibilizzandoli. L’ACSI prosegue l’impegno iniziato nel 2017 all’interno di Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose.
Parallelamente, devono essere forniti ai pazienti gli strumenti per un controllo efficace delle fatture, che non sono affatto presentate in un linguaggio comprensibile. L’ACSI, attraverso il suo nuovo servizio InfoPazienti, constata che continuano ad esserci abusi con fatture non corrispondenti alle prestazioni erogate (addirittura con visite mai avvenute). È fondamentale inoltre continuare a perseguire l’obiettivo della riduzione del prezzo dei farmaci, attraverso un uso sempre maggiore dei generici e dei biosimilari, ma anche attraverso una riduzione dei margini di guadagno sui medicamenti (più elevati rispetto a molti altri paesi europei). L’ACSI si rammarica in questo senso dell’ennesimo segnale di immobilismo del Parlamento, che ha recentemente respinto una mozione che avrebbe consentito dei risparmi.
Cosa fare per far fronte all’aumento dei premi?
L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.
L’ACSI ripropone le consulenze telefoniche e via e-mail gratuite sulle casse malati aperte a tutta la popolazione, per chi necessita di consigli indipendenti per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il servizioInfoConsumi a partire dal 6 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità saremo inoltre presenti sul territorio con 6 appuntamenti a Pregassona, Mendrisio, Biasca, Porza, Locarno e Bellinzona.
Tutti i residenti in Svizzera devono avere un’assicurazione malattia obbligatoria (LAMal), detta anche assicurazione di base. La LAMal comporta il pagamento di un premio mensile (che può anche essere pagato su base annuale o semestrale). In caso di malattia, la LAMal si assume i costi (o una parte di essi). L’entità del premio da pagare dipende da svariati fattori, alcuni dei quali relativamente fuori dal proprio controllo (come per esempio, il cantone di residenza) e altri dei quali che sono invece legati a fattori che dipendono dalle scelte del paziente/assicurato. Vediamo di seguito quali sono le opzioni a disposizione degli assicurati per ridurre l’importo dei premi dovuti alla propria assicurazione LAMal.
1. Cambiare cassa malati
I premi da pagare per la LAMal sono differenti fra una compagnia di assicurazione e l’altra, e cambiano ogni anno (libero mercato). Altrettanti motivi per consultare ogni anno il calcolatore Priminfo, e valutare se sia il caso o meno di cambiare assicuratore. La forchetta fra una compagnia e l’altra è in molti casi superiore ai 1000 franchi all’anno, e confrontando le compagnie più care in assoluto con quelle meno care di tutte, supera solitamente i 2000 franchi. Ricordiamo che le prestazioni riconosciute sono assolutamente identiche fra tutte le compagnie. La Legge sull’assicurazione malattia (LAMal) e le relative ordinanze dettano il funzionamento della cassa malati di base, che non può cambiare fra una compagnia e l’altra. Nessuna compagnia ha la facoltà di rifiutare un assicurato, indipendentemente dalla sua situazione di salute. Il termine di disdetta è il 30 novembre, ma non fa stato il timbro postale, motivo per cui la lettera di disdetta deve giungere all’assicuratore entro quella data (meglio mandarla con molti giorni di anticipo!). La lettera di disdetta alla propria attuale cassa malati va spedita in contemporanea alla richiesta di adesione alla nuova cassa malati nella quale si desidera spostarsi. Su Priminfo sono disponibili delle lettere modello.
2. Alzare la franchigia
La scelta della franchigia ottimale dipende dai costi sanitari di ogni assicurato. La franchigia minima è di 300 franchi, quella massima di 2500. In funzione della franchigia, varia anche il premio da pagare. Le persone in salute che non fanno uso di molte prestazioni sanitarie, dovrebbero mantenere la franchigia a 2500 franchi al fine di risparmiare sul costo del premio. Chi ha spese sanitarie (che rientrano nella copertura LAMal) annuali indicativamente dai 2000 franchi in su (circa), dovrebbe invece optare per una franchigia di 300 franchi. Le franchigie intermedie non sono consigliate. È buona prassi tenere da parte i soldi necessari per la copertura della franchigia (rispettivamente 300 o 2500 franchi) in modo da non ritrovarsi in difficoltà in caso di emergenze. Ad ogni buon conto, alle persone in salute con spese sanitarie non elevate che hanno una franchigia a 300 franchi, si consiglia di alzare la franchigia a 2500 franchi per ridurre l’entità del premio.
3. Scegliere modelli alternativi
In cambio della rinuncia al libero accesso a tutti i fornitori di prestazioni sanitarie operanti in una determinata regione, molte casse malati offrono sconti sui premi. Sta ad ogni assicurato/a valutare i modelli che più si adattano a lui o lei. Per esempio, i modelli medico di famiglia, impongono all’assicurato di rivolgersi sempre in prima istanza al proprio medico generico e solo in seguito, eventualmente, ad uno specialista. I modelli di tele-medicina impongono invece di telefonare ad un call-center della propria cassa malati prima di recarsi da uno specialista. Esistono innumerevoli altre opzioni, quello che conta è leggere attentamente le condizioni e capire a quali limitazioni ci si sottopone al fine di ottenere lo sconto. Per chi sottoscrive un modello alternativo ma poi viola le regole sono previste sanzioni.
4. Rinunciare alla copertura infortuni
Chi è salariato e lavora almeno 8 ore la settimana è assicurato per gli infortuni presso il datore di lavoro. Presentando una semplice dichiarazione scritta nella quale figura che si è già assicurati, si può rinunciare alla copertura infortuni nella LAMal. Chi è salariato e non lo fa, in sostanza paga un premio inutilmente più alto.
5. Sospendere il pagamento in caso di servizio militare, civile o di protezione civile
Chi presta servizio militare, civile o di protezione civile per oltre 60 giorni consecutivi può sospendere l’assicurazione obbligatoria perché beneficia già della copertura dell’assicurazione militare.
6. Richiedere il sussidio cantonale
È possibile verificare se si ha diritto al contributo del Cantone per ridurre il proprio premio di cassa malati. Di norma in Ticino il formulario per la richiesta viene spedito automaticamente a chi ha beneficiato del sussidio l’anno precedente, e a chi risulta (in base alla tassazione) che abbia diritto di beneficiarne. Per verificare se si fa parte degli “assicurati con una condizione economica modesta” che hanno diritto al RIPAM (Riduzione dei premi dell’assicurazione malattia), si può utilizzare un simulatore online.
Ricordiamo che tutto questo riguarda l’assicurazione di base. Per quanto concerne le assicurazioni complementari, sono facoltative e a discrezione di ogni singola persona.
L’ACSI offre un servizio di consulenza sulle casse malati che da informazioni soprattutto sulle possibilità di risparmio previste dalla LAMal. Grazie a un accordo con il Dipartimento sanità e socialità, il servizio di consulenza, dal 1° luglio 2010 è aperto a tutti, soci e non soci. Contatti: lu-ve 8.30-11.30 tel. 091 922 97 55 (selezionare tasto 1).
Ulteriori consigli e informazioni sono reperibili sul sito di Priminfo.
Acque proteiche, pasta Barilla proteica, Ovomaltine in versione high protein, quark ad alto contenuto proteico. E chi più ne ha più ne metta. Si moltiplicano sugli scaffali dei supermercati le derrate alimentari indicate come “ad alto contenuto proteico”. L’industria alimentare ha fiutato l’affare seguendo i trend e ha capito che può vendere questi cibi e bevande a prezzi elevati.
Un confronto della Konsumentenschutz mostra che spesso questi prodotti sono carissimi rispetto alle versioni “normali”. Per esempio l’acqua “high protein” costa il 145% in più dell’acqua normale (per non parlare della differenza con l’acqua del rubinetto…). La pasta proteica Barilla costa il 72% in più di quella normale. E l’Ovomaltine proteica costa il 22% in più della versione classica. Questi massicci supplementi vengono spesso pagati per assumere solo poche proteine in più: per esempio, il quark magro di Migros contiene 9,7 grammi di proteine ogni 100 grammi e costa 38 centesimi ogni 100 grammi di prodotto. La versione “high protein” del medesimo quark M-Classic costa invece 68 centesimi ogni 100 grammi, circa l’80% in più. Ma il contenuto di proteine è di poco superiore: 12 grammi invece di 9,7.
Uno studio del Laboratorio cantonale di Zurigo ha messo in evidenza che spesso il contenuto proteico di questi prodotti viene esagerato con affermazioni fuorvianti sulle confezioni. Per esempio, si mette in risalto il quantitativo di proteine presente in un intera confezione, quando essa contiene numerose porzioni. Per assumere quel quantitativo di proteine, il consumatore dovrebbe mangiarle tutte in una volta, con rischio di consumo eccessivo.
I benefici per la salute di questi prodotti sono, se presenti, trascurabili nella maggior parte dei casi. Per poche proteine in più si paga carissimo, e spesso di quelle proteine non c’è veramente bisogno. L’organismo può assorbire solo un certo quantitativo di proteine, quelle in eccesso vengono scartate. Diete eccessivamente proteiche possono anche favorire lo sviluppo dei calcoli renali. Nel caso di un eccesso di carne rossa, si incrementa il rischio di malattie cardiovascolari. Ad ogni modo, per assumere le proteine necessarie al nostro corpo basta consumare gli alimenti che le contengono senza bisogno di aggiungerle o incrementarle.
No al rimborso dei farmaci acquistati all’estero. La mozione di Marcel Dobler già approvata dal Nazionale col beneplacito del governo è stata affossata dal Consiglio degli Stati di stretto margine, 23 voti a 19.
Eppure la proposta era moderata e ragionevole. Veniva chiesta una modifica legislativa per fare in modo che l’assicurazione obbligatoria rimborsasse i medicamenti o i mezzi ausiliari acquistati da clienti privati all’estero, ma solo a precise condizioni. Innanzitutto, i farmaci non potevano essere spediti per posta. Inoltre, il medicamento acquistato doveva essere omologato in Svizzera e doveva essere stato prescritto da un medico svizzero. Infine, il farmaco doveva obbligatoriamente essere venduto ad un prezzo più economico rispetto al prezzo praticato in Svizzera.
Gli Stati hanno però preferito tutelare gli interessi di alcuni operatori del settore, per timori legati al turismo degli acquisti. Il problema è che in Svizzera farmaci identici a quelli venduti nei paesi confinanti possono costare in alcuni casi anche 5 volte tanto (basti pensare che i generici, in media, costano circa il doppio in Svizzera): una situazione inaccettabile, che fa capire come nel nostro paese i margini di guadagno sui medicamenti siano eccessivi.
L’ACSI, che aveva difeso la misura anche in fase decisionale tramite pro-salute.ch, si rammarica di questa occasione persa.
Tra le iniziative principali ve ne sono anche alcune non destinate unicamente ai professionisti:
Esperienza immersiva con tute da simulazione geriatrica (AgeMan), organizzata in collaborazione con CESI e SUPSI, rivolta sia ai famigliari curanti che ai collaboratori EOC. Nel corso della settimana, secondo programmazione locale, in tutte le sedi sarà proposta un’attività immersiva e interattiva con l’utilizzo delle tute AgeMan, sviluppate per simulare le limitazioni fisiche, sensoriali e motorie tipiche dell’invecchiamento. Indossando la tua AgeMan, i partecipanti potranno sperimentare in prima persona e comprendere meglio le fragilità legate all’età che avanza.
Spettacolo teatrale “Un giorno con Giulio”(in collaborazione con l’ACSI): la compagnia teatrale UHT metterà in scena lo spettacolo “Un giorno con Giulio”, un racconto delicato e coinvolgente che affronta il tema dei diritti dei bambini con un linguaggio semplice e accessibile. Attraverso la storia di Giulio, lo spettacolo invita a riflettere sull’ascolto, il rispetto e la protezione dell’infanzia, promuovendo una cultura della sicurezza anche nei più piccoli. L’iniziativa si inserisce nel focus pediatrico previsto presso l’Ospedale San Giovanni e rappresenta un’occasione di sensibilizzazione rivolta a bambini, famiglie e operatori sanitari.
Webinar “Curarsi in gravidanza: come fare scelte sicure”, rivolto alle donne interessate, in gravidanza, nel post-parto o semplicemente in cerca di informazioni affidabili, il webinar ha l’obiettivo di fornire indicazioni chiare e basate sull’evidenza sull’uso dei farmaci durante la gravidanza e l’allattamento. L’iniziativa nasce dalla constatazione che questo è un ambito in cui le donne ricevono spesso messaggi contraddittori o poco rassicuranti con conseguente ansia o rinuncia a trattamenti necessari. Attraverso una comunicazione semplice ma autorevole, il webinar mira a rafforzare la sicurezza delle cure in questa fase della vita, fornendo scelte informate e dialogo con i professionisti sanitarie.
