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Cosa cambia nella nuova piramide alimentare?

19 Novembre 2024

Le autorità svizzere hanno aggiornato la piramide alimentare, uno strumento fondamentale per comprendere i bisogni nutrizionali della popolazione adulta. Questo nuovo modello non solo incorpora le più recenti scoperte scientifiche, ma riflette anche l’importanza della sostenibilità e dei cambiamenti nei modelli di consumo. Ne abbiamo parlato con la dietista e nutrizionista Diana Panizza Mathis nell’ultimo numero de La borsa della spesa.

In questo viaggio alla scoperta della nuova piramide alimentare, abbiamo chiesto supporto alla dietista Diana Panizza Mathis, che sottolinea subito come le nuove raccomandazioni non tengano conto solo della composizione nutrizionale degli alimenti, ma anche dell’impatto ambientale, delle abitudini della popolazione e dell’accettabilità dei cibi. La piramide, rivolta alla popolazione adulta in buona salute, viene letta dal basso verso l’alto: alla base si trovano gli alimenti da privilegiare, mentre in cima quelli da limitare. Questa struttura è stata sviluppata dall’Ufficio per la sicurezza alimentare e la veterinaria (USAV), in collaborazione con la Società svizzera di nutrizione (SSN) e un team del Centro ospedaliero universitario di Vaud (CHUV).

Le principali novità
Una delle principali novità della nuova piramide alimentare è l’incoraggiamento al consumo di alimenti freschi rispetto a quelli ultra-trasformati. La nutrizionista Diana Panizza Mathis ci spiega che la nuova piramide raffigura per lo più prodotti non confezionati, facilitando il collegamento diretto tra ciò che si vede e ciò che si consuma realmente. Questo cambiamento è accompagnato dalla rimozione dei marchi, favorendo un approccio più legato alla realtà delle scelte alimentari quotidiane che all’affezione personale ai brand. Un altro aspetto cruciale della nuova piramide è l’integrazione del concetto di sostenibilità. Le fonti proteiche vegetali, come lenticchie, ceci e fagioli, ora sono poste sullo stesso livello delle proteine animali, segnalando la necessità di ridurre il consumo di carne, specialmente quella rossa. Questi legumi non solo sono una valida fonte proteica, ma apportano anche carboidrati e fibre, elementi preziosi per la salute. Panizza Mathis evidenzia che, sebbene in alcune culture i legumi siano consumati regolarmente, nella Svizzera italiana c’è ancora strada da fare per integrarli pienamente nelle abitudini alimentari. “I legumi sono dei vegetali che hanno un impatto basso sulle risorse idriche e che ora vengono coltivati anche in Svizzera, come è il caso di lenticchie e ceci” ricorda la nutrizionista. Anche il consumo di pesce è stato riconsiderato nella nuova piramide, a causa delle problematiche legate alla pesca eccessiva. Si raccomanda quindi di ridurre il consumo di specie sovrasfruttate, preferendo pesci più piccoli e meno impattanti a livello ambientale, come le sardine o le acciughe, rispetto a salmone e tonno. Tra i cambiamenti più rilevanti figura invece l’eliminazione dei succhi di frutta dalla piramide. Anche secondo Panizza Mathis, questi non apportano gli stessi benefici della frutta intera, essendo meno ricchi di fibre e più calorici a parità di quantità.

Il dibattito sulla carne rossa
La rimozione della carne rossa dall’immagine della piramide ha suscitato diverse reazioni. Organizzazioni come Greenpeace e Proviande si sono espresse in merito: da un lato, si lamenta che la piramide non abbia spinto abbastanza verso la sostenibilità, mentre dall’altro, si critica una presa di posizione troppo severa contro la carne. La nutrizionista precisa che la carne rossa non va eliminata del tutto, bensì limitata. Le raccomandazioni suggeriscono di consumare carne, inclusa quella bianca, solo 2-3 volte alla settimana, in porzioni moderate. “È importante variare le fonti proteiche nel corso della settimana” afferma la dietista, “e rappresentarle tutte visivamente aiuterebbe a trasmettere il messaggio corretto. Ognuno di questi alimenti fornisce al nostro corpo delle sostanze differenti. La carne di manzo, ad esempio, apporta il doppio del ferro rispetto a tofu o pesce, quindi un consumo occasionale non va demonizzato”. Un dettaglio che infine ci sembrava curioso della nuova piramide alimentare è la posizione del caffè, che è stato inserito alla base, insieme all’acqua. Panizza Mathis chiarisce che, fino a tre tazze al giorno, il caffè può essere considerato parte dell’assunzione giornaliera di liquidi, poiché non apporta energia come altre bevande zuccherate. Tuttavia, ribadisce che l’acqua resta la bevanda più importante e che bisognerebbe privilegiare l’acqua del rubinetto, non solo per i costi ridotti ma anche per evitare l’inquinamento generato dalle bottiglie di plastica.

Le abitudini alimentari degli svizzeri
La nuova piramide alimentare sempre secondo Panizza Mathis sembra non solo riflettere l’evoluzione delle conoscenze scientifiche, ma anche “tentare di correggere alcune abitudini alimentari attuali, soprattutto per quanto riguarda il consumo eccessivo di carne”. I dati forniti dall’Ufficio federale per la sicurezza alimentare mostrano che, sebbene le raccomandazioni vadano verso un aumento del consumo di proteine vegetali, molte persone non hanno ancora adottato pienamente questo modello. “È cruciale continuare a educare soprattutto le giovani generazioni sui principi di una corretta alimentazione, puntando anche sull’aspetto conviviale e sul piacere legato ai pasti”.

Un approccio pratico e sostenibile
Panizza Mathis sottolinea infine che mangiare bene non richiede necessariamente competenze culinarie avanzate o molto tempo. “Bere acqua a sufficienza e consumare ogni giorno le porzioni consigliate di frutta e verdura sono già un ottimo punto di partenza”, spiega. Integrare abitudini alimentari sane, regolare attività fisica e un riposo adeguato costituisce la base di uno stile di vita che favorisce la salute e il benessere a lungo termine. La nuova piramide alimentare, quindi, non è solo una guida per migliorare la salute, ma un invito a prendersi cura di sé e del pianeta attraverso scelte alimentari più consapevoli e sostenibili.

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