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No al rimborso dei farmaci acquistati all’estero: pazienti ancora penalizzati

18 Settembre 2025

Il Consiglio degli Stati ha respinto di misura una mozione che chiedeva di permettere, ad alcune precise condizioni, il rimborso di farmaci acquistati all’estero. Ancora una volta il Parlamento sceglie di proteggere i margini di guadagno degli operatori del settore a discapito dei pazienti.

 

No al rimborso dei farmaci acquistati all’estero. La mozione di Marcel Dobler già approvata dal Nazionale col beneplacito del governo è stata affossata dal Consiglio degli Stati di stretto margine, 23 voti a 19.

Eppure la proposta era moderata e ragionevole. Veniva chiesta una modifica legislativa per fare in modo che l’assicurazione obbligatoria rimborsasse i medicamenti o i mezzi ausiliari acquistati da clienti privati all’estero, ma solo a precise condizioni. Innanzitutto, i farmaci non potevano essere spediti per posta. Inoltre, il medicamento acquistato doveva essere omologato in Svizzera e doveva essere stato prescritto da un medico svizzero. Infine, il farmaco doveva obbligatoriamente essere venduto ad un prezzo più economico rispetto al prezzo praticato in Svizzera.

Gli Stati hanno però preferito tutelare gli interessi di alcuni operatori del settore, per timori legati al turismo degli acquisti. Il problema è che in Svizzera farmaci identici a quelli venduti nei paesi confinanti possono costare in alcuni casi anche 5 volte tanto (basti pensare che i generici, in media, costano circa il doppio in Svizzera): una situazione inaccettabile, che fa capire come nel nostro paese i margini di guadagno sui medicamenti siano eccessivi.

L’ACSI, che aveva difeso la misura anche in fase decisionale tramite pro-salute.ch, si rammarica di questa occasione persa.

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