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Petizione: si riprenda lo studio sui PFAS

14 Gennaio 2026

La scienza e la medicina sanno troppo poco sugli effetti sulla salute dei PFAS e di altre sostanze chimiche. Ciononostante, il Consiglio federale ha annullato lo scorso autunno uno studio pianificato a lungo termine per motivi di bilancio. Questo malgrado i costi della ricerca siano poco rilevanti se paragonati a quelli generati dalla dispersione di queste sostanze nell’ambiente.

Altolà alla ricerca: costa troppo. Meglio rimanere all’oscuro, anziché approfondire le nostre conoscenze sull’impatto dei PFAS sulla salute e sulla loro diffusione nell’ambiente. La decisione della politica mette a rischio la salute della popolazione, per un risparmio tutto sommato contenuto se paragonato ai costi generati dalla diffusione di queste sostanze.

Il grande studio svizzero sulla salute sarebbe costato 240 milioni di franchi spalmati su un lungo periodo di 20 anni. Si tratta di un importo ragionevole. Basti pensare che, secondo le stime attuali, la Svizzera dovrà spendere circa 26 miliardi di franchi per decontaminare i siti fortemente contaminati da PFAS. Per non parlare dei costi sanitari. Secondo le stime emerse da un rapporto commissionato dal Consiglio federale nel 2019 su questo tema, i costi sanitari sono fra 1 e 1,6 miliardi di franchi all’anno. Meglio spendere per la ricerca, piuttosto che spendere per cercare di riparare ai danni in un secondo momento! Senza dati e conoscenza, non è possibile proteggere adeguatamente la salute pubblica.

I PFAS rappresentano un grosso rischio: queste sostanze chimiche “perenni” (hanno una degradazione estremamente lenta) sono sempre più diffuse nell’ambiente. Interferiscono con le funzionalità di fegato, reni e tiroide, possono impattare il metabolismo e indeboliscono il sistema immunitario. E possono essere cancerogene.

I nostri colleghi della Konsumentenschutz hanno lanciato una petizione nelle tre lingue nazionali su Campax. Firmala per esortare il governo a tornare sui suoi passi a proposito di questa decisione affrettata, al fine di tutelare la salute della popolazione.

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