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Azione collettiva e accesso alla giustizia per tutti? Non in Svizzera

15 Settembre 2025

Nonostante l’evidente necessità di agire, oggi il Consiglio degli Stati ha definitivamente bloccato l’introduzione dell’azione legale collettiva, senza nemmeno discuterla. Per i consumatori e le piccole medie imprese l’accesso alla giustizia rimane limitato.

Il Consiglio federale lo aveva già chiarito a suo tempo in un rapporto: esiste una lacuna giuridica in Svizzera per i casi che coinvolgono contemporaneamente un grande numero di persone o piccole medie imprese. Il motivo è che in questi casi le procedure legali sono troppo costose e rischiose per essere affrontate singolarmente. L’introduzione dell’azione legale collettiva avrebbe rappresentato una soluzione, permettendo alle parti lese di unirsi.

Ritardare, rinviare, rifiutare
Per dodici anni, le organizzazioni di difesa dei consumatori ACSI, FRC e Konsumentenschutz si sono battute per l’introduzione dell’azione collettiva. Ma la proposta è stata continuamente rinviata e rimbalzata dalle commissioni al Parlamento. Sebbene le relazioni effettuate sul tema non rilevino effetti negativi, oggi il Consiglio degli Stati ha definitivamente respinto la proposta. Ed è sconcertante notare che il Parlamento non abbia nemmeno voluto discutere il disegno di legge.

“L’inerzia del Parlamento è inaccettabile. Anziché entrare in materia, è stata rifiutata ogni proposta di collaborazione con argomentazioni a dir poco assurde. Sebbene la necessità di agire sia evidente, i politici tergiversano da oltre dodici anni, abbandonando i consumatori a se stessi”, ha criticato Antonella Crüzer, segretaria generale dell’ACSI.

A farne le spese sono i consumatori e le PMI
Le pratiche abusive delle aziende restano impunite senza un’azione collettiva: i costi rimangono a carico delle vittime. Il tema è scottante anche per le piccole medie imprese: siccome in Svizzera non è possibile intentare azioni collettive, oltre 400 hotel elvetici hanno recentemente avviato un procedimento nei Paesi Bassi contro la piattaforma di prenotazione Booking.com. Un esempio che dimostra ancora una volta che le vittime oggi hanno una sola opzione: tentare un procedimento legale all’estero, dove il successo è tuttavia incerto.

Le organizzazioni dei consumatori continuano a occuparsi del tema
Oggi il Parlamento ha chiuso la porta al progetto di legge voluto dal Consiglio federale. Tuttavia, l’ACSI, la FRC e la Konsumentenschutz non si arrendono e stanno già cercando nuove modalità per contribuire a far sì che si arrivi ad una svolta per l’azione collettiva in Svizzera. L’obiettivo rimane chiaro: la giustizia deve essere accessibile a tutti.

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