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A proposito dei dazi sugli invii di piccolo valore

03 Agosto 2026

La rubrica di Aldo Rossi del mese di agosto.

Lo scorso 1. luglio nell’Unione europea è entrato in vigore un dazio doganale di 3 euro per i pacchi dal valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi che non appartengono alla stessa UE. L’obiettivo è di arginare l’ondata di invii causata da chi acquista merci soprattutto in Asia e in particolare in Cina, su shop online quali Shein, Temi e AliExpress. La decisione è stata presa su pressione delle aziende europee che devono sottostare a criteri di qualità e sicurezza più stringenti rispetto a quelli applicati in Cina e non solo, dove fornitori e venditori possono quindi applicare prezzi ben più bassi, anche a scapito delle tutele dei lavoratori. In precedenza gli invii provenienti dall’Asia era esenti da dazi proprio per il ridotto valore delle merci e degli articoli che contenevano e contengono.

Nel 2025, stando ai dati pubblicati dalla Commissione Europea, nei Paesi dell’UE sono giunti qualcosa 5,9 miliardi di pacchi di piccolo valore, ossia 16 milioni al giorno, in gran parte spediti dalla Cina. Il dazio di 3 euro, fra l’altro, non riguarda l’invio nel suo complesso, ma viene applicato a ogni articolo che vi è contenuto e figura nei documenti della spedizione, se appartenente a una diversa categoria merceologica.

Ogni anno milioni di invii con merce di poco valore giungono anche in Svizzera ed ecco che il tema dell’applicazione di una tassa doganale ad hoc è stato anche affrontato dal Consiglio nazionale e da quello degli Stati. Siamo ancora alle fasi preliminari, per così dire, e quindi non si può dire ora se e quando entreranno in vigore misure come quelle applicate nell’Unione europea. È però facile presumere che prima o poi accadrà.

Comunque, dazi o non dazi supplementari la questione principale, per quel che riguarda articoli provenienti dall’Asia e in particolare dalla Cina, è quella legata alla sicurezza dei prodotti. Infatti, difficilmente a un prezzo molto basso corrispondono criteri di qualità e appunto sicurezza che corrispondano a quelli pretesi giustamente in Europa e in Svizzera. E che dunque sono regolati da specifiche leggi e norme. Pensiamoci e pensateci, quando facciamo i nostri acquisti negli shop online.

Un tema che comunque è anche caro alla Commissione europea, la quale lo scorso 20 luglio ha inflitto una multa di ben 550 milioni di euro ad AliExpress per non aver valutato e ridotto in modo adeguato i rischi legati alla vendita di prodotti illegali, non rispondenti alle norme di sicurezza oppure contraffatti.

Aldo Rossi (aldo.rossi2024@outlook.com)

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