Iniziativa per le mamme– Allattamento, ascolto e condivisione: sarà organizzata una colazione speciale dedicata alle mamme, aperta a donne in gravidanza e a neo-mamme con neonati. L’incontro sarà un momento di ascolto, confronto e condivisione, con la testimonianza di una mamma che presenterà la sua esperienza in EOC e darà il via a una conversazione spontanea su temi legati all’allattamento, allo svezzamento e alla relazione madre-bambino. Durate la mattinata sarà possibile leggere e commentare insieme alcune frasi ispiratrici, selezionate per stimolare la riflessione su vissuti, difficoltà e conquiste legate alla maternità. Per partecipare a questo evento, è necessario iscriversi entro il 10 settembre 2025 all’indirizzo qualita.lugano@eoc,ch. In parallelo, alle mamme degenti in reparto, sarà consegnata una cartolina personalizzata con un pensiero di vicinanza, accompagnata da una spilla a forma di cuore, simbolo di attenzione e cura. Un piccolo gesto per ricordare che, anche in ospedale, la sicurezza passa attraverso l’ascolto, l’empatia e il sostegno.
Scopril’App Insieme: in occasione della Settimana d’Azione per la Sicurezza dei Pazienti, durante gli eventi proposti per il pubblico promuoviamo l’adesione all’App Insieme, uno strumento pensato per rafforzare la relazione tra pazienti e struttura sanitaria. Con Insieme è possibile accedere in modo semplice e sicuro alla propria documentazione clinica, consultare il calendario degli appuntamenti e ricevere informazioni utili per il proprio percorso di cura. Un piccolo gesto per una sanità più trasparente, partecipata e vicina al paziente.
Di seguito il piano delle attività EOC. Attenzione: quelle aperte al pubblico sono contrassegnate con tre omini bianchi. Le altre sono riservate ai professionisti.
L’OMS consiglia di assumere 50 grammi di zucchero al giorno al massimo. In Svizzera ne assumiamo in media 100 grammi. Oltre alla presenza di prodotti dolci con quantità esorbitanti di zucchero (basti pensare a molte bibite dolci), ciò è dovuto anche al contenuto di zucchero che si trova un po’ ovunque, anche dove i consumatori non se lo aspettano. Ad esempio in molti prodotti surgelati o salse.
L’impegno preso da alcune aziende di ridurre il contenuto di zucchero in alcuni prodotti del loro assortimento è un passo positivo. Ma dall’impatto limitato. Si tratta di riduzioni minime (nell’ordine del 10% o meno), a fronte di prodotti nei quali il contenuto di zucchero dovrebbe essere dimezzato soltanto per arrivare a quantitativi appena ragionevoli da un punto di vista nutrizionale. Inoltre queste riduzioni interessano soltanto una parte dei prodotti venduti nei supermercati, e avvengono in maniera molto lenta nel corso degli anni. Basti pensare che dalla firma della prima Dichiarazione di Milano sono già passati 10 anni.
A rendere il quadro ancora più in chiaroscuro, c’è poi il tema del sale. Anche questa volta, nessun accordo è stato raggiunto. Non avverrà quindi alcuna riduzione del contenuto di sale. Gli svizzeri ne consumano in media 9 grammi al giorno, per l’OMS bisognerebbe fermarsi ad un massimo di 5.
Quello che in ogni caso servirebbe ai consumatori è maggiore trasparenza e facilitazione nel comprendere il contenuto degli alimenti che acquistano. Il Nutri-Score li aiuterebbe molto in questo senso. Non tutti sono in fatti in grado di comprendere le lunghe liste degli ingredienti scritte in piccolo, nelle quali, per esempio, lo zucchero può essere indicato con diciture diverse.
La versione 7.0 contiene per la prima volta i valori nutrizionali di quattro acidi grassi polinsaturi (acido linoleico, acido alfa-linolenico, EPA e DHA) e include oltre 1200 alimenti. Riporta inoltre i risultati di analisi su vitamine e sali minerali nei sostituti della carne, nei prodotti lattiero-caseari e nei cereali per la prima colazione consumati in Svizzera, come ha comunicato l’USAV.
Ricordiamo che la Banca dati svizzera dei valori nutritivi è una raccolta di dati sui valori nutritivi delle derrate alimentari e fornisce a chiunque sia interessato indicazioni sulla composizione degli alimenti.
Anche agli Stati la maggioranza, come in precedenza al nazionale, ha deciso di mettere uno stop alla vendita delle puff bar.
Queste sigarette elettroniche monouso dai colori sgargianti hanno come target specifico i giovani, che vengono così abituati presto ad assumere nicotina.
Quello che rende questi prodotti particolarmente negativi è però anche il loro impatto ecologico: a differenza delle e-cig ricaricabili (che rimangono permesse), infatti, le puff sono pensate per un unico utilizzo. Ne vengono importate più di 10 milioni all’anno in Svizzera. Dopo un singolo uso, tutti questi prodotti contenenti parti plastiche ed elettroniche oltre a sostanze chimiche vengono gettati via. Un vero sperpero di risorse.
I costi della sanità continuano ad aumentare e le economie domestiche ne sopportano una quota crescente: 20 miliardi di franchi nel 2023 secondo i più recenti dati dell’Ufficio federale di statistica, e un ulteriore aumento è previsto per il 2024. Già nel 2023 una persona su cinque si stima abbia rinunciato a un consulto medico per motivi finanziari, una percentuale che è allarmante se confrontata ai dati di altri paesi. Il passaggio dal Tarmed al Tardoc, che giunge al termine di interminabili discussioni, non cambierà da solo questo quadro estremamente critico.
Serve più trasparenza: l’UFSP deve controllare le tariffe
Secondo il Controllo federale delle finanze, mancano meccanismi vincolanti per lo sviluppo delle strutture tariffali nel settore ambulatoriale. Le associazioni dei consumatori e dei pazienti chiedono che le strutture tariffali vengano riviste regolarmente e, se necessario, corrette. Se i vari attori del mondo sanitario non adempiono a questo compito, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) deve poter agire direttamente, anche tramite verifiche esterne. Inoltre, chi supera sistematicamente i tetti di costo deve essere sanzionato.
Tre strumenti chiave per contenere i costi
Soltanto regole stringenti e una maggiore trasparenza permetteranno di contenere l’esplosione dei costi. Le seguenti tre misure, proposte dai nostri colleghi della Konsumentenchutz, sono ritenute essenziali anche dall’ACSI:
1. Monitoraggio e possibilità di intervento Controllo continuo degli adeguamenti tariffali e possibilità di intervento tempestivo per evitare sprechi, trattamenti inutili o contingentamenti delle cure.
2. Cartella informatizzata del paziente obbligatoria (CIP) L’uso sistematico della CIP permette una valutazione chiara dei dati sanitari, migliorando qualità e controllo dei costi.
3. Fatturazione trasparente e audit indipendenti Le fatture devono essere comprensibili e sottoposte a verifiche da parte di un ente indipendente che ne certifichi correttezza e trasparenza.
Rispetto ai cittadini della maggioranza degli altri paesi europei, gli svizzeri sono tra coloro che pagano di più di tasca propria, fra franchigia e partecipazione ai costi. Le spese sanitarie delle quali dovranno farsi direttamente carico è destinata tuttavia ad aumentare ulteriormente in futuro. Quando e di quanto, dovrà stabilirlo ora il Consiglio federale, dopo che il Parlamento ha approvato la misura a larga maggioranza.
L’ACSI lo giudica un tentativo di mettere un cerotto al sistema sanitario che è destinato a non portare lontano. I promotori dell’innalzamento della franchigia minima sostengono che in questo modo l’aumento dei premi potrà essere meglio contenuto. Se però i pazienti-assicurati dovranno pagare di più direttamente di tasca loro, questo presunto vantaggio sui premi servirà a poco.
Questa misura andrà ovviamente a penalizzare i malati cronici, gli anziani e tutte quelle persone che sono costrette a tenere la propria franchigia al livello minimo. Viene così messo a rischio il principio di solidarietà e si crea inoltre il pericolo che alcuni pazienti rinuncino a trattamenti necessari (finendo poi col generare costi ancora maggiori in un secondo momento). Già oggi si stima che una persona su cinque in Svizzera rinunci a trattamenti medici necessari per motivi economici.
Occorrerebbe affrontare il problema dei costi della sanità con misure incisive ed efficaci sul lungo periodo, quali per esempio:
L’introduzione di un sistema di prezzi di riferimento per i farmaci generici e fuori brevetto. In generale in Svizzera il costo dei farmaci è nettamente più elevato che nei paesi confinanti e da tempo le organizzazioni dei consumatori chiedono misure per renderli più economici
Maggiori controlli indipendenti sulle fatture mediche ed ospedaliere
Lotta alla sovramedicalizzazione riducendo i trattamenti non necessari, lo spreco dei farmaci ed evitando una sovra-offerta di prestazioni sanitarie
Questi temi sono stati trattati nella trasmissione RSI 60 minuti di lunedì 24 marzo 2025, alla quale ha partecipato la segretaria generale ACSI Antonella Crüzer.
Ieri sera il Quotidiano RSIha trasmesso un servizio molto ben fatto sull’operato della Patientenstelle di Zurigo. In seguito ha ospitato in diretta la nostra segretaria generale Antonella Crüzer per presentare il nuovo InfoPazienti dell’ACSI: un servizio di consulenza dedicato ai pazienti, lanciato nel corso del 2024 per il 50esimo anno di attività dell’ACSI, in collaborazione con la Patientenstelle di Zurigo. L’ACSI è infatti anche Associazione dei pazienti della Svizzera italiana ed è membro della Federazione svizzera delle associazioni dei pazienti (DVSP). Rappresenta e difende gli interessi dei pazienti in numerose importanti commissioni cantonali e federali e promuove da oltre 10 anni i diritti dei pazienti.
Ci teniamo a sottolineare un aspetto che non è emerso dalla trasmissione: a differenza della Patientenstelle di Zurigo l’ACSI non può ancora offrire il patrocinio legale ai casi che lo richiedono, né una perizia medica, due aspetti molto importanti che sono in via di sviluppo.
Come funziona InfoPazienti? InfoPazienti si attiva tramite la compilazione di un formulario online, disponibile QUIe accessibile 24 ore su 24. Nell’arco di 48 ore lavorative ogni richiesta ottiene una prima risposta orientativa gratuita. Nei casi che lo richiedono, può essere attivato l’intervento dell’ACSI, previo pagamento della quota sociale. Il servizio è raggiungibile anche telefonicamente tramite il segretariato o il centralino InfoConsumi dell’ACSI: ogni richiesta o segnalazione va comunque inserita nel formulario online, affinché possa essere trattata dalla consulente responsabile, che è un’infermiera diplomata.
Dal confronto dell’ufficio di Stefan Meierhans, emerge che i generici costano in media il 156% in più in Svizzera rispetto ai 15 paesi di riferimento. Anche gli originali con brevetto scaduto sono nettamente più cari, del 62%. La Svizzera è di gran lunga il paese più caro fra tutti quelli presi in esame (gli altri sono Spagna, Germania, Italia, Austria, Norvegia, Belgio, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Portogallo, Francia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Svezia e Regno Unito).
Il farmaco generico più economico all’estero, tra i 20 principi attivi esaminati, costa in media il 39% del prezzo svizzero e quindi il 61% in meno. Anche rispetto al paese di confronto più caro (Spagna), il generico più conveniente costa in media solo il 73% del prezzo svizzero ed è quindi più conveniente di oltre un quarto. La differenza è ancora più marcata rispetto ai singoli paesi: nel Regno Unito, ad esempio, si paga in media solo il 16% del prezzo svizzero.
Mister Prezzi sottolinea che questi risultati dimostrano che da un lato c’è un grande potenziale di risparmio, ma dall’altro, la politica non sta mettendo in atto misure adeguate.
In questo viaggio alla scoperta della nuova piramide alimentare, abbiamo chiesto supporto alla dietista Diana Panizza Mathis, che sottolinea subito come le nuove raccomandazioni non tengano conto solo della composizione nutrizionale degli alimenti, ma anche dell’impatto ambientale, delle abitudini della popolazione e dell’accettabilità dei cibi. La piramide, rivolta alla popolazione adulta in buona salute, viene letta dal basso verso l’alto: alla base si trovano gli alimenti da privilegiare, mentre in cima quelli da limitare. Questa struttura è stata sviluppata dall’Ufficio per la sicurezza alimentare e la veterinaria (USAV), in collaborazione con la Società svizzera di nutrizione (SSN) e un team del Centro ospedaliero universitario di Vaud (CHUV).
Le principali novità Una delle principali novità della nuova piramide alimentare è l’incoraggiamento al consumo di alimenti freschi rispetto a quelli ultra-trasformati. La nutrizionista Diana Panizza Mathis ci spiega che la nuova piramide raffigura per lo più prodotti non confezionati, facilitando il collegamento diretto tra ciò che si vede e ciò che si consuma realmente. Questo cambiamento è accompagnato dalla rimozione dei marchi, favorendo un approccio più legato alla realtà delle scelte alimentari quotidiane che all’affezione personale ai brand. Un altro aspetto cruciale della nuova piramide è l’integrazione del concetto di sostenibilità. Le fonti proteiche vegetali, come lenticchie, ceci e fagioli, ora sono poste sullo stesso livello delle proteine animali, segnalando la necessità di ridurre il consumo di carne, specialmente quella rossa. Questi legumi non solo sono una valida fonte proteica, ma apportano anche carboidrati e fibre, elementi preziosi per la salute. Panizza Mathis evidenzia che, sebbene in alcune culture i legumi siano consumati regolarmente, nella Svizzera italiana c’è ancora strada da fare per integrarli pienamente nelle abitudini alimentari. “I legumi sono dei vegetali che hanno un impatto basso sulle risorse idriche e che ora vengono coltivati anche in Svizzera, come è il caso di lenticchie e ceci” ricorda la nutrizionista. Anche il consumo di pesce è stato riconsiderato nella nuova piramide, a causa delle problematiche legate alla pesca eccessiva. Si raccomanda quindi di ridurre il consumo di specie sovrasfruttate, preferendo pesci più piccoli e meno impattanti a livello ambientale, come le sardine o le acciughe, rispetto a salmone e tonno. Tra i cambiamenti più rilevanti figura invece l’eliminazione dei succhi di frutta dalla piramide. Anche secondo Panizza Mathis, questi non apportano gli stessi benefici della frutta intera, essendo meno ricchi di fibre e più calorici a parità di quantità.
