L’ACSI dice no all’iniziativa “200 Fr. bastano”: è uno sconto ingannevole
03 Febbraio 2026
L’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera Italiana (ACSI) invita a lottare contro lo smantellamento del servizio pubblico radiotelevisivo e a respingere l’iniziativa “200 franchi bastano” in votazione il prossimo 8 marzo.
Uno “sconto ingannevole”
I promotori insistono sul risparmio che la massiccia riduzione del canone porterebbe a cittadini e aziende, ma non dicono che cosa si perderebbe. Per l’ACSI si tratta dell’ennesimo “sconto ingannevole”: per avere 100 franchi di risparmio all’anno (meno di 30 centesimi al giorno) le consumatrici ed i consumatori della Svizzera italiana ci rimetterebbero tantissimo. Il rischio di una riduzione dell’offerta in lingua italiana è concreto come anche la perdita di copertura mediatica sul territorio e di trasmissioni dedicate non solo all’informazione dei consumatori, ma anche alla loro formazione culturale e all’intrattenimento. Per sostituire questa preziosa offerta ci si ritroverebbe in balia dei grandi colossi esteri finendo con lo spendere di più, per avere di meno e di minor qualità.
Per la Svizzera italiana un clamoroso autogol
Il Ticino paga 50 milioni di canone radiotelevisivo e grazie alla chiave di riparto favorevole ne riceve indietro quasi 5 volte tanti da Berna, ovvero 230 milioni. Le ricadute positive sul territorio sono indiscutibili. Votare a favore dell’iniziativa equivarrebbe a un clamoroso autogol soprattutto per il Ticino, ma anche per le Valli del Grigioni italiano che attualmente beneficiano del lavoro della RSI e della sua presenza capillare.
Alle consumatrici e ai consumatori serve informazione oggettiva
Il lavoro svolto dalla RSI in materia di informazione dei consumatori è insostituibile. A fronte di pratiche commerciali scorrette, mancanza di trasparenza e trappole di vario genere l’informazione indipendente, verificata e pluralista è l’unica arma dei consumatori. E ci permette di esercitare il nostro ruolo di attori economici razionali e responsabili. Le scelte che siamo chiamati a fare tutti i giorni sono diventate sempre più numerose e complesse. Senza il servizio pubblico, le consumatrici e i consumatori si ritroverebbero in una posizione più vulnerabile, nonostante l’impegno costante della nostra associazione, che svolge un’attività informativa complementare a quella della RSI.
Nell’era dell’informazione digitale e delle fake news serve un porto sicuro
Il paesaggio mediatico attuale si caratterizza per un moltiplicarsi di piattaforme digitali, che amplificano senza filtri fonti e informazioni false. Gli algoritmi delle piattaforme non sono governati dal desiderio di trasmettere un’informazione attendibile. In questo contesto, la presenza di un punto di riferimento sicuro quale il servizio pubblico radiotelevisivo è sempre più indispensabile. Non di meno, sia la SSR che la RSI sono aziende tenute a considerare le critiche e l’ACSI non ha mai mancato di far notare imprecisioni e punti di miglioramento. Se cadrà il servizio pubblico non sarà più possibile migliorarlo.
Il servizio pubblico è necessario per la coesione nazionale e il corretto funzionamento della democrazia
La Svizzera è un paese speciale, una cosiddetta “Willensnation”, caratterizzata dalla presenza di quattro lingue nazionali e dalla democrazia semi-diretta. Si tratta di un sistema che per funzionare correttamente necessita di un servizio pubblico che abbia i mezzi per lavorare bene. È proprio grazie a questo attore fondamentale se le realtà regionali possono essere rappresentate, anche in ambito culturale e sportivo.
La riduzione del canone è già in atto
Il costo del canone radio-tv è già in calo da molti anni. L’ultima riduzione è avvenuta nel 2021, con il passaggio da 365 a 335 franchi. Come deciso dal Consiglio federale, entro il 2029 il costo scenderà a 300 franchi. Il carico delle aziende è a sua volta destinato a ridursi ulteriormente. Dal 2027, l’80% delle aziende non pagherà più il canone, che verrà richiesto di fatto soltanto a quelle più grandi. Una riduzione graduale e gestibile per la SSR è quindi già in atto, ma ciò non viene tenuto in considerazione dai promotori dell’iniziativa, che vogliono in realtà assestare un duro colpo al servizio pubblico per ragioni molto meno limpide.
Per tutti questi motivi l’ACSI raccomanda alle consumatrici e ai consumatori della Svizzera italiana di non lasciarsi ingannare e di difendere il servizio pubblico l’8 marzo, evitando quello che sarebbe un incredibile autogol per le nostre regioni periferiche e un danno per il paese intero.
L’ACSI invita anche tutte le consumatrici ed i consumatori a partecipare sabato 7 febbraio, alle ore 15.00, alla manifestazione popolare “Uniti per una RSI forte e indipendente”, che si terrà a Bellinzona (partenza stazione FFS).