Aumento della franchigia minima: un doloroso e inutile cerotto
25 Marzo 2025
Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha approvato la mozione di Esther Friedli che chiede di innalzare la franchigia minima per le casse malati. I promotori sostengono che verrà incoraggiata la responsabilità individuale e potrà inoltre essere contenuto l’aumento dei premi. L’ACSI critica aspramente questa misura che colpirà i pazienti e le persone più vulnerabili, quando occorrerebbero invece riforme sostanziali.
Rispetto ai cittadini della maggioranza degli altri paesi europei, gli svizzeri sono tra coloro che pagano di più di tasca propria, fra franchigia e partecipazione ai costi. Le spese sanitarie delle quali dovranno farsi direttamente carico è destinata tuttavia ad aumentare ulteriormente in futuro. Quando e di quanto, dovrà stabilirlo ora il Consiglio federale, dopo che il Parlamento ha approvato la misura a larga maggioranza.
L’ACSI lo giudica un tentativo di mettere un cerotto al sistema sanitario che è destinato a non portare lontano. I promotori dell’innalzamento della franchigia minima sostengono che in questo modo l’aumento dei premi potrà essere meglio contenuto. Se però i pazienti-assicurati dovranno pagare di più direttamente di tasca loro, questo presunto vantaggio sui premi servirà a poco.
Questa misura andrà ovviamente a penalizzare i malati cronici, gli anziani e tutte quelle persone che sono costrette a tenere la propria franchigia al livello minimo. Viene così messo a rischio il principio di solidarietà e si crea inoltre il pericolo che alcuni pazienti rinuncino a trattamenti necessari (finendo poi col generare costi ancora maggiori in un secondo momento). Già oggi si stima che una persona su cinque in Svizzera rinunci a trattamenti medici necessari per motivi economici.
Occorrerebbe affrontare il problema dei costi della sanità con misure incisive ed efficaci sul lungo periodo, quali per esempio:
- L’introduzione di un sistema di prezzi di riferimento per i farmaci generici e fuori brevetto. In generale in Svizzera il costo dei farmaci è nettamente più elevato che nei paesi confinanti e da tempo le organizzazioni dei consumatori chiedono misure per renderli più economici
- Maggiori controlli indipendenti sulle fatture mediche ed ospedaliere
- Lotta alla sovramedicalizzazione riducendo i trattamenti non necessari, lo spreco dei farmaci ed evitando una sovra-offerta di prestazioni sanitarie
Questi temi sono stati trattati nella trasmissione RSI 60 minuti di lunedì 24 marzo 2025, alla quale ha partecipato la segretaria generale ACSI Antonella Crüzer.