Ogni riparazione riuscita non evita solo un rifiuto: può rinviare la produzione di un nuovo apparecchio, mantenendo in uso materiali, energia e lavoro già incorporati nel prodotto. Grazie all’impegno dei riparatori che collaborano con l’ACSI e dei volontari che gestiscono i Caffè Riparazione è stato possibile allungare la vita di 2’603 oggetti (per lo più piccoli elettrodomestici), evitando l’emissione di 62’472 kg di CO₂ equivalenti (gas serra). Sono anche stati risparmiati 260’300 kWh di energia grigia, la cui corrispondenza economica è di 72’103 franchi. Un calcolo prudenziale, che non comprende il risparmio di risorse (metalli, vetro e materie plastiche) né i costi per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento degli apparecchi, né il risparmio sul borsellino dei consumatori.
Grazie al Caffè Riparazione l’ACSI, in collaborazione con il Dipartimento del territorio, ha promosso il consumo responsabile e permesso a tutti di contrastare nel proprio piccolo l’obsolescenza programmata, uscendo dalla logica dell’usa e getta.
Sabato 17 ottobre – in previsione della Giornata internazionale della riparazione – si celebreranno i 10 anni del Caffè Riparazione con un programma dedicato all’economia circolare. Le consumatrici ed i consumatori sono invitati al Capannone di Pregassona in Via Ceresio 25, dalle 09.00 alle 13.00, per prendere parte a numerose attività, con torte e caffè/tè offerti:
Il Caffè Riparazione darà la possibilità di riparare piccoli elettrodomestici, oggetti di casa e giocattoli (portare anche il necessario per testare la riparazione come cavi, pile, lampadine, cialde…)
La Sartoria Sociale riparerà abiti e tessuti puliti
La Ciclofficina Miao si occuperà delle biciclette (portare anche eventuali pezzi di ricambio)
Il riparatore Juri Rotta si dedicherà ad orologi e pendole
Proiezione di foto e video d’archivio in dialogo con i protagonisti del Caffè Riparazione
Sarà presente anche un mercatino di abiti e giochi di seconda mano con l’Atelier Amélie e saranno proposti dei workshop creativi gratuiti per adulti e bambini con il progetto RiCircolo e con le sarte de La Sartoria Sociale (ricamo).
Chi lo desidera potrà portare la propria polizza di cassa malati per ricevere una consulenza individuale, gratuita e indipendente sui premi 2027: vale la pena cambiare cassa? Che possibilità ci sono per risparmiare? Non è necessario iscriversi, il progetto è in collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità.
La tendenza non si placa: gli assicurati vedranno il proprio premio LAMal aumentare anche nel 2027, dopo diversi anni di incrementi consecutivi. La situazione ticinese rimane molto critica: dopo aver superato Ginevra nel 2026, il Ticino resta il cantone con il premio medio più elevato del paese. Una fetta enorme della popolazione, quasi un terzo dei cittadini, fa già ricorso al sussidio cantonale (RIPAM), la cassa malati è una delle cause principali d’indebitamento e vi è un preoccupante aumento delle spese pubbliche legate ai morosi. Gli assicurati ticinesi restano in attesa dell’applicazione concreta delle iniziative approvate lo scorso anno, in particolare dell’Iniziativa per il 10%, appoggiata anche dall’ACSI.
Le due principali specificità ticinesi sono note: età media dei pazienti più elevata e forte densità di fornitori di prestazioni sanitarie. A questo proposito, una recente analisi della SUPSI ha messo in evidenza le eccezionali spese di fisioterapia in Ticino, superiori a quelle di tutti gli altri Cantoni, e che continuano a crescere ad un ritmo maggiore rispetto al resto del paese (+72% fra il 2017 e il 2023 in Ticino, +42% nello stesso periodo in Svizzera).
L’ACSI continua a sostenere la necessità di meglio controllare l’offerta e in particolare di interrompere il circolo vizioso degli incentivi sbagliati, che ricompensano quei fornitori di prestazioni che erogano un numero maggiore di cure e trattamenti. È altresì importante mantenere alto l’impegno a favore della qualità delle cure, come indicato da Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose.
