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Premi 2026: l’emergenza non si placa. Serve un tetto massimo

23 Settembre 2025

Nel 2026 con il 7,1% di aumento il Ticino sarà il Cantone con i premi di cassa malati più alti di tutta la Confederazione. L’incremento medio a livello nazionale è del 4,4%. Anche nei Grigioni i premi cresceranno leggermente più della media, ossia del 5,5%. La volata dei premi, sempre più insostenibile per ampie fasce della popolazione, può essere arrestata in Ticino sostenendo l’Iniziativa per il 10% in votazione questa domenica.

I costi della sanità continuano a salire e di riflesso anche i premi, benché vi sia una sproporzione criticabile: i premi aumentano più dei costi. In Ticino il cocktail esplosivo dato dalla popolazione over 65 più elevata della Svizzera e da un’eccezionale densità di fornitori di prestazioni continua a produrre di anno in anno aumenti molto superiori alla media nazionale. L’anno prossimo sarà superata la soglia dei 500 Fr. di premio medio mensile, il che significa che alcune casse avranno premi ancora più cari. Il sussidio cantonale (RIPAM), del quale beneficia già un/una ticinese su tre, non basta più nella sua forma attuale. Di fronte a quella che è ormai una vera e propria emergenza, l’ACSI auspica il potenziamento di questo strumento, attraverso l’Iniziativa per il 10%.

Oltre a rispondere all’emergenza contingente, è necessario intervenire a livello cantonale e federale per un contenimento dei costi della sanità sul lungo periodo. Le strade da percorrere sono note e molteplici: occorre controllare l’offerta, rimuovendo gli incentivi sbagliati che spingono i fornitori di prestazioni a fare sempre di più e per prezzi sempre più alti, favorire il coordinamento delle cure e responsabilizzare i pazienti informandoli e sensibilizzandoli. L’ACSI prosegue l’impegno iniziato nel 2017 all’interno di Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose.

Parallelamente, devono essere forniti ai pazienti gli strumenti per un controllo efficace delle fatture, che non sono affatto presentate in un linguaggio comprensibile. L’ACSI, attraverso il suo nuovo servizio InfoPazienti, constata che continuano ad esserci abusi con fatture non corrispondenti alle prestazioni erogate (addirittura con visite mai avvenute). È fondamentale inoltre continuare a perseguire l’obiettivo della riduzione del prezzo dei farmaci, attraverso un uso sempre maggiore dei generici e dei biosimilari, ma anche attraverso una riduzione dei margini di guadagno sui medicamenti (più elevati rispetto a molti altri paesi europei). L’ACSI si rammarica in questo senso dell’ennesimo segnale di immobilismo del Parlamento, che ha recentemente respinto una mozione che avrebbe consentito dei risparmi.

Cosa fare per far fronte all’aumento dei premi?

L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.

L’ACSI ripropone le consulenze telefoniche e via e-mail gratuite sulle casse malati aperte a tutta la popolazione, per chi necessita di consigli indipendenti per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il  servizio InfoConsumi a partire dal 6 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità saremo inoltre presenti sul territorio con 6 appuntamenti a Pregassona, Mendrisio, Biasca, Porza, Locarno e Bellinzona.

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