Storie da InfoConsumi: la videosorveglianza forzata
13 Aprile 2026
Sunrise ora propone anche un pacchetto di videosorveglianza: ma i dati, le immagini… sono al sicuro? Per non parlare del fatto che il prodotto viene spinto con modalità di vendita molto aggressive.
Per un consumatore che ha raccontato la sua storia all’ACSI quello che sembrava un banale flyer si è trasformato in un contratto imprevisto.
Recentemente, è entrato in un negozio Sunrise per una semplice questione amministrativa: non aveva ricevuto una fattura via e-mail. Problema risolto in pochi minuti.
Ed è qui che la storia prende però una piega inattesa. Il venditore comincia a proporre con grande insistenza il nuovo prodotto Sunrise Home Security. Il cliente ascolta con cortesia, poi esce dal negozio convinto di avere in mano un semplice flyer informativo.
La sorpresa arriva il mattino dopo: il postino consegna un pacco contenente l’apparecchiatura del sistema di sicurezza. Il consumatore lo respinge — e scopre che il “flyer” era in realtà un “accordo di prestazione di servizi”, attivato lo stesso giorno della sua visita al negozio, con durata minima 12 mesi.
Leggendo il documento (che peraltro non reca la sua firma), emerge che il piano prevede:
• un abbonamento Home Security Basic della durata di 12 mesi
• un acquisto rateale a 24 mesi del set base dal costo di 229.80 franchi (scontato) e di una telecamera outdoor di 99.90 franchi
per un totale di 32.30 franchi al mese per i prossimi due anni.
Oltre alla modalità di vendita aggressiva e poco trasparente -nessuna firma del cliente- vi sono diversi altri aspetti che inquietano.
Secondo le CG infatti:
• i dati non rimangono all’interno di Sunrise ma i destinatari si trovano tra diversi Paesi UE, Regno Unito e Canada
• il partner responsabile della sorveglianza video attiva, SwissGuard, non è un’azienda svizzera (nonostante il nome e la retorica delle “radici svizzere dal 2016”). I suoi “watcher”, cioè gli operatori che monitorano gli allarmi, si trovano in Ungheria. Di svizzero c’è solo la società “di appoggio” SwissGuard Solutions SA che però è stata registrata solo dopo il lancio del prodotto.
È quindi possibile che i flussi video vengano trattati anche all’estero, ma non esiste alcuna informazione chiara su dove vengano ospitati i server o né dove vengano archiviati i dati. Inoltre, l’app di Sunrise Home Security raccoglie continuamente la posizione GPS, anche quando è chiusa, per gestire eventuali allarmi. Di conseguenza vengono registrati tutti gli spostamenti, le abitudini, gli orari e le routine quotidiane. E non finisce qui: l’utente deve indicare sei contatti d’emergenza, ampliando ulteriormente la raccolta di dati anche verso terze persone.
Il prodotto include una copertura assicurativa di Zurigo Assicurazioni. Nelle CG viene indicato che i dati raccolti possono essere utilizzati anche per finalità di marketing e condivisi con terzi. Non solo per la gestione dei sinistri.
Nonostante Sunrise venda il pacchetto ai propri clienti, nelle sue stesse CG viene specificato che:
• non garantisce che il sistema funzioni sempre correttamente e sia sempre disponibile
• non garantisce l’installazione corretta
• non garantisce la ricezione tempestiva degli allarmi
• il sistema non è certificato SES (Associazione svizzera dei costruttori di sistemi di sicurezza)
Sembra un paradosso: un sistema di sicurezza che potrebbe non garantire sicurezza.
Questa storia è l’ennesima conferma di quanto sia importante:
• leggere sempre ciò che ci viene consegnato, anche quando sembra un semplice flyer
• diffidare delle vendite troppo insistenti
• non accettare contratti che non si ha firmato
• prestare la massima attenzione ai prodotti che trattano dati sensibili e in particolare immagini, video e posizione GPS
La sicurezza in casa non dovrebbe trasformarsi in un rischio per la sicurezza dei propri dati e della propria privacy.