Ci sono almeno due aree che potrebbero permettere risparmi importanti nel sistema sanitario elvetico: il prezzo dei farmaci e quello delle analisi di laboratorio. Per quanto riguarda i farmaci, in Svizzera ci troviamo a pagare i generici fra il 40 e il 50% in più rispetto alla media europea, come hanno dimostrato negli ultimi anni svariate indagini di Mister Prezzi. Anche i biosimilari sono del 25-30% più cari nel nostro paese, mentre gli originali sono sopra alla media europea del 15% circa. Le analisi di laboratorio sono carissime nel nostro paese. Mister Prezzi nel 2022 stimava che se le tariffe svizzere per i test di laboratorio venissero adeguate alla media UE, il nostro sistema sanitario risparmierebbe 1,5 miliardi di franchi all’anno. Poco è cambiato negli ultimi 4 anni.
Nonostante i pesanti e reiterati aumenti dei premi, Consiglio federale e Parlamento hanno preferito evitare polemiche, assecondando le potenti lobby degli attori della sanità e tradendo le aspettative degli assicurati, che continuano ad essere chiamati alla cassa senza avere voce in capitolo.
Cosa fare per far fronte all’aumento dei premi?
L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.
L’ACSI ripropone le consulenze gratuite sulla cassa malati aperte a tutta la popolazione: in sede (su appuntamento), al telefono o via e-mail, sono accessibili a tutti coloro che necessitano di un consiglio indipendente per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il servizio InfoConsumi a partire dall’8 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità saremo inoltre presenti sul territorio con 6 appuntamenti a Pregassona, Mendrisio, Porza, Locarno, Chiasso e Bellinzona.
Tutti i residenti in Svizzera devono avere un’assicurazione malattia obbligatoria (LAMal), detta anche assicurazione di base. La LAMal comporta il pagamento di un premio mensile (che può anche essere pagato su base annuale o semestrale). In caso di malattia, la LAMal si assume i costi (o una parte di essi). L’entità del premio da pagare dipende da svariati fattori, alcuni dei quali relativamente fuori dal proprio controllo (come per esempio, il cantone di residenza) e altri dei quali che sono invece legati a fattori che dipendono dalle scelte del paziente/assicurato. Vediamo di seguito quali sono le opzioni a disposizione degli assicurati per ridurre l’importo dei premi dovuti alla propria assicurazione LAMal.
1. Cambiare cassa malati
I premi da pagare per la LAMal sono differenti fra una compagnia di assicurazione e l’altra, e cambiano ogni anno (libero mercato). Altrettanti motivi per consultare ogni anno il calcolatore Priminfo, e valutare se sia il caso o meno di cambiare assicuratore. La forchetta fra una compagnia e l’altra è in molti casi superiore ai 1000 franchi all’anno, e confrontando le compagnie più care in assoluto con quelle meno care di tutte, supera solitamente i 2000 franchi. Ricordiamo che le prestazioni riconosciute sono assolutamente identiche fra tutte le compagnie. La Legge sull’assicurazione malattia (LAMal) e le relative ordinanze dettano il funzionamento della cassa malati di base, che non può cambiare fra una compagnia e l’altra. Nessuna compagnia ha la facoltà di rifiutare un assicurato, indipendentemente dalla sua situazione di salute. Il termine di disdetta è il 30 novembre, ma non fa stato il timbro postale, motivo per cui la lettera di disdetta deve giungere all’assicuratore entro quella data (meglio mandarla con molti giorni di anticipo!). La lettera di disdetta alla propria attuale cassa malati va spedita in contemporanea alla richiesta di adesione alla nuova cassa malati nella quale si desidera spostarsi. Su Priminfo sono disponibili delle lettere modello.