Il dibattito sulla carne rossa La rimozione della carne rossa dall’immagine della piramide ha suscitato diverse reazioni. Organizzazioni come Greenpeace e Proviande si sono espresse in merito: da un lato, si lamenta che la piramide non abbia spinto abbastanza verso la sostenibilità, mentre dall’altro, si critica una presa di posizione troppo severa contro la carne. La nutrizionista precisa che la carne rossa non va eliminata del tutto, bensì limitata. Le raccomandazioni suggeriscono di consumare carne, inclusa quella bianca, solo 2-3 volte alla settimana, in porzioni moderate. “È importante variare le fonti proteiche nel corso della settimana” afferma la dietista, “e rappresentarle tutte visivamente aiuterebbe a trasmettere il messaggio corretto. Ognuno di questi alimenti fornisce al nostro corpo delle sostanze differenti. La carne di manzo, ad esempio, apporta il doppio del ferro rispetto a tofu o pesce, quindi un consumo occasionale non va demonizzato”. Un dettaglio che infine ci sembrava curioso della nuova piramide alimentare è la posizione del caffè, che è stato inserito alla base, insieme all’acqua. Panizza Mathis chiarisce che, fino a tre tazze al giorno, il caffè può essere considerato parte dell’assunzione giornaliera di liquidi, poiché non apporta energia come altre bevande zuccherate. Tuttavia, ribadisce che l’acqua resta la bevanda più importante e che bisognerebbe privilegiare l’acqua del rubinetto, non solo per i costi ridotti ma anche per evitare l’inquinamento generato dalle bottiglie di plastica.
Le abitudini alimentari degli svizzeri La nuova piramide alimentare sempre secondo Panizza Mathis sembra non solo riflettere l’evoluzione delle conoscenze scientifiche, ma anche “tentare di correggere alcune abitudini alimentari attuali, soprattutto per quanto riguarda il consumo eccessivo di carne”. I dati forniti dall’Ufficio federale per la sicurezza alimentare mostrano che, sebbene le raccomandazioni vadano verso un aumento del consumo di proteine vegetali, molte persone non hanno ancora adottato pienamente questo modello. “È cruciale continuare a educare soprattutto le giovani generazioni sui principi di una corretta alimentazione, puntando anche sull’aspetto conviviale e sul piacere legato ai pasti”.
Un approccio pratico e sostenibile Panizza Mathis sottolinea infine che mangiare bene non richiede necessariamente competenze culinarie avanzate o molto tempo. “Bere acqua a sufficienza e consumare ogni giorno le porzioni consigliate di frutta e verdura sono già un ottimo punto di partenza”, spiega. Integrare abitudini alimentari sane, regolare attività fisica e un riposo adeguato costituisce la base di uno stile di vita che favorisce la salute e il benessere a lungo termine. La nuova piramide alimentare, quindi, non è solo una guida per migliorare la salute, ma un invito a prendersi cura di sé e del pianeta attraverso scelte alimentari più consapevoli e sostenibili.
Cosa sono i cereali integrali I cereali integrali sono quei cereali che contengono tutte e tre le parti del chicco di cereale: la crusca, il germe e l’endosperma. I cereali raffinati conservano invece unicamente l’endosperma. La crusca è lo strato esterno del chicco ed è ricca di fibre. Il germe è la parte interna del chicco ed è ricca di sostanze nutritive, contiene molte vitamine e minerali. L’endosperma è invece la parte centrale, composta principalmente da carboidrati amidacei e proteine. Esempi di cereali integrali sono il grano integrale, il riso integrale, il bulgur, il miglio, l’avena, la quinoa, la segale integrale e molti altri.
Perché la campagna EUFIC Le diete povere di cereali integrali sono riconosciute come un fattore di rischio alimentare per problemi di salute, come si può leggere sul sito della campagna. Mangiare più cereali integrali riduce il rischio di sviluppare malattie non trasmissibili, come il cancro del colon-retto, le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2. Nonostante questi benefici per la salute ben documentati, l’assunzione complessiva di cereali integrali in Europa rimane molto bassa.
I principali pregi dei cereali integrali In sintesi, i cereali integrali sono una buona fonte di vitamine e minerali, sono ricchi di fibre alimentari, aiutano a ridurre il rischio di malattie, sono generalmente rispettosi dell’ambiente e aggiungono sapore e consistenza ai pasti.
Sei appuntamenti durante i quali ricevere supporto e chiarimenti in merito alla scelta dell’assicurazione obbligatoria, alle prestazioni rimborsate e ai diritti degli assicurati. Le consulenti dell’ACSI saranno a disposizione per aiutare i partecipanti a orientarsi nel complesso panorama delle casse malati in Svizzera, fornendo consigli personalizzati su come ottimizzare i premi 2025.
Secondo i dati ufficiali, pubblicati dall’Ufficio federale della sanità pubblica, un adulto ticinese che passa dalla cassa malati più cara a quella meno cara l’anno prossimo, mantenendo le stesse condizioni (modello medico di famiglia e franchigia a Fr. 300.-), può risparmiare fino a 1’182 franchi all’anno. Per una famiglia con due adolescenti il risparmio può superare i 5’000 franchi annui.
Il semplice cambio di assicurazione può dunque consentire di attenuare in modo significativo il pesante aumento dei premi. L’ACSI consiglia a tutti/e di informarsi per tempo: eventuali disdette devono pervenire al proprio assicuratore entro il 30 novembre.
Per favorire la qualità della consulenza si prega di avere con sé la propria polizza assicurativa.
Le serate si terranno:
Giovedì 24 ottobre, BIASCA: Bibliomedia, Via G. Lepori 9. Ore: 18.00-21.00. Giovedì 7 novembre, MENDRISIO: La Filanda, Via Industria 5. Ore: 18.00-21.00. Mercoledì 13 novembre, PORZA: Masseria della solidarietà, Via Trevano 2. Ore: 18.00-21.00. Giovedì 14 novembre, LOCARNO: Uff. operatore sociale, P.zza Pedrazzini 12. Ore: 18.00-21.00. Mercoledì 20 novembre, BALERNA: Municipio, Via San Gottardo 90. Ore: 18.00-21.00. Giovedì 21 novembre, BELLINZONA: Casa Marta, Via Henri Guisan 3E. Ore: 18.00-21.00.
L’ACSI, che dal 2010 è anche Associazione dei pazienti, propone questa iniziativa per promuovere maggiore consapevolezza riguardo alla gestione della cassa malati obbligatoria. Le consulenze sono gratuite, indipendenti e aperte a tutta la popolazione.
Per ulteriori informazioni: Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana Tel: 091 922 97 55 acsi@acsi.ch www.acsi.ch
Il test apparso nella Bds 6.24 è disponibile liberamente di seguito.
Acqua, vitamine, ma anche zucchero, edulcoranti e caffeina: queste bevande presunte sane contengono ingredienti sorprendenti. Consumarle non ha molto senso dal punto di vista della salute, ed è probabile che molte consumatrici e consumatori le credano migliori di quello che sono. Eppure non vi sono prove chiare della loro efficacia in termini di apporto di vitamine, visto che diverse di queste bibite non contengono il tasso dichiarato in etichetta.
“La situazione è sempre più insostenibile e rischiosa. Assistiamo ormai ad una sanità a due velocità, con una parte della popolazione che rinuncia a trattamenti dei quali avrebbe bisogno. Al Ticino serve un intervento d’emergenza perché vive una situazione particolare, con una fetta importante di popolazione anziana che incide sui costi, salari bassi che pesano sulla capacità di far fronte al pagamento dei premi e una grande densità di fornitori di prestazioni” spiega Antonella Crüzer, segretaria generale ACSI.
I segnali si sono moltiplicati recentemente. Le due iniziative popolari bocciate a giugno, sono state entrambe approvate in Ticino. La politica deve riuscire a trovare delle soluzioni che mettano d’accordo una maggioranza dei cittadini svizzeri. Ma il tempo stringe sempre di più e il Ticino non può più aspettare: già oggi, circa un ticinese su tre ha bisogno del sussidio cantonale (RIPAM), segno di un sistema giunto ai suoi limiti.
L’ACSI è in prima linea da anni nella lotta alla sovramedicalizzazione. In questo ambito, nel quale si procede troppo a rilento, la responsabilizzazione dei pazienti deve andare di pari passo con la rimozione degli incentivi sbagliati che spingono i fornitori di prestazioni a proporre più trattamenti del necessario. Anche un migliore coordinamento delle cure potrebbe portare ad elevati risparmi.
È di fondamentale importanza ridurre il prezzo dei farmaci, anche attraverso un utilizzo sempre maggiore dei generici. Occorre però introdurre un sistema di prezzi di riferimento, visto che anche i generici in Svizzera sono troppo cari rispetto all’estero. Servono poi dei controlli indipendenti delle fatture mediche e ospedaliere al fine di evitare fatturazioni errate o eccessive.
Strumenti per far fronte ai rincari L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.
L’ACSI ripropone le consulenze telefoniche gratuite sulle casse malati aperte a tutta la popolazione, per chi necessita di consigli e suggerimenti personalizzati per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il servizio InfoConsumi.
La Konsumentenschutz ha recentemente stilato una lista con alcuni esempi di siti che propongono calcolatori NON indipendenti. Fra di essi troviamo comparis.ch, bonus.ch, versicherung-schweiz.ch, checkall.ch, krankenkassenvergleich-praemien.ch.
Inoltre, vi sono anche siti che non mostrano neppure i premi, ma si limitano a chiedere dei dati personali per poi ricontattare le persone in un secondo momento, proponendo contratti assicurativi. Esempi sono: 1A-versichert.ch, kranken-kassen.ch, krankenkasse-vergleichen.ch, krankenkassencheck.ch, krankenkassenprämien-schweiz.ch, krankenkassenvergleich.ch, krankenkassenvergleich-online.ch, krankenkassenversicherung.ch.
L’ACSI ricorda di utilizzare l’unico calcolatore ufficiale, ovvero quello della Confederazione: priminfo.ch.
Seguire una dieta variata ed equilibrata è sufficiente per la maggioranza dei bambini: a meno di situazioni di salute particolari, non servono integratori. Tuttavia, questi ultimi attirano molti genitori, che si preoccupano del fatto che il loro bambino non assuma tutti i nutrienti che gli servono. Questi prodotti vengono talvolta promossi perché migliorano la concentrazione, aiutano la crescita o potenziano il sistema immunitario. Un eccesso di micronutrienti può però causare mal di testa, nausea, affaticamento e altri effetti nefasti sulla salute.
La Konsumentenschutz e la Berner Fachhochschule hanno analizzato 20 prodotti reperibili sul mercato svizzero (supermercati, altri negozi…) senza bisogno di alcuna consulenza. I risultati non sono incoraggianti: 15 prodotti su 20 sono sovradosati, ovvero superano i valori di riferimento svizzeri. Le etichette lasciano a desiderare, con informazioni talvolta imprecise. Inoltre, il loro aspetto (caramelle, orsetti gommosi…) e il loro sapore (dolce, a causa dell’aggiunta di zucchero o dolcificanti) crea un forte rischio di mancato rispetto delle indicazioni sul dosaggio.
Infine, l’accento è anche messo sul costo di questi prodotti, i cui benefici sono spesso dubbi, ma il cui impatto sul portafoglio è invece del tutto certo.
L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha messo a giorno la piramide alimentare in collaborazione con la Società svizzera di nutrizione (SSN). Le raccomandazioni nutrizionali non sono cambiate di molto, tuttavia vi sono alcune differenze: le proteine di origine vegetale sono messe più in evidenza e in generale viene dato peso anche alla sostenibilità.
“Le raccomandazioni nutrizionali per l’apporto ottimale di energia e nutrimento per gli adulti in salute di età compresa tra i 18 e i 65 anni vengono illustrate graficamente in una nuova piramide alimentare in 3D”, si legge nel comunicato rilasciato oggi dall’USAV. Fra le differenze rispetto alla piramide precedente (che non sono comunque massicce), vi è un maggior peso dato ai prodotti integrali fra i carboidrati e alla necessità di variare fra differenti tipi di frutta e verdura. Gli alimenti freschi sono generalmente da preferirsi a quelli trasformati, e le proteine vegetali (come i legumi) sono da tenere maggiormente in considerazione.
