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Una petizione vuole dire basta alle tariffe di roaming

19 Agosto 2025

Una petizione pubblicata su Campax che chiede l’abolizione delle tariffe di roaming sta raccogliendo un numero considerevole di adesioni. Quasi 700 firme sono arrivate dalla versione in lingua italiana. A ormai 8 anni dall’abolizione dei costi aggiuntivi all’interno dell’UE, i consumatori svizzeri continuano a dover affrontare questo grattacapo ogni volta che si recano all’estero. I promotori chiedono che venga negoziato un accordo con l’UE.

Se dal 2017 nell’UE i cittadini possono spostarsi all’interno di tutti gli stati membri ed utilizzare i loro smartphone senza costi aggiuntivi, lo stesso non può dirsi per i consumatori elvetici. Anche alcuni stati non membri dell’UE, come Norvegia, Liechtenstein e Islanda, sono stati integrati nel regolamento UE sul roaming. 

La situazione per gli svizzeri è comunque migliorata negli ultimi anni, grazie anche all’impegno dell’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori. Fino ad alcuni anni fa, il servizio InfoConsumi dell’ACSI veniva contattato da persone che si ritrovavano bollette esorbitanti da parte degli operatori telefonici, di centinaia, o in alcuni casi persino migliaia di franchi, al rientro dalle proprie vacanze all’estero. 

Con l’aggiornamento della Legge sulle telecomunicazioni avvenuto nel 2020, perlomeno le casistiche più estreme sono state consegnate alla storia. Anche se si è resa necessaria una lunga trattativa con Salt, culminata con una lettera aperta firmata da ACSI, Konsumentenschutz e FRC nel 2021, affinché quest’ultima si adeguasse nei fatti alle nuove norme. 

Al giorno d’oggi, i consumatori elvetici  hanno diversi strumenti per evitare questi salassi: gli abbonamenti telefonici con dati e chiamate per l’estero inclusi, i pacchetti dati da acquistare al bisogno (che per legge devono avere una validità di 12 mesi) e i limiti di spesa che possono liberamente impostare nel proprio account al fine di evitare che una volta raggiunta una certa cifra, possano continuare a venire addebitati ulteriori costi sulla fattura telefonica del mese corrente. 

Rimane però la questione di fondo: in un modo o nell’altro, per uno svizzero utilizzare lo smartphone all’estero per effettuare chiamate o navigare su internet continua a comportare dei costi aggiuntivi. 

Inoltre, bisogna spesso fare i conti con complicazioni e perdite di tempo per riuscire ad utilizzare il proprio telefono cellulare quando si passa dalla Svizzera ad un paese UE. 

Senza contare i grattacapi per chi abita in zone di confine e si trova sbalzato fra la linea svizzera e quella del paese confinante.

Malgrado l’argomento sia già stato sollevato da alcune mozioni parlamentari, per ora nulla di sostanziale si muove a Berna. Nel 2023, la deputata del Centro Elisabeth Schneider-Schneiter, aveva chiesto in una mozione che un accordo sul roaming venisse integrato nel pacchetto di trattative tra la Svizzera e l’UE. 

Più recentemente, lo scorso 19 giugno, Fabian Molina del PS ha depositato un’altra mozione intitolata “Allineare la Svizzera al regolamento sul roaming dell’UE”, che chiede al Consiglio federale di avviare dei negoziati con l’UE.

La speranza è che prima o dopo l’integrazione nel roaming UE avvenga per davvero. 

Intanto però, è possibile firmare la petizione in lingua italiana.

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