L’ACSI sostiene la nuova legge sull’Id-e
04 Settembre 2025
Il 28 settembre saremo chiamati a votare sulla nuova legge che introduce l’Id-e, cioè un documento d’identità digitale messo a disposizione dallo Stato.
Perché si torna a parlare di Id-e?
Forse qualcuno ricorderà che nel 2021 il Popolo aveva già bocciato un progetto simile. Allora, l’Id-e sarebbe stata gestita da aziende private e molti, compresa l’ACSI, avevano espresso timori per la protezione dei dati.
Oggi la proposta è cambiata: è la Confederazione stessa a rilasciare l’identità elettronica e ne è responsabile. In altre parole: la gestisce lo Stato, non un’azienda.
Come si userà
L’Id-e sarà custodita in un’applicazione sul telefono. Potrà servire in varie situazioni pratiche:
- ordinare un estratto del casellario giudiziale senza andare allo sportello;
- dimostrare in modo semplice di avere più di 18 anni (per esempio per un acquisto online o per entrare in un locale se il gestore offrirà questa possibilità di verifica);
- aprire un conto bancario o firmare contratti senza spedire fotocopie di documenti.
Chi cambia o perde telefono dovrà chiedere una nuova Id-e, così da ridurre il rischio di furti di identità.
E se non mi fido o non ho lo smartphone?
È importante dirlo chiaramente: l’uso dell’Id-e non sarà obbligatorio. Chi preferisce continuare a fare le cose come sempre – con carta e documenti allo sportello – potrà farlo. Tutti i servizi dello Stato rimarranno disponibili anche in forma tradizionale.
In più, l’Id-e sarà gratuita per chi vive in Svizzera.
Cosa cambia per i cittadini
Un aspetto che sta a cuore all’ACSI è la protezione della privacy. La legge prevede che vengano comunicati solo i dati strettamente necessari. Ad esempio: se un negozio deve verificare l’età, riceverà solo l’informazione “sì, questa persona ha più di 18 anni”, senza altro.
In pratica, con l’Id-e si condividono meno informazioni che mostrando la carta d’identità.
Perché l’ACSI sostiene il progetto
Per noi consumatori, avere un documento digitale pubblico e sicuro è meglio che lasciare il campo libero alle grandi aziende private, che già oggi raccolgono molti dati sulle nostre vite. L’Id-e permette di semplificare certe pratiche senza rinunciare alle alternative tradizionali, rafforza la sicurezza dei dati e mantiene la libertà di scelta.
Per queste ragioni l’ACSI raccomanda di votare SÌ alla legge sull’Id-e.