La frutta e la verdura sono da preferire se di stagione, ed è utile variare consumandone di diversi colori. Occhio anche allo zucchero nei latticini.
Viene anche ricordata l’importanza di praticare almeno 30 minuti di attività fisica al giorno.
L’opuscolo è curato dai cantoni latini e dal canton Berna e vuole offrire una buona informazione sui diritti e sui doveri dei pazienti, andando così a rafforzare la comunicazione fra pazienti e professionisti della salute. Un’informazione chiara sui propri diritti consente al paziente di essere parte attiva nei trattamenti proposti costruendo una relazione di qualità con gli operatori sanitari e migliorando la qualità delle cure prescritte.
Il precedente opuscolo risaliva al 2016 e necessitava di essere messo a giorno. Oltre ad avere un nuovo volto, l’opuscolo include delle nuove sezioni sull’accompagnamento nel fine vita, la cartella informatizzata del paziente e i doveri dei pazienti.
L’opuscolo si costituisce di 13 capitoli, ognuno dei quali suddiviso in 3 parti: un riassunto dei diritti dei pazienti; una parte “In pratica” per una buona comprensione della legge; una parte “Per saperne di più” con risposte alle domande più frequenti.
Oltre ai diritti, vengono spiegati anche i doveri dei pazienti. Fra di essi, quello di seguire il trattamento accettato o di informare gli operatori sanitari che li prendono a carico su tutti gli elementi importanti che riguardano la loro salute.
L’obiettivo è quello di raggiungere una relazione trasparente che possa contribuire a migliorare la qualità delle cure e/o a rendere le malattie e i trattamenti più sopportabili.
Nella parte finale dell’opuscolo, ogni Cantone segnala indirizzi di enti ed istituzioni e altri contatti utili.
Di seguito i 13 capitoli che compongono l’opuscolo:
il diritto all’informazione
il consenso libero e informato
le direttive anticipate e il rappresentante in caso di incapacità di discernimento
il diritto alla libera scelta degli operatori sanitari e/o dell’istituto di cura
le misure di coercizione
il segreto professionale nel settore sanitario
l’accesso alla cartella sanitaria
la sanità digitale e la cartella informatizzata del paziente (CIP)
Un recente studio di Agroscope e dell’Università di Berna ha esaminato diversi alimenti “alternativi” ai prodotti di origine animale che hanno l’obbiettivo di ridurre l’impatto ambientale e/o di essere migliori per la salute.
L’analisi ha dimostrato che le alternative alla carne hanno un impatto minore sull’ambiente rispetto alla carne. Per le alternative ai latticini invece, in alcuni casi, a causa degli ingredienti utilizzati, aumenta il consumo di acqua. Tuttavia nella maggior parte dei casi si può parlare comunque di una riduzione dell’impatto ambientale.
Anche alcuni nutrienti sono più presenti nelle alternative, ma altri invece mancano. In questo caso l’approvvigionamento di iodio, calcio e vitamina B12 è particolarmente critico, poiché attualmente il loro fabbisogno è ampiamente coperto da prodotti di origine animale e può quindi essere compensato solo con integratori artificiali presenti nei prodotti alternativi.
Da un punto di vista nutrizionale dunque le alternative alla carne possono essere generalmente raccomandate purché il contenuto di alcuni micronutrienti come lo iodio e le vitamine del gruppo B sia equilibrato.
Le alternative ai latticini invece dovrebbero essere viste più come integratori, poiché il loro contenuto nutrizionale spesso non è equivalente.
Dallo studio emerge anche come una maggiore trasparenza riguardo al valore nutrizionale e all’impatto ambientale lungo la catena del valore incoraggerebbe decisioni più mirate, sia a livello di produzione che di consumo. Concentrarsi esclusivamente sull’imitazione dell’originale non è produttivo, poiché solo una minoranza di consumatori lo desidera.
Da un punto di vista etico, i prodotti alternativi offrono diversi vantaggi poiché eliminano i problemi legati al benessere degli animali e riducono l’impatto ambientale. Tuttavia, i prodotti sostitutivi non dovrebbero essere semplici imitazioni di carne e latticini, ma dovrebbero assumere un ruolo proprio e conquistare così gradualmente un posto permanente nella cucina tradizionale.
Immaginiamo la reazione di molte persone quando si sono rese conto che da questo mese il costo di medicamenti di uso comune come Dafalgan, Ibuprofene e Ponstan è aumentato massicciamente. Ciò è dovuto all’adeguamento dei margini dei medicamenti approvato lo scorso dicembre. Sebbene un’importante correzione sui margini era attesa da tempo, la soluzione adottata va a discapito dei pazienti. Essa porta infatti ad aumenti di prezzo anche importanti per più di un farmaco su due (si stima circa il 56%). Se è vero che d’altro canto molti farmaci più cari hanno visto il proprio prezzo diminuire, portando ad un risparmio complessivo (al netto degli aumenti) di circa 60 milioni all’anno, rimane il fatto che per il consumatore comune che non fa uso di questi medicamenti vi saranno solo svantaggi. Inoltre, 60 milioni sono una goccia nell’oceano e un risparmio ben inferiore a quello che si sarebbe dovuto ottenere.
Il nocciolo della questione è che i margini di guadagno dei vari intermediari, incluse farmacie, medici e ospedali, rimangono eccessivi in Svizzera se paragonati a quelli di altri paesi. Grazie ad un efficace lavoro di lobbying a Berna, i beneficiari di questi margini elevati sono riusciti ad evitare che il Consiglio federale sfruttasse l’enorme potenziale di risparmio proprio sui margini dei medicamenti, che Santésuisse stima in 458 milioni di franchi all’anno.
I maggiori beneficiari di una riduzione importante dei margini di guadagno sui farmaci, ovvero i pazienti, non erano al tavolo delle trattative. L’Alleanza (ACSI, Konsumentenschutz, FRC) è infatti stata interpellata soltanto in dirittura d’arrivo, quando ormai tutto era già stato deciso. Nel corso di due riunioni convocate con breve preavviso nell’autunno del 2023, è stata respinta a maggioranza un’altra opzione che avrebbe potuto generare risparmi di centinaia di milioni. A causa delle franchigie, i pazienti spesso finiscono per pagare di tasca propria i medicamenti meno costosi. In pratica siamo quindi di fronte ad uno spostamento dell’onere sui pazienti.
L’ACSI ritiene che anziché aumentare i margini dei medicamenti a basso costo, occorrerebbe ridurre i margini di tutte le fasce di prezzo. La riduzione del prezzo dei farmaci costosi è comunque una notizia positiva, e l’eliminazione dell’incentivo a vendere farmaci più cari è corretta. Ciò non cambia tuttavia il fatto che in Svizzera vengano praticati margini troppo elevati.
Abbiamo posto a Rubina Bianchetti, collaboratrice scientifica dell’Ufficio del medico cantonale, alcune domande per approfondire il funzionamento di questo “ricettario interattivo”.
Cos’è il sito www.ti.ch/ilpiattoequilibrato e come funziona? È un nuovo sito con ricette che rispettano i principi dell’alimentazione equilibrata. Con questo strumento interattivo è possibile creare più di 24’000 piatti equilibrati selezionando le ricette dei 3 gruppi alimentari che lo compongono: (1) una porzione di verdura/frutta, (2) un farinaceo (patate, riso, pasta, pane, altri cereali) e (3) un alimento ricco in proteine (carne, pesce, uova, legumi, tofu o latticini). La selezione delle ricette è facilitata dai filtri quali stagionalità, ingredienti, tempo di preparazione, ecc. Sul sito sono disponibili anche un’ampia scelta di piatti unici, diversi esempi di menu giornalieri equilibrati di stagione (colazione, pranzo, spuntini, cena) e una sezione dedicata agli approfondimenti, con risposte a varie domande e astuzie per mangiare equilibrato e variato.
A chi si rivolge questo strumento? Il sito è pensato principalmente per le famiglie con bambini. Degli aspetti sono specifici per loro, come ad esempio alcuni approfondimenti tematici e l’indicazione, nelle ricette, dei passaggi che possono essere svolti dai bambini. D’altro canto i contenuti rispettano i principi dell’alimentazione equilibrata della Società Svizzera di Nutrizione e sono validi per tutta la popolazione. Il sito offre quindi suggerimenti utili a tutti coloro che desiderano seguire un’alimentazione equilibrata e cercano idee pratiche per preparare pasti sani e gustosi.
In precedenza era stata fatta un’omonima pubblicazione cartacea. Come mai si è deciso di abbandonare il cartaceo? La valutazione è stata fatta dal momento che la pubblicazione cartacea è esaurita, ma le richieste sono state costanti negli ultimi 10 anni (perfino mesi dopo l’esaurimento delle scorte). Le principali ragioni che hanno spinto l’Ufficio del medico cantonale a preferire uno strumento digitale sono state la gratuità del prodotto con il conseguente aumento dell’accessibilità e la possibilità di aggiornare i contenuti in maniera rapida e semplificata. Una volta presa la decisione di trasporre il libro in formato digitale, si è poi cercato di usufruire al massimo della dinamicità del web cercando soluzioni per migliorare e potenziare lo strumento, come per esempio la possibilità di cercare le ricette in maniera attiva (tramite parole chiave o filtri). Inoltre, possiamo anticipare che non abbiamo dimenticato l’aspetto ludico del libro di ricette cartaceo. Complementare al sito di ricette digitale, è in fase di elaborazione un gioco da tavolo analogico che permetterà di coinvolgere i bambini sul tema dell’alimentazione equilibrata senza ricorrere all’uso degli schermi.
Per quale motivo un sito internet come questo è particolarmente utile ed importante al giorno d’oggi? Oggigiorno siti di ricette non mancano di certo. Con lo strumento www. ti.ch/ilpiattoequilibrato abbiamo puntato sull’alimentazione variata ed equilibrata: ogni piatto presente sul sito rispetta infatti le raccomandazioni della Società Svizzera di Nutrizione. In questo modo le persone che hanno a cuore il proprio benessere possono scegliere tra le varie ricette con la consapevolezza di preparare un piatto equilibrato. L’idea è di aiutare le famiglie a rispondere alla domanda “e oggi cosa cucino?”. Oltre al criterio dell’alimentazione equilibrata, abbiamo considerato quello del poco tempo a disposizione per cucinare proponendo piatti semplici e veloci da preparare (o almeno con delle opzioni per risparmiare tempo). Da notare infine che le ricette sono stagionali, spiegate passo per passo e possono essere comodamente stampate. Speriamo così d’invogliare le persone a cucinare i propri pasti: saranno sicuramente più equilibrati, e probabilmente più economici, di quelli acquistati già pronti.
Il sito è destinato ad essere aggiornato regolarmente in futuro con nuove alternative culinarie? Questo è uno dei vantaggi di avere uno strumento digitale. L’idea è di poterlo ampliare, sia con ricette, sia con approfondimenti.
Il sito www.ti.ch/ilpiattoequilibrato è stato sviluppato all’interno del Programma d’azione cantonale “Promozione della salute” del Servizio di promozione e di valutazione sanitaria dell’Ufficio del medico cantonale, con il sostegno di Promozione Salute Svizzera.
Ai pazienti della Svizzera italiana serve un riferimento. L’ACSI, per i suoi 50 anni e in collaborazione con la Patientenstelle di Zurigo, lancia un nuovo servizio di consulenza dedicato ai pazienti che vogliono far valere i propri diritti e districarsi nella burocrazia sanitaria.
L’InfoPazienti si attiverà principalmente attraverso la compilazione di un formulario digitale, strutturato in modo semplice e snello. Grazie a questo sistema, i casi che arriveranno alla consulente dell’ACSI saranno riassunti e inquadrati con le informazioni necessarie e potrà quindi essere fornita una prima risposta gratuita nell’arco di 48 ore lavorative.
Per chi non potesse utilizzare il formulario digitale, il servizio sarà accessibile tramite l’InfoConsumi dell’ACSI con un primo contatto telefonico. L’uso del formulario è già consolidato a Zurigo, dove è gestito con successo dalla Patientenstelle cantonale: l’ACSI desidera offrirlo in italiano e garantire quindi le stesse possibilità anche ai pazienti a sud delle Alpi.
Dal 2010 l’ACSI è anche Associazione dei pazienti: rappresenta i pazienti in diverse importanti commissioni, fornisce informazioni sui loro diritti e doveri e li sostiene di fronte alla crescente complessità del mondo dei consumi in ambito sanitario. Essendo un’associazione autonoma e indipendente, che opera senza scopo di lucro, l’ACSI non accetta pubblicità e reinveste tutte le entrate nelle attività che perseguono i suoi obiettivi.
Prima di scrivere l’articolo che state leggendo, siamo andati a dare un’occhiata in uno dei luoghi dove più di frequente i giovani si ritrovano a fare la fila il mattino, prima di prendere treni e bus, per acquistare bevande energetiche: il chiosco della stazione di Lugano. In totale, abbiamo potuto contare oltre 20 diversi tipi di bevande. Di seguito l’elenco dei loro nomi: Red Bull (nelle versioni: classica, sugarfree, zero, red edition, blue edition, white edition, green edition), Ok energy drink (nelle versioni: classic, koffein kick, zero, mango, lemon, simply cola), Monster energy (nelle versioni: original, ultra, ultra sunrise, zero sugar), Nocco (nelle versioni: lemon del sol, orange del sol), El Toni Mate (nelle versioni: ginger, mint), Cannabis Ice.
