La verità viene a galla: le fatture dell’azienda Obligo vanno seriamente indagate
25 Giugno 2026
La Fédération romande des consommateurs (FRC) ha presentato la terza denuncia penale contro Obligo SA, società svizzera nota per l’emissione di fatture lungamente contestate. Il caso di una vedova che si è vista recapitare delle fatture indubbiamente false ha riacceso l’indignazione verso queste pratiche ingannevoli, combattute da anni anche dall’ACSI.
L’esperienza di una socia della FRC è la goccia che fa traboccare il vaso. La signora, vedova dal 2017, è stata chiamata dalla Obligo SA a saldare diverse fatture per dei presunti abbonamenti sottoscritti dal marito nel 2025, quindi 8 anni dopo la sua morte. Un caso emblematico, che indica una volta per tutte quanto siano lontane dall’avere un fondamento giuridico valido le richieste della Obligo SA e dei suoi partner. Finora la FRC si è vista respingere ogni accusa nei loro confronti: la giustizia ha classificato come “errori isolati” i numerosi casi segnalati nel tempo.
Anche l’ACSI è confrontata da oltre un decennio con le segnalazioni di consumatrici e consumatori spaventati da questo genere di fatture, che impongono il pagamento di servizi e abbonamenti mai stipulati consapevolmente. Un fenomeno che negli ultimi anni ha visto un aumento esponenziale dei casi e che si caratterizza per una marcata incongruenza dei dati presentati in fattura. Tra le segnalazioni, ad esempio, il caso di una persona domiciliata nel luganese da 40 anni che ha ricevuto una fattura al domicilio dei genitori in Leventina, oppure il caso di un dipendente delle FFS che avrebbe – secondo la Obligo – stipulato per uso privato un abbonamento per servizi pornografici utilizzando il numero intestato al datore di lavoro. L’ACSI ha seguito anche i casi di diversi minorenni, tra i quali addirittura dei 13enni, presi di mira da questo genere di pratiche.
Senza dimenticare che molti consumatori, sotto pressione per i modi intimidatori utilizzati o per la vergogna legata al collegamento con dei servizi pornografici, pagano inizialmente senza protestare.
Oltre a contestare i metodi non trasparenti dell’azienda con sede legale nel Canton Svitto, ci interroghiamo sulla provenienza delle informazioni utilizzate per identificare i pretesi abbonati.
L’ACSI seguirà da vicino l’evoluzione della procedura penale avviata dalla FRC e auspica che il Ministero pubblico possa finalmente fare luce sul modo con il quale Obligo SA e i suoi clienti commerciali entrano in possesso di ingenti quantità di dati sensibili delle consumatrici e dei consumatori svizzeri.