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Per il rimborso delle cure dentarie

22 Maggio 2026

Per l’ACSI la salute dentale non può essere né un lusso né una prestazione accessoria: si tratta di una componente essenziale del benessere delle persone. Garantire l’accesso alle cure significa non solo ridurre le disuguaglianze, ma anche sostenere il potere d’acquisto e costruire un sistema sanitario più preventivo, efficiente e sostenibile per tutti.

Il 14 giugno 2026 la popolazione ticinese sarà chiamata a esprimersi sull’iniziativa popolare “Per il rimborso delle cure dentarie”. Si tratta di una proposta che mira a introdurre un sistema di copertura pubblica per le cure dentarie di base, integrandole in modo più strutturale nel sistema sanitario e superando l’attuale situazione in cui la salute orale è, nella maggior parte dei casi, esclusa dalla LAMal e interamente a carico dei pazienti.
L’iniziativa nasce da una constatazione ormai diffusa: la salute dentale continua a essere una delle principali “lacune” del sistema sanitario svizzero. Nonostante premi di cassa malati tra i più elevati al mondo, le cure dentarie di base restano in gran parte non coperte, creando una forte disuguaglianza nell’accesso alle prestazioni.
In Ticino, come in altre regioni della Svizzera, una parte della popolazione rinuncia a visite e trattamenti per ragioni economiche. Questo fenomeno è particolarmente marcato rispetto alla media nazionale e riguarda soprattutto i redditi medio-bassi. Le conseguenze non si limitano al disagio individuale. La rinuncia alle cure preventive porta spesso a situazioni più gravi, con infezioni, complicazioni e patologie che richiedono interventi urgenti e più invasivi. In questi casi, il costo complessivo per il sistema sanitario aumenta, mentre la qualità di vita delle persone peggiora.
Il modello proposto si basa su un principio di solidarietà: il finanziamento delle cure dentarie verrebbe garantito attraverso contributi proporzionali al reddito, condivisi tra lavoratori, datori di lavoro e settore pubblico. L’obiettivo è rendere le cure più accessibili, rafforzare la prevenzione e ridurre le rinunce dovute a motivi economici.

Perché l’ACSI sostiene l’iniziativa
L’ACSI ha sempre promosso trasparenza, equità di trattamento e accesso alle cure. Il sostegno all’iniziativa è innanzitutto una questione di principio: la salute dentale non può continuare ad essere considerata un ambito separato rispetto al resto delle cure mediche. Molte segnalazioni da parte di consumatrici e consumatori mostrano che questa lacuna resta ancora oggi una realtà concreta e percepita come ingiusta.
Rendere le cure dentarie e la prevenzione più accessibili significa intervenire prima che i problemi si aggravino. La prevenzione non è solo una questione sanitaria, ma anche economica: evitare complicazioni significa ridurre interventi d’urgenza, ospedalizzazioni e costi indiretti che ricadono sull’intera collettività.

Un sistema più orientato alla prevenzione favorirebbe anche il ricorso alle strutture e ai professionisti presenti sul territorio, con ricadute positive in termini di qualità, trasparenza e controllo. Questo ridurrebbe inoltre il fenomeno delle cure effettuate all’estero, che può creare difficoltà sia sul piano della continuità della terapia sia nella risoluzione di eventuali controversie tra pazienti e professionisti del settore.

Un altro aspetto centrale riguarda l’evoluzione dei costi delle cure dentarie. Negli ultimi anni, le prestazioni odontoiatriche di base hanno conosciuto aumenti significativi, che non sempre vengono percepiti come pienamente giustificati dai pazienti. L’ACSI ritiene quindi importante aprire una riflessione anche sul tema della trasparenza e della regolazione dei prezzi, affinché il sistema resti sostenibile.

Particolarmente innovativo è il modello di finanziamento proposto dall’Iniziativa, che prevede contributi proporzionali al reddito. Questo approccio rafforza il principio di solidarietà sociale e mira a distribuire in modo più equo il peso delle cure, alleggerendo in particolare il ceto medio-basso. Secondo l’ACSI, si tratta di un elemento potenzialmente significativo anche in prospettiva futura, perché potrebbe offrire spunti interessanti per eventuali riforme più ampie del sistema sanitario, inclusa la LAMal.

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