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Calpestati i diritti dei consumatori: su internet e a Palazzo federale

14 Marzo 2026

Interfacce ingannevoli, truffe e furti di dati sono all’ordine del giorno in Svizzera, dove i consumatori sono meno protetti rispetto ai vicini europei. Eppure a Berna, anziché agire con determinazione regolamentando il mercato digitale, si preferisce tagliare la Commissione federale del consumo, dopo 60 anni di attività low cost.

Il 15 marzo di ogni anno ricorre la Giornata mondiale dei diritti dei consumatori. Per le organizzazioni dei consumatori di tutto il mondo è l’occasione per ricordare quali sono questi diritti e fare in modo che tutti gli attori del mercato si impegnino per rispettarli e/o farli valere. Fu il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy a precisare nel 1962 i primi quattro diritti fondamentali: alla sicurezza, all’informazione, di scelta e di essere sentiti.

Quanto sono garantiti questi diritti nel 2026?

Il bilancio dell’ACSI è impietoso: la sicurezza dei consumatori è messa a repentaglio da attività criminali sempre meglio concepite e anche la sicurezza dei prodotti non è più scontata, con innumerevoli importazioni gestite da intermediari fuori controllo (dropshipper) e tonnellate di merci rischiose ordinate quotidianamente da piattaforme molto controverse.

Nell’era della disinformazione, della manipolazione democratica e del marketing ingannevole il diritto all’informazione e alla trasparenza andrebbe notevolmente rafforzato con un inquadramento chiaro per l’uso dell’intelligenza artificiale.

Per quanto riguarda la libertà di scelta, l’ACSI può solo constatare quanto sia sfruttata a svantaggio del consumatore, tramite l’utilizzo di filtri e personalizzazione per gonfiare i prezzi oppure proponendo un’offerta talmente ampia da disorientare, impedendo di scegliere con cognizione di causa.

E il diritto di essere sentiti, purtroppo, vale soprattutto per chi ha i mezzi per farsi valere: l’ACSI in questo ambito offre un aiuto prezioso alle proprie socie e ai propri soci.

Considerando gli ulteriori diritti conquistati dai consumatori nel tempo il risultato è deprimente: il diritto di soddisfare i bisogni fondamentali (essere curati ad esempio, ma a che prezzo?!), il diritto alla riparazione dei torti (il Parlamento ha negato, dopo 10 anni dalla sua approvazione, l’introduzione dell’azione legale collettiva che avrebbe permesso di prevenire le frodi di massa) e il diritto a un ambiente sano e a una buona qualità di vita (si sta purtroppo sgretolando sotto la minaccia dei cambiamenti climatici).

E non è tutto. Una proposta attualmente in consultazione suscita in particolare il nostro rammarico, segnando questo 15 marzo come uno dei momenti più bassi per le consumatrici ed i consumatori della Svizzera italiana: il Consiglio federale vuole sacrificare la Commissione federale del consumo (CFC), creata nel 1965, sull’altare delle misure di risparmio.

L’ACSI è da sempre membro attivo della CFC insieme alle altre organizzazioni nazionali di difesa dei consumatori (5 membri), ad esponenti di associazioni di categoria (5 membri) e ad esperti del mondo scientifico (5 membri). La composizione tripartita della CFC favorisce lo scambio d’informazioni e garantisce un lavoro approfondito e ponderato, che rappresenta gli interessi di tutti i settori coinvolti. In quanto organo esterno ed indipendente dall’amministrazione federale, la CFC ha dimostrato a più riprese la sua utilità, fornendo raccomandazioni puntuali, risposte a consultazioni e anticipando i grandi temi trattati in seguito dalle Camere e dagli uffici federali.

Qualora la soppressione venisse confermata, i consumatori della Svizzera italiana perderebbero la loro voce a Berna, in un contesto sempre più complesso, difficile e incerto, che richiederebbe sostanziosi investimenti anziché il misero stralcio di 40’000 Fr. all’anno.

Da notare: L’ACSI è tra i promotori, con l’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori, dell’Iniziativa internet, lanciata pochi giorni fa con l’obiettivo di contrastare illegalità e insidie imponendo responsabilità concrete a piattaforme online, motori di ricerca e sistemi di IA.

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