Per favore, non facciamo più la figura dei citrulli…
05 Marzo 2026
Aldo Rossi invita con la sua rubrica del mese di marzo ad essere diffidenti e non cascare facilmente in truffe e raggiri.
Mi chiedo francamente come ci si possa cascare ancora. Davvero. All’InfoConsumi dell’ACSI nelle prime settimane dell’anno è arrivata una segnalazione di un negozio di gioielli situato a Lugano che per gli acquisti online offriva sconti imperdibili per imminente cessazione dell’attività. Successivamente, con un ampio servizio, a questo caso ha dedicato la sua attenzione anche la trasmissione della RSI «Patti Chiari». Tutto falso, ma non ciò che aveva evidenziato il nostro socio all’InfoConsumi e neppure quanto è stato eviscerato nei dettagli da «Patti Chiari». Falso era il negozio di gioielli che stava per chiudere bottega e falsissimi erano gli sconti, come era del tutto falsa la possibilità di ricevere la merce ordinata e pagata in internet. Eppure, su quel sito qualche segnale che avrebbe dovuto destare l’attenzione di un consumatore attento c’era. Prezzi in euro, frasi in francese inframmezzate a quelle in italiano e il contatto email che non portava da nessuna parte avrebbero dovuto mettere sull’attenti chi invece nella truffa è caduto per davvero.
Per favore, verificate sempre quel che avete sotto gli occhi, quando vi vengono presentati offerte e sconti mirabolanti. L’ho già scritto anche a proposito di certe pubblicità che circolavano e continuano a circolare nel panorama di Faceebook, per esempio. Io ho continuato a segnalarle a Facebook, quando mi sono apparse davanti, e molte di queste sono state eliminate perché non promuovevano altro che truffe. Magari per piccole somme, che sommate le une alle altre possono però costituire un gruzzolo tutt’altro che disprezzabile per gli imbroglioni di turno.
Già non ne mancano di occasioni che tali non sono quando è il tempo dei vari «Black friday» e compagnia bella, come più volte abbiamo potuto leggere sulla BdS, la sempre interessante pubblicazione cartacea dell’ACSI. Figuriamoci poi quando troviamo pagine pubblicitarie che offrono sconti che arrivano anche all’80 per cento e pure di più su articoli di marca proposti da note aziende di design o altro. La prima cosa da fare è di andare a cercare il sito ufficiale di questa o quell’altra azienda di grido e verificare se di sconti ne fa oppure no. E come spesso mi è capitato, ecco che non ce n’erano e men che meno di tale portata. Un segnale che la prima pagina che si è capitata a portata di mano era gestita da truffatori e non da un’azienda seria.
Insomma, non facciamo più la figura dei citrulli, perché abbiamo i mezzi per verificare quanto sia veritiero oppure no quel che ci viene offerto sulle strade del web. Vero che il commercio online è anche una sorta di giungla, ma prima di immettere dati alquanto sensibili – a iniziare da quelli della nostra carta di credito – pensiamoci due volte e verifichiamo attentamente più fonti. Il rischio, infatti, non è solo di vedersi sfilare di tasca una piccola somma in cambio di nulla, ma anche di vedersi svuotato il conto in banca, se proprio l’operazione va male fino alle estreme conseguenze.
Aldo Rossi (aldo.rossi2024@outlook.com)