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Trasferire i costi senza ottenere risparmi: no all’adeguamento della franchigia

23 Giugno 2026

L’ACSI insieme all’Alleanza delle organizzazioni di difesa dei consumatori (ACSI, FRC e Konsumentenschutz) si oppone categoricamente all’aumento della franchigia minima a 400 franchi e al meccanismo di adeguamento automatico proposto dal Consiglio federale. Queste misure non consentiranno alcuna riduzione dei costi sanitari, limitandosi invece a trasferirli sui pazienti. Una posizione espressa anche durante la procedura di consultazione e sostenuta da oltre 17’000 firme raccolte in poco più di un mese.

Gli assicurati sono chiamati a sborsare in futuro ancora più denaro di tasca propria per coprire le spese sanitarie. Il Consiglio federale prevede infatti un aumento da 300 a 400 franchi della franchigia minima nel 2029, seguito da ulteriori incrementi negli anni successivi secondo un meccanismo prestabilito in base all’andamento dei costi sanitari.

Anziché ridurre i costi, questa riforma colpisce i malati cronici trasferendone una percentuale maggiore su di loro. Eppure queste persone non hanno scelta: dovranno comunque recarsi dai professionisti della salute. Se qualcuno deciderà di rinunciare a cure necessarie, questo non farà che aumentare la spesa sanitaria in seguito. Le malattie la cui diagnosi o trattamento vengono rimandati, portano generalmente a procedure più costose e complesse in un secondo momento.

Per contenere gli aumenti dei costi della sanità, occorre aggredire con decisione i problemi profondi: prezzi dei farmaci troppo elevati, tariffe ingiustificate, trattamenti inadeguati o inutili, mancato coordinamento delle cure, sovrabbondanza di assicuratori malattia. Il problema è che ogni attore del settore difende strenuamente i propri interessi. La politica, per accontentare le differenti lobby, non prende da anni decisioni incisive ma si limita a proporre cerotti o trasferimenti di costi sui pazienti.

Il Ticino vive una situazione particolarmente critica dal punto di vista dei costi sanitari, con aumenti dei premi di cassa malati superiori alla media nazionale dovuti anche a un problema di sovraofferta, che genera sovraconsumo, come a fattori strutturali, tra i quali una popolazione più anziana. Questa riforma andrà a gravare in modo insostenibile sugli assicurati che sono già al limite delle loro possibilità: più di un ticinese su tre oggi deve fare ricorso alla RIPAM, strumento che sarà messo ancor più sotto pressione dall’aumento della franchigia.

L’ACSI esorta quindi il Consiglio federale ad abbandonare questa riforma, bloccando l’aumento della franchigia minima ed eliminando il meccanismo di adeguamento automatico, come oltre 17’000 persone hanno richiesto firmando la petizione lanciata dalla Konsumentenschuzt, tra le quali oltre 1’000 assicurati della Svizzera italiana.

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