L’assalto alla Svizzera delle piattaforme cinesi dell’ecommerce
30 Aprile 2025
La rubrica di Aldo Rossi (aldo.rossi2024@outlook.com).
Uno studio dell’Università di San Gallo, dal quale ho estrapolato i dati che seguono, fornisce interessanti indicazioni sullo sviluppo dell’ecommerce in Svizzera per il 2024, evidenziando innanzitutto che i consumatori svizzeri, facendo i loro acquisti su internet, sono diventati sempre di più dei turisti della spesa. Il commercio via web lo scorso anno ha raggiunto un volume record di 18 miliardi di franchi – cifra che corrisponde al 17,3% degli acquisti fatti nei negozi fisici – e il volume degli acquisti dal 2021 è così salito del 20,8%. Interessante è inoltre notare che nel 52,4% dei casi gli acquisti sono stati fatti tramite smartphone.
Uno studio dell’Università di San Gallo, dal quale ho estrapolato i dati che seguono, fornisce interessanti indicazioni sullo sviluppo dell’ecommerce in Svizzera per il 2024, evidenziando innanzitutto che i consumatori svizzeri, facendo i loro acquisti su internet, sono diventati sempre di più dei turisti della spesa. Il commercio via web lo scorso anno ha raggiunto un volume record di 18 miliardi di franchi – cifra che corrisponde al 17,3% degli acquisti fatti nei negozi fisici – e il volume degli acquisti dal 2021 è così salito del 20,8%. Interessante è inoltre notare che nel 52,4% dei casi gli acquisti sono stati fatti tramite smartphone.
A mostrare una crescita significativa nell’ecommerce, sempre per quel che riguarda le preferenze dei consumatori svizzeri, sono state le piattaforme cinesi come Temu. A guidare il gruppo è sempre Amazon, seguita da Galaxus, Zalando, dall’appena citata Temu e da Digitec. La quota di mercato di Temu, che è stata creata nel 2022, lo scorso anno in Svizzera ha raggiunto il 4,6%, mentre Zalando, specializzata nell’abbigliamento e relativi accessori, è la piattaforma che ha perso di più, con un calo delle vendite del -4,7%. Tra Aliexpress, Shein, Wish e Temu, risulta che tre delle piattaforme cinesi di ecommerce figurano fra le dieci che spiccano per essere quelle preferite dai consumatori di casa nostra. Stando ad altri dati, per ciò che concerne il confronto tra le piattaforme cinesi stesse, Temu fa la parte del leone con il 47% degli articoli acquistati dalla Svizzera, contro il 20% di Aliexpress e il 16 di Shein.
Ecco dunque spiegato il crescente turismo degli acquisti che caratterizza il comportamento dei consumatori svizzeri sulle vie del web, turismo che comprende tutte le tipologie di prodotti, compresi i biglietti per i voli in aereo e i viaggi all’estero. Cosa che non fa che accrescere una mia preoccupazione, come peraltro avrete potuto capire quando in questa mia rubrica ho parlato dei siti cinesi che si dedicano all’ecommerce. Ovvero che spesso e volentieri – se non addirittura troppo spesso, mi verrebbe da aggiungere – gli articoli che vengono proposti da Temu e compagnia bella parrebbero essere di qualità perlomeno dubbia e quindi, in non pochi casi, carenti in materia di sicurezza.
Magari sono solo io ad avere dubbi in proposito, ma una sana prudenza è sempre d’obbligo, quando si fanno i propri acquisti online, considerando che i pericoli nascosti possono portare a conseguenze decisamente spiacevoli, se qualcosa non va per il verso giusto quando si utilizzano determinati tipi di prodotti.