2. Alzare la franchigia
La scelta della franchigia ottimale dipende dai costi sanitari di ogni assicurato. La franchigia minima è di 300 franchi, quella massima di 2500. In funzione della franchigia, varia anche il premio da pagare. Le persone in salute che non fanno uso di molte prestazioni sanitarie, dovrebbero mantenere la franchigia a 2500 franchi al fine di risparmiare sul costo del premio. Chi ha spese sanitarie (che rientrano nella copertura LAMal) annuali indicativamente dai 2000 franchi in su (circa), dovrebbe invece optare per una franchigia di 300 franchi. Le franchigie intermedie non sono consigliate. È buona prassi tenere da parte i soldi necessari per la copertura della franchigia (rispettivamente 300 o 2500 franchi) in modo da non ritrovarsi in difficoltà in caso di emergenze. Ad ogni buon conto, alle persone in salute con spese sanitarie non elevate che hanno una franchigia a 300 franchi, si consiglia di alzare la franchigia a 2500 franchi per ridurre l’entità del premio.
3. Scegliere modelli alternativi
In cambio della rinuncia al libero accesso a tutti i fornitori di prestazioni sanitarie operanti in una determinata regione, molte casse malati offrono sconti sui premi. Sta ad ogni assicurato/a valutare i modelli che più si adattano a lui o lei. Per esempio, i modelli medico di famiglia, impongono all’assicurato di rivolgersi sempre in prima istanza al proprio medico generico e solo in seguito, eventualmente, ad uno specialista. I modelli di tele-medicina impongono invece di telefonare ad un call-center della propria cassa malati prima di recarsi da uno specialista. Esistono innumerevoli altre opzioni, quello che conta è leggere attentamente le condizioni e capire a quali limitazioni ci si sottopone al fine di ottenere lo sconto. Per chi sottoscrive un modello alternativo ma poi viola le regole sono previste sanzioni.
4. Rinunciare alla copertura infortuni
Chi è salariato e lavora almeno 8 ore la settimana è assicurato per gli infortuni presso il datore di lavoro. Presentando una semplice dichiarazione scritta nella quale figura che si è già assicurati, si può rinunciare alla copertura infortuni nella LAMal. Chi è salariato e non lo fa, in sostanza paga un premio inutilmente più alto.
5. Sospendere il pagamento in caso di servizio militare, civile o di protezione civile
Chi presta servizio militare, civile o di protezione civile per oltre 60 giorni consecutivi può sospendere l’assicurazione obbligatoria perché beneficia già della copertura dell’assicurazione militare.
6. Richiedere il sussidio cantonale
È possibile verificare se si ha diritto al contributo del Cantone per ridurre il proprio premio di cassa malati. Di norma in Ticino il formulario per la richiesta viene spedito automaticamente a chi ha beneficiato del sussidio l’anno precedente, e a chi risulta (in base alla tassazione) che abbia diritto di beneficiarne. Per verificare se si fa parte degli “assicurati con una condizione economica modesta” che hanno diritto al RIPAM (Riduzione dei premi dell’assicurazione malattia), si può utilizzare un simulatore online.
Ricordiamo che tutto questo riguarda l’assicurazione di base. Per quanto concerne le assicurazioni complementari, sono facoltative e a discrezione di ogni singola persona.
L’ACSI offre un servizio di consulenza sulle casse malati che da informazioni soprattutto sulle possibilità di risparmio previste dalla LAMal. Grazie a un accordo con il Dipartimento sanità e socialità, il servizio di consulenza, dal 1° luglio 2010 è aperto a tutti, soci e non soci. Contatti: lu-ve 8.30-11.30 tel. 091 922 97 55 (selezionare tasto 1).
Ulteriori consigli e informazioni sono reperibili sul sito di Priminfo.
Nuovo capitolo nella saga Letterdata-Margot Brands: stavolta si spera l’ultimo. Come riportato oggi dai media, Letterdata ha annunciato la chiusura di tutti i fascicoli e l’interruzione delle richieste di pagamento.
I consumatori coinvolti sono stati infatti avvisati ieri sera da Letterdata con un’e-mail che riporta anche che tutti i dati personali saranno cancellati in conformità con l’Ordinanza svizzera sulla protezione dei dati. Positiva la promessa di cancellare i dati personali dei consumatori truffati; fa piacere che, dopo tante contestazioni, l’azienda abbia finalmente deciso di applicare la protezione dei dati.