Chiediamo il parere ad un commesso del chiosco di Lugano che ci conferma questa tendenza. “Negli ultimi anni la varietà si è ampliata e le bevande energetiche hanno preso sempre più spazio tra gli scaffali del reparto frigo. Vengono acquistate soprattutto dai giovani, ma anche dagli adulti. Questi ultimi, di solito, prediligono i marchi che sono sul mercato da più tempo come la Red Bull”.
Le bevande energetiche, come le conosciamo oggi, hanno iniziato a guadagnare popolarità negli anni ‘60 e ‘70 con l’introduzione di prodotti come Lipovitan in Giappone, ma sono diventate conosciute a livello globale solo negli anni ‘80 con il lancio di Red Bull in Austria nel 1987. Questo prodotto, in particolare, ha definito il moderno settore degli “energy drink”, abbinando caffeina, taurina, zuccheri e altre vitamine con l’obiettivo di ottenere “un aumento di energia”. Da allora, il mercato ha visto una continua espansione, con molte altre marche che hanno proposto diverse formulazioni.
Di seguito l’articolo completo, apparso nella Bds 2.24:
In totale le tre organizzazioni hanno ricevuto 17’675 reclami da gennaio a novembre del 2023. Di seguito vediamo le tre categorie più “calde”:
1° rango: le “clausole inflazione” delle compagnie di telecomunicazioni Oltre ad altri problemi che riguardano già da anni il settore delle telecomunicazioni (per esempio, il fatto che venga reso difficile ai consumatori dare la disdetta, costringendoli in alcuni casi a farlo al telefono e dovendo sorbirsi lunghe attese in linea), si è aggiunto nel 2023 quello delle clausole inflazione. Un nostro sondaggio ha mostrato tutta l’indignazione delle consumatrici e dei consumatori di fronte a queste clausole. Le compagnie possono ora infatti applicare aumenti di prezzo in base all’andamento dell’Indice nazionale dei prezzi al consumo anche mentre i loro clienti si trovano bloccati dalla durata minima contrattuale. Normalmente, questo dovrebbe dare diritto ad una disdetta anticipata, cosa che invece le “clausole inflazione” escludono.
2° rango: controversie contrattuali (garanzia, ritardi e altro) Le dispute legate ai contratti sottoscritti dai consumatori sono state numerose anche nel 2023. Il commercio online si distingue sempre con numerosi casi di merci che arrivano con enormi ritardi, o che non arrivano affatto. Inoltre, in caso di difetti o problemi, il rispetto del diritto alla garanzia spesso non viene garantito. Fare valere i propri diritti nel caso di acquisti online può rivelarsi parecchio complicato e costoso.
3° rango: abbonamenti abusivi e greenwashing Molti consumatori si trovano loro malgrado invischiati in abbonamenti che non volevano sottoscrivere, che pensavano essere gratuiti o dai quali fanno fatica a dissociarsi, soprattutto online. Numerose anche le segnalazioni relative a casi di greenwashing, con aziende che fanno grandi proclami sulla propria sensibilità ambientale che si rivelano però fuorvianti o privi di fondamento.
Lo scorso anno quasi il 20% della popolazione ticinese ha optato per un cambiamento della propria assicurazione malattia obbligatoria. Con il nuovo aumento dei premi per il 2024, la tendenza potrebbe accentuarsi ulteriormente. L’obiettivo dei seminari online è di fornire ai partecipanti un’informazione chiara e trasparente, insieme agli strumenti per poter gestire autonomamente la propria situazione. Non da ultimo, vengono ribaditi alcuni concetti molto semplici e utili a ridurre l’aumento dei costi generali della sanità. Il webinar è strutturato in due parti. Dopo una presentazione tecnica incentrata sui passi da intraprendere per risparmiare sui premi, segue una seconda parte dedicata alle domande frequenti.
Si ricorda che, anche nel corso di tutto il mese di novembre, l’ACSI ha attivato le consulenze telefoniche gratuite sulle casse malati, per aiutare e sostenere chi necessita di consigli e suggerimenti personalizzati per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa.
+10,5%. È un aumento davvero importante quello annunciato oggi in conferenza stampa dal Dipartimento della sanità e della socialità del Cantone Ticino. L’ACSI osserva con sconcerto questa ulteriore impennata dei premi, che si somma a quella del 2023, e sottolinea la necessità di intervenire sui costi senza temporeggiare. “Gli assicurati non possono essere i soli a pagare il costo dell’immobilismo degli ultimi anni – sottolinea Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI. Le riforme attese non sono state messe in atto. Svariate misure quali la riduzione del costo dei farmaci, anche attraverso la diffusione dei farmaci generici, o la lotta agli sprechi e alla sovramedicalizzazione, procedono troppo lentamente. A fronte di una situazione che sta sempre più peggiorando, il nostro auspicio è che si inizi una valutazione approfondita di modelli alternativi che stanno funzionando meglio in altri Paesi”.
Le consumatrici e i consumatori sono chiamati ad essere molto attenti nella gestione finanziaria domestica, non sottovalutando il peso dei costi legati alla salute. “Tutti hanno diritto di cambiare la propria cassa malati di base entro il 30 novembre – prosegue la segretaria generale dell’ACSI. Per contenere i premi vi sono anche altre possibilità come aumentare la franchigia e aderire a modelli alternativi. Occorre però considerare bene ogni aspetto ed essere informati sulle condizioni, per non rischiare spiacevoli sorprese”.
Con l’obiettivo di dare un sostegno concreto alla popolazione, domani 27 settembre, giovedì 28 e venerdì 29 saranno proposti tre webinar in diretta organizzati dall’ACSI in collaborazione con il DSS incentrati sul funzionamento della cassa malati e sulle possibilità di risparmio. Ogni cittadino dispone infatti di alcuni importanti strumenti per intervenire sul costo del premio mensile. Le differenze, in molti casi, possono superare i 1’000 franchi annuali per persona.
L’obiettivo dei seminari online è proprio quello di fornire ai partecipanti un’informazione chiara e trasparente, insieme agli strumenti per poter gestire autonomamente la propria situazione. Non da ultimo, saranno ribaditi alcuni concetti molto semplici e utili a ridurre l’aumento dei costi generali della sanità.
I webinar saranno strutturati in due parti. Dopo una presentazione tecnica di circa 30 minuti, incentrata sui passi da intraprendere per risparmiare sui premi, seguirà una seconda parte dedicata alle domande, da rivolgere direttamente tramite la chat a disposizione. Al termine, ogni partecipante otterrà un vademecum con le informazioni fondamentali.
Per partecipare a uno dei tre incontri online, che si terranno tra le 12:00 e le 12:45, è necessario indicare la data desiderata inviando una e-mail a: webinar@acsi.ch
In seguito, si otterrà quindi il link per collegarsi al seminario nel giorno prescelto.
Nei mesi di ottobre e novembre l’ACSI attiverà come sempre anche le consulenze telefoniche gratuite sulle casse malati, per aiutare e sostenere chi necessita di consigli e suggerimenti personalizzati per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa.
Il 27, 28 e 29 settembre prossimi saranno proposti tre webinar in diretta incentrati sul funzionamento della cassa malati e sulle possibilità di risparmio. Ogni cittadino dispone infatti di alcuni importanti strumenti per intervenire sul costo del premio mensile. Le differenze, in molti casi, possono superare i 1’000 franchi annuali per persona.
Lo scorso anno quasi il 20% della popolazione ticinese ha optato per un cambiamento della propria assicurazione malattia obbligatoria. Con il preannunciato nuovo aumento dei premi previsto per il 2024, la tendenza potrebbe accentuarsi ulteriormente. La segretaria generale dell’ACSI Antonella Crüzer sottolinea: “Tutti hanno diritto di cambiare la propria cassa malati di base entro il 30 novembre. Per contenere i premi vi sono anche altre possibilità come aumentare la franchigia e aderire a modelli alternativi. Occorre però considerare bene ogni aspetto ed essere informati sulle condizioni, per non rischiare spiacevoli sorprese”.
“Sono consapevole del sentimento di sconforto e impotenza che le assicurate e gli assicurati possono sperimentare di fronte ai costanti aumenti dei costi della salute” – afferma Raffaele De Rosa, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità. “È importante sottolineare che esistono ancora delle opzioni a disposizione delle cittadine e dei cittadini per cercare di contenere la spesa, e una di queste è la possibilità di cambiare la propria cassa malati e valutare modelli alternativi. Per questo motivo anche quest’anno abbiamo scelto di collaborare puntualmente con ACSI, affinché – grazie alla sua pluriennale esperienza sul tema dei premi e al suo ruolo di consulente imparziale e qualificato – possa fornire un supporto concreto a coloro che desiderano esercitare il diritto di modificare il proprio contratto di assicurazione”.
L’obiettivo dei seminari online è proprio quello di fornire ai partecipanti un’informazione chiara e trasparente, insieme agli strumenti per poter gestire autonomamente la propria situazione. Non da ultimo, saranno ribaditi alcuni concetti molto semplici e utili a ridurre l’aumento dei costi generali della sanità.
I webinar saranno strutturati in due parti. Dopo una presentazione tecnica di circa 30 minuti, incentrata sui passi da intraprendere per risparmiare sui premi, seguirà una seconda parte dedicata alle domande, da rivolgere direttamente tramite la chat a disposizione. Al termine, ogni partecipante otterrà un vademecum con i passaggi fondamentali.
Per partecipare a uno dei tre incontri online, che si terranno tra le 12:00 e le 12:45, sarà necessario indicare la data desiderata inviando una e-mail a: webinar@acsi.ch
In seguito, si otterrà quindi il link per collegarsi al seminario nel giorno prescelto.
Nei mesi di ottobre e novembre l’ACSI attiverà come sempre anche le consulenze telefoniche gratuite sulle casse malati, per aiutare e sostenere chi necessita di consigli e suggerimenti personalizzati per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa.
Cosa copre la LAMal? Come posso risparmiare sul premio mensile? Come funziona la franchigia? Ho diritto ad un sussidio? Sono solo alcune delle domande che verranno affrontate durante gli incontri che si svolgeranno:
Martedì 5 settembre, 17:00-19:00 (Sala del Consiglio Comunale di Bellinzona)
Giovedì 7 settembre, 17:00-19:00 (Sala multiuso, ex Municipio, Breganzona)
Martedì 12 settembre, 17:00-19:00 (Sala conferenze, Centro Pronto Intervento, Via alla Morettina 9, Locarno)
Oltre alla discussione plenaria, una consulente dell’ACSI sarà a disposizione per fornire a chi lo desidera una consulenza gratuita e personalizzata. Le persone dovranno portare con sé il proprio attestato assicurativo (documento inviato ogni anno dalla propria assicurazione). La consulente potrà così dare dei consigli più specifici. Alla fine di ogni incontro è previsto un piccolo rinfresco.
Dopo un primo appuntamento tenutosi a giugno, il Caffè Med ripartirà il prossimo 19 settembre dalle 14.30 alle 16.30 al ristorante Pestalozzi di Lugano (non è necessario iscriversi). L’iniziativa è stata lanciata a livello svizzero dall’Accademia di Medicina Umana, è supportata dall’Ordine dei Medici del Canton Ticino e salutata molto positivamente dall’ACSI. “Affinché possano far valere i propri diritti, i pazienti necessitano anzitutto di essere ben informati. Solo così potranno fare le scelte giuste sottraendosi anche alla sovramedicalizzazione e riducendo gli sprechi in ambito sanitario” afferma la segretaria generale dell’ACSI, Antonella Crüzer.
La medicina è evoluta molto nel tempo divenendo sempre più complessa. Per diverse patologie le proposte terapeutiche possono essere numerose e spesso i pazienti, a cui vengono presentate più opzioni, fanno fatica a capire quale sia quella migliore per loro. “Lo scopo principale del Caffè Med è l’ascolto, la vicinanza, il consiglio” spiega la dottoressa Antonella Richetti, radio-oncologa e responsabile del progetto. “Siamo un gruppo di medici che ha da poco terminato la propria attività nelle istituzioni, con un bagaglio di esperienze importanti in vari ambiti. Siamo liberi di agire senza un’istituzione alle spalle e di mettere a disposizione le nostre competenze per permettere al paziente di avere uno strumento in più nelle decisioni che riguardano la sua salute. Operiamo in modo indipendente e gratuito”.
Il progetto si avvale del contributo di una decina di professionisti che sono stati attivi in vari settori, dalla medicina interna alla chirurgia, oltre che da pneumologi, oncologi, cardiologi e psichiatri. L’auspicio dei suoi fautori, per il futuro, è di garantire anche la presenza di psicologi, infermieri, farmacisti, assistenti sociali. Il servizio è rivolto anche ai famigliari dei pazienti, così come ad altri professionisti della sanità che necessitassero di un momento di confronto.
