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La Cartella Sanitaria Elettronica (CSE) rappresenta una ripartenza necessaria

20 Novembre 2025

Il Consiglio federale ha annunciato che la Cartella informatizzata del paziente (CIP) verrà consegnata alla storia. L’ACSI vede positivamente la creazione di un unico sistema centralizzato gestito da Confederazione e Cantoni, che permetterà di migliorare l’efficacia delle cure e darà maggiore accesso ai pazienti ai propri dati sanitari.

La Cartella informatizzata del paziente (CIP) non sta funzionando come dovrebbe. Dopo circa 10 anni, ancora stenta a prendere piede fra problemi legati a costi imprevisti e ad una gestione troppo complessa per studi medici e ospedali. Solo una minoranza della popolazione svizzera ne usufruisce.

Il reset voluto dal Consiglio federale con la nuova CSE (Cartella Sanitaria Elettronica) pare dunque un passo necessario. L’ACSI vede con favore una maggior centralizzazione e semplificazione, con lo Stato che si prenderà maggiori responsabilità anziché affidarsi a differenti fornitori privati in concorrenza fra loro. Un altro cambiamento positivo è rappresentato dalla semplificazione dell’adesione al sistema per i pazienti. La CSE verrà automaticamente aperta per ogni cittadino dai 14 anni in sù. Sarà sempre possibile opporsi e chiedere di chiudere la propria CSE e cambiare idea quando si vuole, riaprendola o richiudendola. Attualmente invece aprire la CIP richiede una procedura relativamente complessa. Da notare che al momento del lancio della CSE, attualmente previsto fra il 2029 e il 2030, tutti coloro che hanno una CIP se la vedranno convertire in automatico al nuovo sistema.

Per l’ACSI la creazione di uno strumento efficace di questo tipo è importante. Uno dei diritti fondamentali dei pazienti è infatti quello di poter accedere alle proprie cartelle mediche. Questi documenti sono tuttavia conservati dagli operatori sanitari (ospedali, medici, farmacisti,…). Per accedere alle informazioni il paziente deve fare esplicita richiesta scritta e non sono purtroppo rari i casi in cui il diritto di accesso ai propri dati è reso difficoltoso.

Un sistema come la CSE permetterà anche il miglioramento della qualità dei processi di cura e una maggiore sicurezza dei pazienti. I professionisti della salute potranno accedere facilmente ai documenti trovando rapidamente informazioni importanti. Crescerà così la certezza di una diagnosi e di una terapia corrette e si ridurrà il rischio di decisioni sbagliate. L’accesso facilitato alle informazioni dovrebbe anche permettere di evitare trattamenti inutili o ridondanti, contribuendo anche al contenimento dei costi sanitari.

L’infrastruttura tecnica della CSE sarà gestita dalla Confederazione, così come il registro con i nomi delle persone che hanno deciso di non partecipare. Ma saranno i Cantoni a gestire l’apertura delle cartelle e a rilevare le opposizioni. Spetterà a ospedali, medici, farmacisti e altri professionisti fungere da punto di contatto e fornire supporto e servizi di assistenza.

L’efficacia del nuovo sistema dipenderà però concretamente da come verrà progettato e messo in atto. Visto che si tratta di una necessità per i pazienti e che questo dossier procede piuttosto a rilento da molti anni, l’ACSI spera che la nuova svolta decisa dal governo permetta un cambio di passo e la creazione di una soluzione davvero efficace.

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