Si tratta di un’importante vittoria delle organizzazioni dei consumatori come l’ACSI, che si è subito adoperata per difendere le consumatrici e i consumatori da questa truffa. Abbiamo raccontato la saga in due differenti episodi di “Storie da InfoConsumi”. La segretaria generale ACSI Antonella Crüzer ne aveva anche parlato a Il Quotidiano.
Ricordiamo il problema in sintesi: negli ultimi mesi, migliaia di persone in Svizzera hanno ricevuto fatture e solleciti di pagamento per presunti abbonamenti ai siti web di SwissNovaChat o SwissNovaCare, società controllate da Margot Brands, con sede a Hong Kong. Tuttavia, le persone coinvolte non si erano mai abbonate a nulla. La truffa era insidiosa: chi protestava riceveva presunte prove, come indirizzi IP e orari di accesso, per aumentare la pressione. In seguito alle minacce di Letterdata di intraprendere azioni legali, molte vittime hanno ceduto per paura e hanno pagato centinaia di franchi per servizi mai utilizzati.
La procura di Svitto sta attualmente indagando su Letterdata in relazione alla vicenda.
Ti sembra di non essere sufficientemente informato/a su questo argomento per poterne parlare con gli adolescenti? Il sito nicotinefree.ch fa per te.
“Informazioni affidabili e consigli concreti per capire i prodotti e le questioni che li riguardano, aprire il dialogo e agire in base al proprio ruolo. Non occorre essere specialisti per affrontare l’argomento. Scegliete lo spazio che fa per voi e trovate rapidamente le informazioni e i consigli di cui avete bisogno.”
Di facile lettura e comprensione, il portale aiuta a capire le differenze fra i vari prodotti. Inoltre, permette di risolvere eventuali dubbi su affermazioni più o meno scientifiche. È stato creato da Dipendenze Svizzera.
È una presenza sempre più insidiosa online: quella dei siti-truffa, spesso finti siti di e-commerce, ai quali si arriva anche da pubblicità proposte sui social. Convinti di effettuare acquisti o di abbonarsi ad un servizio, i consumatori vengono derubati dai truffatori che hanno creato i finti siti. Come fare a riconoscerli?
Ecco qualche consiglio:
• Se acquisti da siti ben conosciuti con una buona reputazione, tutto quello che devi fare è assicurarti di essere sul sito vero, e non una copia (è sufficiente leggere la barra dell’indirizzo e controllare che sia scritto correttamente: per esempio, www.acsi.ch e non www.aacsi.ch).
• Se ti trovi su un sito che non conosci e stai cercando di capire se sia affidabile o meno, la prima cosa da fare è cercare i dati di contatto e verificare se siano plausibili e corretti. Se non ci sono o sono incompleti, occorre prudenza.
• Dai un’occhiata alle condizioni generali (CG). Contengono informazioni esaustive sull’azienda? Sembrano complete e chiare? Se le CG sono assenti o incomplete: campanello d’allarme.
• Puoi fare un’acquisto molto piccolo, senza fornire i dati della tua carta di credito ma utilizzando un altro metodo di pagamento (una carta prepagata con poco denaro, una carta temporanea, o un intermediario come Paypal). Se l’acquisto piccolo va a buon fine, puoi effettuare l’acquisto più grande in un secondo momento.
• Qualche ricerca su Google con parole chiave potrebbe aiutarti a trovare esperienze positive o negative di altri utenti che hanno usufruito del medesimo sito. Se ce ne sono tante negative, attenzione. Un altro segnale di rischio è se non si trova praticamente nulla e nessuno parla del sito in questione.
• Per informarti su un’azienda, prova a vedere se esiste nell’Indice centrale delle ditte. Se non si trova: possibile campanello d’allarme.
• Segnala le truffe all’Ufficio federale della cibersicurezza, tramite l’apposito modulo.
Di seguito un articolo apparso su La borsa della spesa: