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Volevi un divano, ti trovi un’assicurazione…e hai ceduto i tuoi dati

27 Novembre 2024

Conforama e i broker assicurativi di Wefox hanno attivato da un paio d’anni una collaborazione, sulla quale hanno indagato i nostri colleghi della FRC. Sostanzialmente, i clienti di Conforama vengono convinti a fissare un appuntamento con un consulente Wefox in cambio di un buono sconto da utilizzare per trasporto e montaggio presso Conforama. L’ACSI invita a pensarci bene prima di accettare.

Il funzionamento è il seguente: ai clienti di Conforama, viene proposto un buono sconto del valore generalmente di 100 franchi. Per ottenerlo, bisogna però prendere appuntamento con un broker assicurativo della ditta Wefox. Non vi è un impegno a sottoscrivere alcuna polizza, l’impegno è soltanto quello di ascoltare le proposte. Dove sta dunque il problema? Ce n’è più di uno.

Innanzitutto, quando si va per acquistare un mobile, non si ha necessariamente voglia di ricevere proposte assicurative. Secondariamente, il reale valore di questi buoni è (come spesso accade), discutibile. Varrà “davvero” la cifra indicata nei fatti? In più, per poter approfittare del buono, visto che si tratta di un buono utilizzabile solo per trasporto e montaggio, occorrerà comunque acquistare qualcosa da Conforama.

I fattori che più infastidiscono l’ACSI di questa operazione sono però altri due: prima di tutto, si tratta di un ennesimo trucco per carpire i dati dei consumatori, che troppo spesso non si rendono conto del valore dei propri dati; in secondo luogo, siamo di fronte ad un escamotage per aggirare le recenti norme sulle chiamate a freddo degli assicuratori.

Per quanto concerne i dati personali: contattata dalla FRC, Wefox non ha voluto dare alcuna garanzia su cosa viene fatto di questi dati. Non vi è dunque da stupirsi se si riceveranno in futuro telefonate moleste o e-mail di SPAM, da qualche altra compagnia alla quale Wefox ha ceduto i dati.

Per quanto riguarda invece l’aggiramento del divieto delle chiamate a freddo, la questione è semplice: con questa esca, si convince il consumatore a dare il permesso di essere contattato. A quel punto, non si tratta più di chiamate a freddo.

L’ACSI consiglia di non cedere i propri dati personali (in particolare i dati di contatto) troppo facilmente, onde evitare di essere bersagliati in futuro da SPAM e telefonate indesiderate. L’ACSI consiglia inoltre di non sopravvalutare il valore di buoni e altre esche, che spesso servono proprio per “pescare” il consumatore, ignaro pesciolino, e non danno vantaggi così significativi.

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