Storie da InfoConsumi: Suiza o España?
03 Maggio 2025
Cassarate o San Sebastián? Parcheggiare a Lugano e ricevere uno scontrino in spagnolo con l’IVA del 21%…uno scherzo per i turisti? Un invito a sognare mete lontane? O un modo originale per accogliere i numerosi visitatori dell’immobile Cassarate Lago?
Niente di tutto ciò: la società amministratrice da noi interpellata, ci ha risposto che si è trattato di un “evidente errore umano” da parte della ditta, forse basata in Spagna, fornitrice della cassa automatica. Minimizzando un poco ha asserito che per il consumatore in fondo nulla cambia: la tariffa pagata dalla nostra gentile consumatrice che ci ha fatto la segnalazione è e rimane di 4 franchi. Poco importa se l’IVA ammonta a fr. 0.69 o a fr. 0.27! Ma cosa avranno pensato le moltissime persone che frequentano tutti i giorni il parcheggio con soste più o meno lunghe? La proprietà conta infatti, oltre gli appartamenti, anche la Migros, diversi negozi, una farmacia, degli studi medici, alcuni uffici, una banca, un salone di bellezza, un chiosco e diversi ristoranti.
Di ben altro parere l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) di Berna che, in un’accurata risposta alla nostra segnalazione, conferma che la locazione di aree per il parcheggio dei veicoli non destinate all’uso comune (in sostanza i parcheggi di proprietà privata per i quali si paga un affitto) è di principio imponibile con l’aliquota normale dell’8,1% ai sensi dell’art. 21 cpv. 2 nr. 21 lett. C LIVA e non di certo con l’IVA spagnola del 21%. Una loro scrupolosa verifica si è quindi resa necessaria. Lo scontrino non era conforme alla Legge federale sull’imposta sul valore aggiunto che non ammette un’aliquota estera sul territorio svizzero.
Difficile immaginare che l’IVA del 21% sia davvero stata versata alle autorità spagnole così come è improbabile che all’AFC siano arrivati cts. 0.69 invece di cts. 0.27. Quel che è certo è che ai contabili della società che gestisce la suddetta proprietà, considerata anche l’importante affluenza giornaliera nel posteggio, spetteranno gli straordinari per correggere nella contabilità e nei registri questo “piccolo errore umano”. Alla nostra attenta socia rimane il dubbio più semplice e concreto: quanto le sono costati realmente i 76 minuti di parcheggio?
Nel frattempo, la cassa automatica è stata sistemata e gli scontrini riportano l’IVA svizzera con prezzi talmente aumentati che ora il parcheggio lo si trova sempre! Forse che a pagare il prezzo del piccolo errore umano sia di nuovo il consumatore?