Spesso il principale aiuto per le persone affette da demenza è rappresentato dalla figura del familiare curante. Sovente sono proprio costoro infatti a rendere possibile una diagnosi tempestiva e a fornire aiuto nella vita quotidiana permettendo al paziente di vivere a domicilio. Non deve quindi sorprendere che l’OMS abbia deciso di proporre fra gli strumenti di risposta di salute pubblica alle demenze anche una piattaforma di supporto rivolta principalmente ai familiari curanti. L’obiettivo è duplice: formare il familiare curante e promuoverne il benessere.
La versione generica di iSupport è disponibile dal 2019. Sono seguiti degli adattamenti linguistici e culturali, fra i quali la versione svizzera, sviluppata nell’ambito di un progetto di ricerca in Ticino dall’Istituto di salute pubblica dell’USI (IPH) col sostegno del Cantone, di Pro Senectute e con la collaborazione di Alzheimer Ticino e SUPSI e di altri partner, inclusi i familiari curanti. I lavori sono iniziati nel 2020, e la piattaforma è ora disponibile nelle tre lingue nazionali per computer, smartphone o come manuale cartaceo.
Un passo importante nella strategia cantonale sulle demenze “Questa piattaforma nasce in un contesto ben preciso: quello dello sviluppo della Strategia cantonale sulle demenze. Spero che possa permettere tanto ai familiari curanti, quanto ai pazienti nella fase iniziale della malattia, di trovare una certa serenità, oltre a risposte a dubbi e perplessità specifiche” ci ha spiegato la dottoressa Anna De Benedetti, presidente della Commissione cantonale sulle demenze. “Penso che sia importante per que-ste persone sentire che sia possibile trovare delle risposte. E penso anche che si tratti di uno strumento utile per tutta la collettività: vista la prevalenza dei disturbi cognitivi, si tratta di un problema della società intera. Al quale stiamo cercando di dare delle risposte”, ha aggiunto la dottoressa De Benedetti.
“È uno strumento basato sull’evidenza e costruito insieme ai familiari curanti” La dr. Maddalena Fiordelli, docente ricercatrice presso l’IPH e co-responsabile del progetto insieme al Prof. Emiliano Albanese, e Anna Messina, psicologa e studente di dottorato sempre all’IPH, fanno parte, insieme alla dr. Rebecca Amati e Anna Maria Annoni, del team che ha creato la versione svizzera di iSupport. Un team che si mantiene in contatto con la rete di ricerca internazionale: “vi è uno scambio costante. Numerosi paesi hanno fatto o stanno facendo adattamenti culturali e linguistici della piattaforma fra i quali, per esempio, il Brasile, l’India, la Francia e l’Australia”, ci ha spiegato Maddalena Fiordelli, che ha precisato gli obiettivi di fondo: “da un lato si vuole permettere al familiare di formarsi, capendo cos’è la demenza, quali sono i sintomi e le difficoltà quotidiane di chi ne è affetto, dall’altro ci sono dei contenuti che aiutano a riflettere sulla propria situazione di salute mentale come familiare curante”. Anna Messina ci ha aiutato a capire più nel dettaglio anche questo secondo aspetto: “sono presenti anche degli esercizi di rilassamento audioregistrati, o delle domande a risposta multipla o aperta. Il sistema fornisce soluzioni e risposte, in questo senso avviene un’interazione. Non si tratta quindi unicamente di un deposito di contenuti informativi”. Un’interazione però chiaramente limitata alle risposte automatiche. “Ma sono presenti anche dei link esterni per contattare un professionista”, aggiunge Anna Messina. Una funzione per ora in fase speri- mentale è quella del forum online. Attualmente, i commenti sono pre-moderati e quindi l’uso ne risulta piuttosto ristretto. “È possibile che in futuro venga ampliato se saremo in grado di garantire la presenza di una persona qualificata per seguirlo”, ha indicato Maddalena Fiordelli.
Un’iniziativa utile per i consumatori-pazienti Questa piattaforma rappresenta uno strumento di grande importanza nella gestione di una malattia sempre più prevalente per la quale non esistono vere e proprie cure farmacologiche. E sarà utile per tutta una serie di consumatori-pazienti confrontati direttamente o indirettamente con le patologie neurodegenerative, che grazie a questa piattaforma saranno più informati, consapevoli e supportati.
Per ulteriori informazioni si prega di scrivere all’indirizzo: isupport@usi.ch.
L’annuncio del forte aumento dei premi 2023 dell’assicurazione malattia lo scorso autunno ha indotto una mole eccezionale di assicurati a disdire la propria Cassa malati per entrare in assicurazioni meno onerose. E ciò anche su consiglio dell’ACSI, che da anni invita i consumatori a preferire le assicurazioni coi premi più bassi e con un modello alternativo. Tanti assicurati ticinesi hanno optato per la Cassa malati KPT col modello win-win. Le numerose richieste di adesione provenienti non solo dal Ticino hanno però preso alla sprovvista l’assicurazione KPT causando una serie di disagi a parecchi consumatori che non sono ancora stati risolti.
In seguito alle numerose segnalazioni giunte all’ACSI, l’associazione ha scritto all’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP lamentando la situazione difficile in cui si trovano molti assicurati e chiedendo un immediato intervento. L’UFSP ha confermato di essere in contatto con la KPT e consapevole delle difficoltà, per le quali si rammarica. Sottolinea comunque che qualora l’assicurazione “comunicasse in ritardo il cambiamento d’assicuratore, si troverebbe a dover risarcire all’assicurato il danno risultante, ovvero la differenza di premio”. E resta inteso che la copertura assicurativa viene in ogni caso garantita. Se fosse necessario un ulteriore supporto, indica l’UFSP, occorre contattare l’Ufficio dell’Ombudsman dell’assicurazione malattie, Morgartenstrasse 9, casella postale 3565, 6002 Lucerna; tel.: 041 226 10 12; www.om-kv.ch.
Il servizio di consulenza dell’ACSI Infoconsumi resta a disposizione per consigliare gli assicurati in difficoltà, tel. 091 922 97 55, tasto 1, dal lunedì al venerdì 8.30-11.30, infoconsumi@acsi.ch.
Gli zuccheri aggiunti agli alimenti hanno lo scopo di “migliorarne” il sapore e aumentare le vendite. Fra questi troviamo ad esempio il saccarosio (zucchero bianco, zucchero di canna), il glucosio, lo sciroppo di fruttosio o il miele. In Svizzera mangiamo troppi zuccheri aggiunti. I bambini non dovrebbero superare i 30 grammi al giorno (pari a 7,5 zollette), gli adulti i 50 grammi (12,5 zollette). A titolo di esempio basti pensare che un singolo cucchiaio di marmellata contiene già 2 zollette, e una mini porzione di ketchup ne contiene una.
Alcune proposte per ridurre il proprio consumo di zuccheri tratte da una scheda di Promozione Salute Svizzera sono state pubblicate nella Bds 3.22.
In concreto, che cos’è la CIP? È una raccolta di informazioni sanitarie personali. Le informazioni contenute possono essere consultate in qualsiasi momento dal paziente stesso e dai professionisti della salute autorizzati. Questi ultimi possono depositare nella CIP documenti rilevanti per le cure mediche quali ad esempio il rapporto di dimissione dall’ospedale, il risultato di analisi di laboratorio, la ricetta medica o il certificato di vaccinazione. Anche i pazienti possono inserire documenti nella propria CIP come, ad esempio, la ricetta degli occhiali, la lista delle allergie o le informazioni relative al proprio gruppo sanguigno.
Le informazioni mediche contenute nella CIP sono di proprietà del paziente ed è quest’ultimo a decidere cosa farne. Da poco più di un mese è iniziata in Ticino la fase pilota che intende rendere possibile – in un prossimo futuro – l’adozione della CIP da parte della popolazione ticinese. In questa fase di prova, nelle sedi dedicate di Mendrisio e Locarno messe a disposizione l’Ente Ospedaliero Cantonale sono state aperte finora circa 200 CIP destinate a un pubblico test e sono stati raccolti i primi riscontri.
La fase pilota continuerà ancora alcuni mesi, a dipendenza del numero di cartelle elettroniche che verranno aperte, e si procederà in seguito a valutare risultati e sostenibilità del progetto.
Ci si sta muovendo, senza dimenticare che che il quadro normativo federale è in via di affinamento, considerate le annunciate revisioni di legge (Legge federale sulla cartella informatizzata del paziente e Legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici).
Il Consiglio federale ha infatti stabilito, tra le altre cose, i seguenti punti fondamentali:
In futuro la CIP sarà considerata uno strumento dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;
Verrà inoltre disciplinata la ripartizione di compiti e competenze, garantendo il finanziamento della CIP da parte di Confederazione e Cantoni;
Per quanto riguarda la volontarietà dei pazienti, saranno poste in consultazione due varianti: il mantenimento della volontarietà e l’introduzione di un modello opt-out;
Si chiarirà come si può utilizzare una futura Identità Elettronica statale per accedere alla CIP.
L’ACSI analizzerà e valuterà anche le modifiche legislative future per verificare che non portino discapito o obblighi nei nostri confronti in quanto, non dimentichiamo, tutta la popolazione è composta da (prima o poi) pazienti.
Parteciperanno il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, la Presidente ACSI Evelyne Battaglia-Richi e il Presidente ACLI Giuseppe Rauseo in veste di moderatore.
L’accoglienza è prevista alle 09.30. Di seguito la locandina.
Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità DSS
Prof.Dr.med. Luca Gabutti, primario dell’EOC, professore presso la Facoltà di Scienze Biomediche dell’USI, membro del comitato Smarter Medicine Choosing Wisely Switzerland
Dr.med. Claudio Camponovo, specialista FMH in anestesiologia nonché Presidente del Circolo Medico di Lugano e membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino (OMCT)
Evelyne Battaglia-Richi, Presidente dell’ACSI e membro del comitato Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland
Moderazione: Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI
Stimolati dalla segretaria generale dell’ACSI Antonella Crüzer, per l’occasione in veste di moderatrice, i partecipanti hanno proposto numerosi spunti interessanti.
Il consigliere di Stato De Rosa ha colto l’occasione per parlare della sua recente esperienza nel “ruolo” di paziente, che gli ha permesso di osservare quanto mai da vicino il lavoro del personale di cura del pronto soccorso. Ha inoltre presentato il suo punto di vista su svariati temi che riguardano da vicino i pazienti, come la necessità di rivedere il sistema di fatturazione tarmed, un dossier che avanza con troppa lentezza a Berna.
Il Dr.med. Claudio Camponovo, specialista FMH in anestesiologia nonché Presidente del Circolo Medico di Lugano e membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino (OMCT), ha dal canto suo sottolineato la necessità di ridare centralità al ruolo del medico di famiglia, che deve recuperare parte dello spazio che gli è stato sottratto dagli specialisti. A suo giudizio infatti attualmente il rapporto-medico paziente si trova confrontato a delle difficoltà. Non soltanto per i pazienti, ma anche per i medici: nel 2021 circa 200 medici in Svizzera hanno avuto un burnout e hanno dovuto chiedere aiuto.
Il Prof.Dr.med. Luca Gabutti, primario dell’EOC, professore presso la Facoltà di Sicenze Biomediche dell’USI e membro del comitato Smarter Medicine Choosing Wisely Switzerland ha fornito numerosi spunti interessanti. Si è per esempio soffermato su alcuni esempi impropri della relazione medico-paziente odierna. Fra di essi, il “dottor Google”, ovvero il medico relegato a mero esecutore della volontà del paziente che ha cercato informazioni su Google. Secondo il dottor Gabutti invece, il medico di famiglia, che sarebbe più corretto definire “medico personale”, dovrebbe diventare un partner del paziente, un riferimento di quest’ultimo per affacciarsi al mondo della salute quando è necessario. Gabutti si è altresì soffermato sulla necessità di rendere le fatture mediche comprensibili per i pazienti. Infatti a questi ultimi a suo modo di vedere dovrebbe essere recapitato insieme alla fattura un riassunto che la traduca in qualcosa di comprensibile.
La Presidente ACSI Evelyne Battaglia-Richi ha dal canto suo messo in evidenza, fra le varie cose, anche il momento di difficoltà emotiva nel quale spesso il paziente si trova quando deve operare delle scelte relative alla propria salute. Una situazione precaria che rende davvero difficile prendere delle decisioni, e che forse troppo spesso è sottovalutata.
Nel corso del video la segretaria generale ACSI Antonella Crüzer ha anche esposto i risultati del sondaggio ACSI su pazienti e costi della sanità, ottenendo delle reazioni da parte dei partecipanti alla tavola rotonda.
Il tema del rapporto medico-paziente è sicuramente tra quelli che stanno alla base del nostro sistema sanitario e al quale va data grande importanza. Anche in Svizzera si sta lavorando per aumentare la qualità delle cure, rendendole più adeguate alle necessità dei pazienti. L’associazione Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland ha il ruolo di coinvolgere maggiormente questi ultimi, stimolandoli a porre domande al proprio medico, ad essere pro-attivi, e spinge altresì il sistema sanitario a un’auto-analisi, per migliorare le cure evitando quei trattamenti inutili svolti ancora troppo spesso (si stima fino al 30%).
Quali sono i presupposti per un buon rapporto tra il paziente e il proprio medico di riferimento? Quali i benefici di una relazione basata sulla fiducia ma anche su una comunicazione aperta e attiva da entrambe le parti? Quali sono i limiti del sistema attuale e quali le prospettive? Sono alcune delle domande alle quali si vuole dare una risposta nel corso della Tavola rotonda organizzata dall’ACSI in collaborazione con il DSS.
Programma: Accoglienza e aperitivo dalle ore 18.00. Inizio alle ore 18.30.
Parteciperanno: Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità DSS Prof. Dr. med. Luca Gabutti, primario dell’EOC, professore presso la Facoltà di Scienze Biomediche dell’USI, membro del comitato Smarter Medicine Choosing Wisely Switzerland Dr. med. Claudio Camponovo, specialista FMH in anestesiologia nonché Presidente del Circolo Medico di Lugano e membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino OMCT Evelyne Battaglia-Richi, Presidente dell’ACSI e membro del comitato Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland. Il confronto sarà moderato da: Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI.
L’ACSI da sempre al fianco dei consumatori e dei pazienti vi invita a riservare la data e partecipare numerosi. Vi aspettiamo!
La consulenza è aperta a tutti. Se siete interessati potete recarvi presso la sede dell’ACSI con la polizza assicurativa 2023 (vostra ed eventualmente di tutta la famiglia) e riceverete utili consigli su come poter risparmiare sui premi. Vi aspettiamo.
Come raggiungerci: potete usare i mezzi pubblici TPL bus 7 o ARL 461; se invece arrivate in automobile potete parcheggiare nei posteggi comunali predisposti in zona.
La pandemia è additata come causa principale per l’entità degli aumenti dei premi di cassa malati. Infatti, essa ha causato da un lato ingenti costi diretti (per esempio, le ospedalizzazioni causate dal Covid-19 sono costate fra i 500 e i 600 milioni a livello nazionale) e dall’altro un “effetto di recupero”: molti interventi e trattamenti che sono stati posticipati nel 2020 e nella prima parte del 2021, sono stati in seguito recuperati e i loro costi sono quindi stati sostanzialmente “rinviati” di un anno. Tuttavia, le cause profonde non possono essere ricercate soltanto in questo evento particolare, motivo per cui anche quest’anno l’ACSI sottolinea la necessità di intervenire sui costi della salute, sia attraverso una riduzione delle tariffe che sul fronte della quantità di prestazioni.
L’OMS stima che il 30% dei trattamenti sanitari effettuati non sono veramente necessari. L’ACSI è da molti anni attiva nella sensibilizzazione sul tema della sovramedicalizzazione e sostiene l’associazione Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland. Perché effettivamente non si scappa: per combattere l’aumento dei costi della salute, che è sospinto anche da fattori demografici, occorre limitare le prestazioni superflue.
Tuttavia l’ACSI si oppone fermamente ad un semplice scaricare la responsabilità su chi è malato ed ha bisogno di cure. Svariate ulteriori misure possono essere messe in atto. Alcuni esempi sono la creazione della cartella informatizzata del paziente (che consentirebbe risparmi grazie ad un miglior passaggio delle informazioni) o la riduzione del costo dei farmaci, anche attraverso la diffusione dei farmaci generici. Proprio su quest’ultimo fronte, che consentirebbe risparmi immediati senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure, l’ACSI ha recentemente appoggiato la campagna lanciata da medix-Ticino e dall’Ordine dei farmacisti volta ad aumentare massicciamente l’uso dei farmaci generici in Ticino.
Cosa può fare il paziente? Come ogni anno l’ACSI ricorda che il paziente dispone di svariati strumenti per intervenire sui propri costi della salute: primo fra tutti, cambiare la propria cassa malati, spostandosi in quella meno cara. Le differenze in molti casi superano i 1000 franchi annuali. Tutti hanno diritto di cambiare la propria assicurazione malattia di base (anche anziani e malati). La lettera di disdetta deve però giungere all’assicuratore entro il 30 novembre (non fa stato il timbro postale!) e va quindi spedita qualche giorno prima. Per contenere i premi, vi è inoltre ovviamente la possibilità di aumentare la propria franchigia. Spesso le franchige a 300 franchi per persone sane non fanno altro che generare un circolo vizioso che porta all’aumento dei costi della salute. Infine è possibile valutare l’adesione a modelli alternativi, ricordando tuttavia che occorre leggere attentamente le condizioni per beneficiare degli sconti.
Per confrontare i premi delle varie casse malati in vista di un’eventuale disdetta e per scegliere la franchigia ottimale l’ACSI segnala il calcolatore dell’Ufficio federale della sanità preferendolo a quello di Comparis finanziato anche dalle casse malati.
L’ACSI fornisce un servizio di consulenza telefonica sulle casse malati tutte le mattine dalle 8.30 alle 11.30 al numero 091 922 97 55 (tasto 1). Il servizio è aperto a tutti.
La pandemia è additata come causa principale per l’entità degli aumenti dei premi di cassa malati. Infatti, essa ha causato da un lato ingenti costi diretti (per esempio, le ospedalizzazioni causate dal Covid-19 sono costate fra i 500 e i 600 milioni a livello nazionale) e dall’altro un “effetto di recupero”: molti interventi e trattamenti che sono stati posticipati nel 2020 e nella prima parte del 2021, sono stati in seguito recuperati e i loro costi sono quindi stati sostanzialmente “rinviati” di un anno. Tuttavia, le cause profonde non possono essere ricercate soltanto in questo evento particolare, motivo per cui anche quest’anno l’ACSI sottolinea la necessità di intervenire sui costi della salute, sia attraverso una riduzione delle tariffe che sul fronte della quantità di prestazioni.
L’OMS stima che il 30% dei trattamenti sanitari effettuati non sono veramente necessari. L’ACSI è da molti anni attiva nella sensibilizzazione sul tema della sovramedicalizzazione e sostiene l’associazione Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland. Perché effettivamente non si scappa: per combattere l’aumento dei costi della salute, che è sospinto anche da fattori demografici, occorre limitare le prestazioni superflue.
Tuttavia l’ACSI si oppone fermamente ad un semplice scaricare la responsabilità su chi è malato ed ha bisogno di cure. Svariate ulteriori misure possono essere messe in atto. Alcuni esempi sono la creazione della cartella informatizzata del paziente (che consentirebbe risparmi grazie ad un miglior passaggio delle informazioni) o la riduzione del costo dei farmaci, anche attraverso la diffusione dei farmaci generici. Proprio su quest’ultimo fronte, che consentirebbe risparmi immediati senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure, l’ACSI ha recentemente appoggiato la campagna lanciata da medix-Ticino e dall’Ordine dei farmacisti volta ad aumentare massicciamente l’uso dei farmaci generici in Ticino.
Cosa può fare il paziente? Come ogni anno l’ACSI ricorda che il paziente dispone di svariati strumenti per intervenire sui propri costi della salute: primo fra tutti, cambiare la propria cassa malati, spostandosi in quella meno cara. Le differenze in molti casi superano i 1000 franchi annuali. Tutti hanno diritto di cambiare la propria assicurazione malattia di base (anche anziani e malati). La lettera di disdetta deve però giungere all’assicuratore entro il 30 novembre (non fa stato il timbro postale!) e va quindi spedita qualche giorno prima. Per contenere i premi, vi è inoltre ovviamente la possibilità di aumentare la propria franchigia. Spesso le franchige a 300 franchi per persone sane non fanno altro che generare un circolo vizioso che porta all’aumento dei costi della salute. Infine è possibile valutare l’adesione a modelli alternativi, ricordando tuttavia che occorre leggere attentamente le condizioni per beneficiare degli sconti.
Per confrontare i premi delle varie casse malati in vista di un’eventuale disdetta e per scegliere la franchigia ottimale l’ACSI segnala il calcolatore dell’Ufficio federale della sanità preferendolo a quello di Comparis finanziato anche dalle casse malati.
L’ACSI fornisce un servizio di consulenza telefonica sulle casse malati tutte le mattine dalle 8.30 alle 11.30 al numero 091 922 97 55 (tasto 1). Il servizio è aperto a tutti.
Circa un quarto delle spese della LAMal servono a coprire il costo dei medicamenti. Una grande fetta di questi costi, perlomeno nel caso di alcuni farmaci ben conosciuti, va semplicemente a garantire lauti margini alle aziende farmaceutiche. In svariati casi il margine di guadagno supera il 40%, e in alcuni casi record, raggiunge il 90%.
Gli autori denunciano anche la mancanza di trasparenza in merito agli accordi raggiunti con queste grandi aziende in Svizzera. Una trasparenza che in altri paesi è invece maggiormente garantita.
Nel nuovonumero della Bds, in uscita in questi giorni, abbiamo dedicato un articolo alla campagna che prenderà presto il via con il sostegno di medix-Ticino e dell’Ordine dei farmacisti volta ad aumentare massicciamente l’uso dei farmaci generici in Ticino.
L’USAV ha pubblicato i nuovi valori nutrizionali di riferimento in una tabella dinamica che permette di cercare la quantità di nutrienti necessari per le diverse fasce d’età o fasi della vita. Scopri le informazioni che fanno al caso tuo!
È la cifra schiacciante che emerge dall’ultima inchiesta effettuata dall’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori (ACSI, Konsumentenschutz, FRC). Per quanto concerne lo zucchero, costituisce in media il 33% della composizione di queste derrate. L’ACSI, la Konsumentenschutz e la FRC esigono una maggior trasparenza e una limitazione del marketing indirizzato ai bambini. In futuro, è necessario che il numero di prodotti con un profilo nutrizionale equilibrato sia nettamente maggiore rispetto al dato emerso da questa indagine: 20 prodotti equilibrati su 344 presi in esame.
Sono stati presi in esame tutti i prodotti di panetteria, i latticini, i cereali per la colazione, le bibite, gli snacks e così via, il cui imballaggio si rivolge specificamente ai bambini. Questo corrisponde a 344 prodotti in vendita presso Coop, Migros, Aldi, e Lidl. Ognuno di essi è stato esaminato per verificare se corrispondesse al profilo nutrizionale dell’OMS che designa alimenti sufficientemente equilibrati per essere pubblicizzati per i più piccoli. Il risultato è catastrofico: 94% dei prodotti contengono troppi zuccheri, sale o grassi. L’apporto di zucchero è particolarmente problematico, cosa che l’ACSI denuncia regolarmente da tempo, sensibilizzando anche sull’effetto cumulativo dato dal consumo di diversi alimenti contenenti zucchero durante la giornata.
L’industria agroalimentare compromette la salute dei consumatori più giovani. Secondo un recente rapporto dell’OMS, in Svizzera, il 23% dei bambini di età compresa fra 5 e 9 anni è in sovrappeso. Per quanto riguarda la fascia 10-19 anni, si tratta del 21%. Le cifre su scala europea sono rispettivamente del 30% e del 25% nelle medesime fasce d’età. Ulteriori dati non ancora resi pubblici indicano che i due anni di pandemia hanno ulteriormente peggiorato la problematica legata al sovrappeso e all’obesità. Le conseguenze si fanno sentire sia sulla salute fisica che mentale. Inoltre i bambini in sovrappeso corrono un forte rischio di restarlo anche da adulti e di soffrire precocemente di diabete e malattie cardiovascolari.
Visto che su 344 prodotti, soltanto 20 corrispondono ai criteri indicati dall’OMS, le tre organizzazioni di difesa dei consumatori chiedono delle misure per migliorare questa situazione disastrosa. Si chiede in particolare:
Di rendere obbligatorio il Nutri-Score su tutti i prodotti che tramite l’imballaggio si rivolgono ai bambini
Di autorizzare la pubblicità soltanto per quei prodotti che rispettano i criteri dell’OMS e di vietare l’uso di affermazioni salutistiche o nutrizionali per quei prodotti che non le rispettano
Di integrare nella prossima revisione della Legge federale sulle derrate alimentari il fatto che il Consiglio federale possa, laddove necessario, limitare il marketing rivolto ai bambini
All’USAV di abbandonare la via delle misure volontarie inefficaci ed esigere invece sforzi e obiettivi concreti e vincolanti da parte dell’industria agroalimentare
“Una limitazione efficace del marketing rivolto ai bambini è assolutamente necessaria – constata Ivana Caldelari Magaton, redattrice responsabile de La Borsa della Spesa che ha seguito l’inchiesta per l’ACSI – in quanto gli impegni volontari non raggiungono gli obiettivi di rendere il marketing più responsabile e i prodotti realmente adeguati”.
Né lo Swiss Pledge né la riduzione volontaria dei contenuti di zucchero secondo la dichiarazione di Milano hanno sortito effetti significativi. È tempo di finirla con le promesse vuote!
Un sondaggio rappresentativo aveva indicato, nel 2018, che più della metà della popolazione svizzera riteneva di aver ricevuto un trattamento medico inutile, in prima persona o a una persona a lui vicina. Per questo è importante che la decisione a favore o contro un trattamento sia sempre presa congiuntamente dal medico e dal paziente. A distanza di quattro anni dall’ultima campagna nazionale, l’associazione mantello di Smarter Medicine – Choosing Wisely Svizzera (di cui l’ACSI fa parte) – ha deciso di promuovere nuovamente il tema della sovramedicalizzazione e delle cure inappropriate. A tal fine sono stati realizzati quattro video con messaggi semplici in cui si mostrano i pazienti che lasciano un centro sanitario con un numero di farmaci sproporzionato o con mezzi di cura eccessivi, a cui segue lo slogan “Meno a volte significa di più. Contro i trattamenti medici eccessivi o inappropriati”. I video saranno messi online e proiettati sugli schermi dei trasporti pubblici. Negli studi medici e nei centri di terapia saranno disponibili opuscoli e documenti sul tema.
