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Appello al Governo e al Parlamento ticinese per l’urgente applicazione dell’iniziativa per il 10% 

10 Dicembre 2025

Numerosi assicurati stanno ricevendo in questi giorni la comunicazione da parte dell’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) di un decurtamento del sussidio per la cassa malati. L’ACSI lancia l’allarme.

L’ACSI osserva con acuta preoccupazione la situazione finanziaria estremamente precaria nella quale versa una parte sempre più consistente delle consumatrici e dei consumatori ticinesi, il cui reddito disponibile è stato eroso negli ultimi anni dai pesanti aumenti dei premi della cassa malati obbligatoria.

Dal 1. gennaio 2026 i premi della cassa malati obbligatoria saranno in Ticino i più cari di tutta la Svizzera, con un aumento medio del 7,1%. In termini di spesa, gli assicurati ticinesi pagheranno un premio che si situa per gli adulti tra il meno caro, di 401.75 Fr. al mese (Regione 2, franchigia 2’500 Fr, senza infortunio, Helsana modello BeneFit PLUS Medico di famiglia R1) e il più caro in assoluto, di 821.35 Fr. (Regione 1, franchigia 300 Fr, con infortunio, Swica modello di base).

Chi nel tempo ha cercato di ottimizzare il proprio premio agendo sulle uniche leve disponibili quali il cambiamento del modello, della franchigia o della cassa malati, ha potuto certamente risparmiare, ma si trova comunque confrontato con un premio mensile che è spesso troppo elevato rispetto alle proprie entrate.

Questo a causa di salari stagnanti, affitti che hanno subito forti aumenti negli anni, rincari sui trasporti e numerose speculazioni di cui sono vittime i consumatori svizzeri e contro le quali l’ACSI si batte regolarmente per contrastare “l’isola dei prezzi alti”. I premi di cassa malati sono ormai da tempo la seconda causa di indebitamento nella popolazione ticinese.

A ciò si aggiunge una situazione particolarmente allarmante: numerosi assicurati segnalano di aver ricevuto la comunicazione da parte dell’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) di un sussidio di cassa malati per il 2026 inferiore a quello attuale. Ricordiamo che è possibile far ricorso entro 30 giorni dalla decisione, sebbene difficilmente ciò potrà cambiare l’esito che dipende dalle scelte finanziarie del Cantone.

L’ACSI chiede quindi al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio del Canton Ticino l’applicazione urgente dell’iniziativa per il 10%, largamente approvata alle urne lo scorso 28 settembre. Inoltre, essendo cresciuto il numero delle persone che ha diritto al sussidio di cassa malati e ne ha fatto richiesta, l’ACSI ritiene inaccettabile una riduzione dell’ammontare dei sussidi disponibili, che andrebbero semmai estesi.

Le consumatrici ed i consumatori ticinesi sono il motore dell’economia locale. Non chiedono la carità, ma una difesa del loro potere d’acquisto.

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