L’associazione Smarter Medicine ha stilato delle liste Top 5 sui trattamenti generalmente non necessari nelle varie specialità mediche. Sono scritte in un linguaggio comprensibile ai non addetti ai lavori e sono disponibili sul sito www.smartermedicine.ch.
L’obiettivo primario dell’associazione è quello di ottenere la migliore qualità di trattamento possibile per il paziente, escludere i rischi della sovramedicalizzazione e non da ultimo contenere i costi del sistema sanitario.
Uno dei principali obiettivi della campagna è motivare la popolazione a dialogare con gli operatori sanitari. E al riguardo si ricordano le cinque domande da porre al proprio medico prima di avviare un trattamento:
Esistono alternative più semplici e sicure?
Quali sono i benefici e i rischi del trattamento?
Con quali probabilità possono verificarsi?
Cosa succede se non faccio nulla?
Cosa posso già fare io per la mia salute?
I pazienti sono incoraggiati a cercare attivamente il dialogo con gli operatori sanitari e a prendersi il tempo per la discussione. Un rapporto di fiducia tra il paziente e l’operatore sanitario è una delle pietre miliari di un trattamento appropriato e di successo.
Se hai un’assicurazione di base con la franchigia ordinaria (fr. 300) puoi disdirla anche per il 30 giugno. In questo caso l’assicuratore malattia deve ricevere la disdetta entro il 31 marzo.
Per disdire l’assicurazione di base non è necessario avere la conferma del nuovo assicuratore. La disdetta può essere inoltrata anche se sei in cura e indipendentemente dalla tua età. I termini citati sono validi solo per l’assicurazione malattia di base obbligatoria e non per le coperture complementari che sono sottoposte al diritto privato (vedi Assicurazioni private).
Il comitato direttivo dell’ACSI si è espresso in favore della modifica della legge sul cinema sottolineando che le nuove norme favoriranno una maggiore produzione cinematografica svizzera e una maggiore varietà dell’offerta senza provocare forti aumenti dei prezzi degli abbonamenti di servizi streaming quali Netflix, Amazon Prime o Disney+. Nella loro comunicazione i referendisti sembrano parlare spesso a nome dei consumatori, per questo l’ACSI tiene a precisare che la votazione del 15 maggio va ben al di là di un ipotetico aumento del costo dei vari abbonamenti, punto su cui i contrari battono il chiodo. Si tratta in primo luogo di favorire il cinema svizzero (importante espressione della cultura delle varie regioni del paese) con regole analoghe a quelle in vigore nei paesi europei ristabilendo pure una parità di trattamento fra emittenti televisive svizzere (che già finanziano la produzione nazionale), servizi di streaming e TV estere che trasmettono pubblicità in Svizzera. Già attualmente i consumatori non sono al riparo da aumenti del prezzo di abbonamento delle varie piattaforme e nei paesi dove sono già in vigore norme analoghe non si è verificata una correlazione diretta fra prezzo dello streaming e obbligo di investire nella produzione locale.
L’ACSI, membro della Federazione svizzera dei pazienti, invita pure a sostenere la nuova legge sui trapianti. In genere l’ACSI è contraria al principio del consenso presunto ma in questo caso ritiene che gli interessi dei pazienti in attesa di un organo debbano prevalere. Tanto più che la volontà della persona defunta verrà comunque verificata attraverso il coinvolgimento dei congiunti che potranno rifiutare la donazione se sanno o ritengono che la persona in questione sarebbe stata contraria e che il prelievo di organi non sarà permesso se i famigliari non possono essere contattati. L’ACSI sottolinea l’importanza di spiegazioni chiare e di una campagna informativa capillare per fare in modo che le persone siano informate in modo preciso sui contenuti della nuova normativa e su come fare concretamente a esercitare il loro diritto di opporsi a una donazione di organi.
Dopo due anni di impegno nell’associazione pro-salute.ch, Sophie Michaud Gigon, segretaria generale della Fédération romande des consommateurs (FRC) e consigliera nazionale vodese, lascia la presidenza. Quando è entrata in carica, si è posta l’obiettivo di consolidare l’associazione nazionale appena fondata. Nel corso di questi due anni, pro-salute.ch ha assunto il ruolo di rappresentante degli interessi degli assicurati, dei pazienti e dei consumatori a livello nazionale. In qualità di alleanza, l’associazione ha preso parte a diverse audizioni delle commissioni parlamentari per la sicurezza sociale e la salute e definito posizioni comuni sulle questioni più attuali di politica sanitaria.
Felix Wettstein è il nuovo Presidente Sophie Michaud Gigon cede la presidenza di pro-salute.ch a Felix Wettstein, consigliere nazionale dal 2019 e membro della Commissione Finanze. Da oltre due decenni è docente presso la Fachhochschule Nordwestschweiz e la Hochschule für Soziale Arbeit di Olten dove si occupa di questioni che riguardano il finanziamento e la prevenzione della salute e dirige l’omonimo programma di Master. Wettstein è inoltre membro del consiglio di esperti Public Health Schweiz. Davanti all’assemblea generale ha riassunto la sua motivazione ad assumere la presidenza di pro-salute.ch affermando: “Noi pagatori di premi e noi contribuenti siamo di gran lunga il gruppo più numeroso fra coloro che sono toccati dalla politica sanitaria. Abbiamo un interesse comune per un miglioramento delle qualità e della la trasparenza e per l’eliminazione dei falsi incentivi finanziari. Ecco perché la nostra voce deve farsi sentire e essere ascoltata.”
pro-salute.ch: un’associazione nazionale che difende gli interessi di chi paga i premi e dei pazienti L’associazione pro-salute.ch è stata fondata da sei associazioni, che rappresentano i pazienti e i consumatori e le leghe sanitarie delle tre regioni linguistiche della Svizzera. Pro-salute.ch si è quindi posta l’obiettivo di affermarsi quale attore politicamente influente per la formazione di opinioni e la rappresentanza dei pazienti-assicurati nei confronti dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori, attori che sono molto ben organizzati. Al centro del lavoro comune delle sei organizzazioni continueranno a esserci lo scambio di idee, il coordinamento delle attività riguardanti la politica sanitaria e la mobilitazione di assicurati, pazienti e consumatori.
pro-salute.ch è particolarmente impegnata in favore di una maggiore trasparenza, semplicità e comparabilità di tariffe e prestazioni nel settore sanitario.
Membri fondatori di pro-salute.ch ACSI Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana FRC Fédération romande des consommateurs DVSP Dachverband Schweizerische Patientenstellen GELIKO Conferenza nazionale svizzera delle leghe per la salute Stiftung für Konsumentenschutz SPO Patientenorganisation
Se ho il Covid-19, posso recarmi al lavoro? Malgrado non vi siano obblighi di restare a casa, tanto per il Covid quanto per una normale influenza o altre malattie contagiose è opportuno restare a casa quando si presentano dei sintomi. È una questione di rispetto verso i colleghi di lavoro, oltre che di solidarietà verso le persone più vulnerabili.
Se presento dei sintomi, devo farmi testare? Chi paga il test? Il test non è più obbligatorio, ma rimane possibile e gratuito in caso di sintomi. I costi sono a carico proprio se invece si tratta di un test senza sintomi.
Se non mi reco al lavoro per Covid-19, devo esibire un certificato medico? È una scelta del datore di lavoro, ma le autorità raccomandano a questi ultimi di non esigere il certificato ed accontentarsi invece del risultato di un test positivo.
I giovani possono recarsi a scuola se positivi al Covid-19? In caso di sintomi devono restare a casa, se sono asintomatici, è una scelta individuale.
Posso ancora farmi vaccinare? Devo pagare per il vaccino? La vaccinazione resta possibile e gratuita.
A quali altre regole devo ancora fare attenzione? In Ticino resta obbligatoria la mascherina in ospedali e case per anziani. In questi luoghi è necessario rispettare scrupolosamente tutte le misure di protezione indicate.
Il concorso è aperto a tutte le mamme, ai papà, ai familiari e ai curanti. Lo scopo è di rendere visibile e dare valore all’esperienza della nascita, che per molti aspetti è considerata ancora un tabù, e restituirle la sua pluralità e ricchezza di senso, facendo emergere punti di vista diversi da quelli istituzionali o ufficiali.
Il bando di concorso e il formulario di partecipazione (nonché ulteriori informazioni) possono essere richiesti scrivendo a segreteria@nascerebene.ch. Le narrazioni sono da spedire in formato elettronico entro il 15 marzo 2022. La documentazione relativa al concorso può essere scaricata dai siti nascerebene.ch e generando.ch.
Gli autori/le autrici dei dieci scritti selezionati da un’apposita giuria saranno ammessi/e gratuitamente a un workshop di scrittura creativa tenuto dallo scrittore Flavio Stroppini. I testi saranno presentati nel corso di una serata pubblica e potranno essere raccolti in una pubblicazione.
Un risultato particolarmente rilevante se lo si combina con un’altra constatazione che avevamo già esaminato nella Bds 7 del 2020: in Ticino, di analisi di laboratorio, se ne fanno decisamente tante.
Nella newsletter si legge che “il Sorvegliante dei prezzi raccomanda che in futuro i prezzi delle analisi mediche che rientrano nell’assicurazione di base siano determinati sulla base di un confronto con altri Paesi, come già avviene per i medicamenti e i mezzi ausiliari medici”. Una posizione che trova d’accordo anche l’ACSI.
I risultati del confronto sono impietosi e mostrano la dimensione del problema. Come spiega la Sorveglianza dei prezzi nel suo comunicato: “Tutte le tariffe prese in considerazione sono più alte in Svizzera rispetto all’estero. In alcuni casi le differenze sono enormi. Per fare un esempio, un esame del sangue può arrivare a essere 31 volte più caro in uno studio medico svizzero rispetto a uno tedesco. L’analisi della creatinina a fini di screening, diagnostica o monitoraggio dell’insufficienza renale è 18 volte più cara nel nostro Paese in confronto alla Germania. Rispetto ai tre Paesi di riferimento (Francia, Germania e Paesi Bassi) le dieci analisi sono in media 2,3 volte più costose se effettuate in laboratori specializzati in Svizzera. Per quanto riguarda gli studi medici, le tariffe svizzere sono in media 4,5 volte più alte”.
Sostenuta dalle maggiori organizzazioni sanitarie svizzere insieme alle associazioni sportive e giovanili, l’iniziativa popolare federale “Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco” ha l’obiettivo di proteggerli dalla pubblicità per il tabacco che si rivolge in misura sempre maggiore proprio alle giovani generazioni. La maggior parte dei fumatori ha iniziato prima dei 18 anni, ciò fa aumentare le probabilità di dipendenza e di malattie a lungo termine. È dunque fondamentale che i giovani evitino questo vizio. È dimostrato che la pubblicità per il tabacco ha un grande impatto su di loro poiché sono particolarmente ricettivi alle promesse e ai sogni proposti dagli slogan pubblicitari. Le multinazionali dell’industria del tabacco adescano in modo mirato i giovani tramite la pubblicità, la promozione della vendita e la sponsorizzazione dei loro prodotti. Ecco perché sono presenti soprattutto a concerti, eventi e festival. Tutti sono d’accordo sul fatto che i minorenni non devono poter acquistare prodotti del tabacco, quindi sarebbe logico anche impedire che la pubblicità li raggiunga. È proprio quello che si prefigge l’iniziativa. La nuova legge sui prodotti del tabacco (che dovrebbe entrare in vigore a metà del 2023) introduce ulteriori divieti di pubblicità solo sui manifesti e al cinema: troppo poco per proteggere davvero i giovani.
Secondo quanto riportato dallo studio americano, non esistono casi documentati di medicamenti attualmente in commercio che si siano degradati fino a diventare tossici e causare danni alla salute perché consumati oltre la data di scadenza. Quel che potrebbe succedere è che il farmaco abbia un effetto ridotto, oppure che non abbia effetto del tutto. Naturalmente le condizioni di conservazione devono essere adeguate (non essere stati esposti a temperature molto calde o umidità) e devono essere nel loro imballaggio originale. E prudenza soprattutto con i medicamenti dalla composizione liquida o fluida.
Proprio su questo tema la trasmissione RSI “Patti Chiari” aveva dedicato un’emissione il 16 novembre 2012: dall’analisi di diversi medicamenti scaduti era infatti risultato che i principi attivi erano ancora efficaci (vedi www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari).
Consiglio ACSI Nelle nostre farmacie domestiche ci sono troppi medicamenti che scadono prima di essere terminati: il modo migliore per evitare sprechi è quello di acquistare solo i farmaci di cui si ha veramente bisogno e che si pensa di consumare in un limitato lasso di tempo. Accumulare medicamenti è del tutto inutile e il rischio è che molti restino inutilizzati.